La signora Garramòn.

Nel rispetto del dolore di una madre, devo precisare che la signora Garramòn dichiara sovente delle inesattezze, con il rischio d’intralcio a nuove indagini. Lei asserisce che io non avrei mai potuto prendere cognizione delle fattezze del viso del ragazzo dopo l’incidente, in quanto lo stesso “non aveva faccia, era distrutto mio figlio, irriconoscibile”. Nelle fotografie legali di rito, eseguite durante l’autopsia appare il volto del ragazzo assolutamente intatto.

Inoltre non corrisponde al vero la sua dichiarazione che io fui assolto per insufficienza di prove. L’assoluzione fu con formula piena.

Tutto quanto da me sopra dichiarato è riscontrabile negli atti processuali.

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44 Responses to La signora Garramòn.

  1. Er`Pupo says:

    Salve Sig. Accetti,
    Sinceramente penso che lei abbia ragione a dire che la trasmissione “Chi l’ha Visto?” cerchi di “costruire” uno show con alcuni fatti cronaca e forzature.
    Quello che mi chiedo però è perchè Lei si ostina a mantenere quell’alone di mistero. Che senso ha parlare a mezza bocca, in pubblico, di fatti per cui alcune famiglie non trovano pace da trent’anni? Perchè non dice a tutti tutto ciò che sa, considerando anche i dubbi sul tentato insabbiamento di determinati eventi? O perchè, quantomeno, non si incontra con la famiglia Orlandi e la famiglia Gregori?

    • Vento Bianco says:

      Io penso che la risposta alla domanda… Sig. Er`Pupo, possa essere contenuta nelle frasi introduttive che inaugurarono questo blog quando Marco Fassoni Accetti introdusse il pensiero sulla “Morte”…. racchiusa nelle parole “La seconda lettura è quella iconologica. Che si avvale della metafora, dell’allegoria, dell’analogia o addirittura del comunicare un qualcosa per contrasto, conversamente.”. Penso che fino a che inquadriamo le sue parole nell’aspetto iconografico ossia “il fatto così come appare, letteralmente e storicamente. e ci fermiamo a questa prima lettura…” allora tutto appare assumere “alone di mistero. e quel senso ha parlare a mezza bocca, in pubblico…” come Lei dice giustamente, ma forse cercando di cogliere il linguaggio iconologico… potremmo seguire il senso delle parole, più maniera più chiara e illuminante… poi tutti cercano di sapere i nomi (cosa giustissima per carità)… ma quale senso avrebbe questo se non si comprendesse il senso della storia… Poi una cosa apparve subito chiara… lui parlò di “Parola” …la parola data. Questo valore d’altri tempi..oggi purtroppo non più comprensibile…non si definisce un delatore a causa della “parola data”… a cosa e a chi non è dato sapere… ma penso che lui stia parlando si al pubblico… ma è un linguaggio indirizzato a chi ..penso sappia comprendere questa lingua… a noi incomprensibile. Quest’aspetto iconologico… non penso andrebbe affrontato con livelli di stato emozionali…poichè fermanti….occorrerebbero analisi di collegamenti delle circostanze e delle metafore…compito difficile… in effetti come vede questo è uno dei pochi blog in cui si interviene pochissimo… siamo stati chiamati dai media ad entrare in questa storia che forse non ci appartiene…ma che fa parte di una delle realtà in cui viviamo… abbiamo il dolore di queste povere famiglie… ne siamo costernati… così come lo siamo per tante altre famiglie, che hanno e vivono lo stesso dramma. Sono parole e linguaggio di altri tempi, forse anche il mio appartiene a questa categoria, ma è pur sempre attuale.
      Questo il mio pensiero prima che abbia risposta dall’interessato a cui ha rivolto la domanda. Felice notte.

      • Er`Pupo says:

        No. È troppo furbo così. Ammesso (e assolutamente non concesso) che dietro le dichiarazioni e i racconti del Sig.Accetti ci sia un significato da interpretare mediante le SUE concezioni e filosofie, non è comunque giusto che le famiglie delle ragazze debbano continuare a passare la vita in un limbo. Il Sig.Accetti sa cosa è successo? Vada da loro e lo racconti. I “nomi” non li devo sapere io. Li devono sapere le famiglie. C’è abbastanza attenzione mediatica sul caso per fare in modo che, se i familiari denunciassero pubblicamente i colpevoli, difficilmente si potrebbe insabbiare qualcosa o, nella peggiore delle ipotesi, azzittire qualcuno mandandolo al Campo Santo. Nessuna filosofia o interpretazione: semplicemente non è giusto.

  2. Vento Bianco says:

    Io se avessi fatto parte delle famiglie avrei fatto del tutto per incontrarlo… non credo che lui si sarebbe tirato indietro…penso che più che i nomi alle famiglie interessano le ragazze… dove sono ora… fino a prova contraria …possiamo sperare che siano vive (anche se appare fantasioso ma allo stesso tempo possiamo pensare del contrario) a me sembra che Marco Fassoni Accetti si sia già espresso in merito. Il fatto di accettare e di divulgare che siano morte… penso non sia giusto…non v’è certezza.. Ripeto la prima cosa a mio parere prima di sapere i nomi è appurare ciò che veramente è accaduto… attraverso l’inchiesta in corso…
    Poi io ripeto da quanto ho compreso dalle parole dette da lui… sta invitando altre persone a comparire in questi eventi…e se in tal modo parla evidentemente è a loro che si rivolge… e si corre il rischio che i media rovinino questo suo prodigarsi nell’invito.(come da lui stesso asserito nelle interviste).
    Purtroppo le sue dichiarazioni sono state mandate in onda frammentate e comprenderne il senso appare difficile… frammentare potrebbe corrispondere a manipolare…è come vedere un romanzo a puntate in ordine sparso..come si fa a seguire… un discorso…questo a mio parere non è giusto. Se fosse possibile ricostruire questi dialoghi come tessere di un mosaico forse….
    Ma io penso che non possiamo dare per scontato che siano morte…senza nessuna prova certa di nulla… e allora Marco Fassoni Accetti…forse, rimane l’unica possibilità…attraverso questo “oscuro linguaggio” che però forse attenzione… forse nessuno valuta e cerca di ricostruire attraverso le sue parole… e non parliamo di filosofia o interpretazione…ma sicuramenti agli inquirenti il linguaggio penso apparirà più chiaro.
    Certo il dolore rimane e sono d’accordo e vicino alle famiglie.

  3. Vento Bianco says:

    Mi permetto una domanda dato che è emersa dal discorso precedente, (sempre sia lecito chiedere e lui possa rispondere), chiedo a Marco Fassoni Ascetti se le famiglie delle ragazze abbiano cercato di contattarlo per un’incontro?

  4. Vento Bianco says:

    Tempo – Casualità – Inganno – Le presenze
    Tempo
    Si parte da… in direzione pineta…. Si passa vicino al laghetto dell’Eur… un incontro casuale… o poniamo per “assurda ipotesi” concordato… o attraverso l’inganno…in un tempo casuale… in un tempo imprecisato… si raggiunge la pineta…
    Conoscendo il percorso effettuato… penso ci voglia più di un’ora per percorrere quel tragitto dal punto di partenza, salvo traffico intenso(come in effetti è presumibile essere stato nel percorso effettuato) che porterebbe ad allungare quel tempo….di arrivo alla pineta. Solo un probabile appuntamento fuori dal barbiere potrebbe giustificare i tempi di percorrenza… ma sarebbe sconfessare i tempi riferiti ai media e potrebbe avvalorare la tesi della governante…che lascia qualche lacuna incomprensibile… che comunque potrebbe rilevarsi solo nel profondo stato “emozionale di dolore” della stessa (mancata rilevanza dell’episodio incontro con il fotografo) che non diede peso a quel particolare di allora che forse avrebbe potuto indirizzare diversamente le indagini se fosse stato reso noto anche se non ci fu riconoscimento fotografico dalla sua persona (MFA).
    Questa ipotesi sembrerebbe comunque ipoteticamente da scartare a mio parere poiché …non si trovano corrispondenze nei tempi nella strada di percorrenza… attraverso cronache e testimonianze “pubbliche” sinora riscontrate (anche se notiamo differenze nelle varie dichiarazioni sugli orari e ammesso che quelle riportate siano esatte visto il lasso di tempo trascorso).
    Casualità.
    Arrivare alla pineta… e trovarsi nel posto sbagliato nel momento sbagliato … per il calcolo delle probabilità..questo è possibile
    Inganno
    Si parte da… in direzione pineta…. Un appuntamento da altri concordato…un diversivo… avviene l’imponderabile…viene provocato qualcosa che… possa fermare….tenere fuori (verrà arrestato Marco Fassoni Accetti)
    Le presenze
    Trattasi di ipotesi fantasiosa … più persone trovasi nella pineta per motivi diversi e diversificati…. Avviene l’imponderabile e l’irreparabile….qualcosa interviene.
    Queste a mio parere le probabili ipotesi dell’accadimento…con il beneficio del ragionevole dubbio e se dir si voglia “fantasia”, emerso in quel giorno particolare, nella completa ignoranza, basata solo su frasi riportate e fornite ai media.
    Questo nel profondo dolore della morte del piccolo Josè….

  5. andrea vanni says:

    Molto chiara la tua ipotesi Vento Bianco. Ti riferisci da ultimo, alle fazioni avverse a quelle di Accetti ? gli avrebbero teso quindi una trappola ? molto credibile comunque la tua ipotesi.

    • Vento Bianco says:

      Si Andrea,,,una delle ipotesi potrebbe essere questa… questo potrebbe trasparire dalle parole “dette…non dette” come altri affermano. Collegabili in una ricostruzione dedotta solo da parziali racconti e frammentati racconti presentati…è chiaro che è solo una mia possibile ipotesi e soggetta quindi a qualunque possibile smentita un collegamento iconologico alla data del 20 dicembre…
      Osservando con attenzione (forse l’unica e completa intervista effettuata per merito di Radio Radicale a Marco F.A. (ad ore 1 e minuti 3 del video http://www.radioradicale.it/scheda/384173/caso-orlandi-parla-marco-fassoni-accetti ) ancora scaricabile dal sito alla domanda “Quando ha avuto l’ultimo riscontro dell’esistenza in vita delle ragazze? Risposta di Marco Fassoni Accetti: “il 20 dicembre dell’83 per Emanuela”.
      Vide Emanuela pertanto… il giorno della morte di Josè… il 20 dicembre 1983…
      Ricordiamo inoltre che si parlò del camper nella pineta? Quella stessa pineta!
      Potremo ipotizzare forse nuove prospettive..che aprono nuovi scenari… anche quello che l’incidente sia andato..diversamente….
      Ma diciamo che per ora sono semplici ipotesi dedotte solo nel campo dei ragionamenti… “iconologici”… per usare un termine caro a Marco…e in tutta sincerità anche a me… poichè permette di ragionare al di là delle semplici prospettive. Felice notte

  6. anna54 says:

    Perché non restiamo un pò più tutti quanti coi piedi per terra…????

    • Vento Bianco says:

      Ciao Anna… non comprendo bene a cosa ti riferisci. Comunque “restiamo un pò più tutti quanti coi piedi per terra”… questo si. Ma facciamo attenzione a non camminare con la testa … bassa. Se così fosse, potremmo correre il rischio di non vedere bene…. alziamo la testa ed osserviamo. Gli accadimenti vanno osservati da diverse prospettive… io ho solo fatto solo alcune considerazioni sulle ipotesi per me possibili (se tu ne hai altre gradiremmo saperle per ampliare il discorso) e le mie considerazioni sono solo frutto di quello che ci hanno “dato in pasto”. Pensi abbia aggiunto elementi in più da quelli conosciuti attraverso i media? …
      Poi, io ho stesso ho definito “fantasiosa” l’ipotesi a cui penso tu ti riferisca… ma non è fantasia… ho solo riportato le testimonianze e i fatti raccontati. Poi che queste… riportate siano “fantasie” e non ci lasciano “con i piedi per terra”… beh sai non me ne assumo la responsabilità. Ho fatto solo da specchio… ma poi possiamo veramente dire, cosa in queste vicende..possa tenerci con i piedi per terra?
      Sembra tutto assurdo…se volessimo veramente ragionare…. è tutta una follia….
      tutti questi personaggi…gli eventi..l’accaduto…ha una logica spiegazione?
      A mio parere NO! Certo tranne per il piccolo Josè…
      Ma ti appaiono vicende possibili? Analizziamo….(parliamo di quello che conosciamo è chiaro) c’è tutto e il contrario di tutto…quindi dobbiamo vedere solo… altre prospettive per tentare di capire. Come?
      Faccio un esempio (che poco c’entra con le storie…ma…) guarda la differenza fra google map e google earth…osservi con google map i luoghi con i “piedi per terra” e vedi degli scenari… gli stessi li osservi con google earth… e vedi cose che da sotto non avresti mai visto ne immaginato…
      Quidi si… “stare con i piedi per terra” ma osservare con una visione più ampia dall’alto…e non è detto che questo porti a qualcosa di definito… poichè magari trovi le nuvole che coprano la visione o incontri zone oscurate (google earth)…
      Quello che penso è che vivere nella fantasia è assolutamente errato…ma un pizzico di fantasia… aiuta l’intelligenza. Continuiamo a camminare “con i piedi per terra”…ma alziamo la testa ed osserviamo i particolari intorno… ma sono convinto che lo fai già… Però ti pregherei, di fare altre ipotesi..poichè quelle che ho ipotizzato io, spaziano su tutti i campi possibili… certo potremmo aggiungere che Marco Fassoni Accetti sia un “mitomane” come hanno detto…. che sia uno che cerca 15 minuti di celebrità… ma queste ipotesi sono a mio parere già scartate… poichè chi cercherebbe di farsi avanti rischiando il carcere per i motivi citati?.
      No è contro ogni logica… intellettuale… poi certo il mondo è vario, pertanto tutto è possibile…. Ripeto per me importante è ascoltarlo…ma di seguito!
      Non con frasi frammentate… e l’unica intervista finora accettabile per dare un giudizio è quella (a mio parere del link postato) poi sai ognuno da un giudizio personale… può anche dire “non sta ne in cielo ne in terra”….può anche dire è un mitomane..può dire tutto a suo giudizio, nel rispetto dei pensieri e della libertà di pensiero. Questo si…
      ma sai a me nella vita mi è sempre piaciuto stare con i piedi per terra ..ma tentare di cavalcare oltre le nuvole…per osservare meglio.
      Un abbraccio (scusandomi per la lunghezza del testo)

  7. Er`Pupo says:

    Continuo a non essere d’accordo. Il Sig.Accetti sa cosa è successo? Vada dalle famiglie e lo racconti. La procura non dà credito al Sig.Accetti? Allora vada dalle famiglie e racconti ciò che sa a loro. Ci penseranno loro poi a fare ciò che serve. Filosofeggiare per mandare messaggi a chicchessia avrebbe avuto senso al tempo dei fatti in questione, non oggi.
    E’ per questo che oggi molte persone pensano che il Sig. Accetti sia solo e soltanto un mitomane: tanta filosofia, poca sostanza.

    • Vento Bianco says:

      Salve Er`Pupo, abbiamo notizie di un gran numero di interrogatori (che la procura ha effettuato al Sig.Accetti), ed è ragionevolmente possibile dedurre, che non si possa affermare “che non gli dà credito”. Poi risulterebbe indagato.. pertanto “un minimo di credito”… poi alle atre sue domande, penso che solo Marco F.A. possa dare una risposta… (fermo restando da parte mia quanto già espresso in merito alla stessa da lei già formulata).
      Però che un’indagato vada a parlare “con le vittime” durante un’inchiesta… sembrerebbe abbastanza illogico… interverrebbe il segreto istruttorio… in un cero senso parlando ai media penso parli anche ai familiari… ma di fronte al fatto che lui continua ad asserire che fino a quegli anni erano vive…non mi sembra che qualcuno gli abbia dato credito. poi io penso ognuno ha il suo modo di parlare….ognuno ha i suoi valori da rispettare…oppure se vogliamo ognuno è “contorto” a modo suo, ognuno ha i suoi pregi e difetti… sicuramente gli inquirenti che sono al di sopra delle parti chiariranno il quadro… e aggiungo io, se altri personaggi si facessero avanti come chiede Marco F.A: forse, dico forse, avremo più elementi.
      Certo come lei dice “oggi molte persone pensano che il Sig. Accetti sia solo e soltanto un mitomane: tanta filosofia, poca sostanza”. Ma non dimenticherei, che la Filosofia ha indirizzato il mondo…. e noi siamo frutto di quella.

  8. andrea vanni says:

    Molte persone credono che esista solo il pensiero razionale. Molte cose che accadono invece, sono irrazionali..ecco l’errore. Non dovete avere una visione solo del razionale ( secondo il mio pensiero) perchè il razionale è la vera illusione del mondo, e del pensiero umano. Spero di aver reso il concetto.

    • Vento Bianco says:

      Perfetto e condivido. Grazie Andrea.

    • Er`Pupo says:

      Si ma continuate a dare pareri filosofici a ciò che sta accadendo. In senso generale posso essere d’accordo con tutti i vostri pensieri, ma questi non possono essere associati al fatto in questione.

      Sia chiaro: io sono il primo a sperare che il Sig.Accetti dica il vero (o, forse, quello che secondo lui è la verità), perchè se così fosse finalmente i familiari delle vittime avrebbero quantomeno un corpo da piangere e dei colpevoli da perseguire.

      • Vento Bianco says:

        Gent, mo Er`Pupo… riprendo le sue frasi “io sono il primo a sperare che il Sig.Accetti dica il vero….. perchè se così fosse finalmente i familiari delle vittime avrebbero quantomeno un corpo da piangere” … a me non risulta che ol sig, Marco Fassoni Accetti abbia asserrito che le ragazze siano morte…anzi tutt’ altro per quanto a lui risultava..esistono basi certe che le ragazze siano morte? Penso di no..allora perchè tutti si ostinano ad asserire questo…questo che è privo di ogni logica… non è meglio sperare che possano essere vive…atteniamoci solo ai fatti…. si ipotizzano morte..sensa sapere chi potrebbe essere stato..e poi per quale motivo? Pertanto se siamo qui a sperare che il Fassoni Accetti possa asserire il vero… lui si è espresso e ne ha spiegato anche i motivi del perchè non potrebbe essere accaduto (certo non sappiamo se altri possano averlo fatto dopo..ma non ci sarebbero i moventi… poi il fatto che siano legate è ancora tutto da dimostrare completamente…. Ripeto cosa può essere considerato reale in queste storie… penso che converrete con me che nulla è razionale…ma è accaduto… poi pensiamo veramente che siano solo discorsi filosofici…questi discorsi fanno parte della vita reale… di una realtà diversa dalla normale quotidianità… ci sono altre realtà che purtroppo sfuggono. Filosofia..no è solo una metafora…non sono pensieri filosofici..sono pensieri ragionati..anche se sfugge il linguaggio…se in senso generale lei dice può essere d’accordo come possiamo escluderli nello specifico. A me pare che se si trovano i corpi o si ammette che siano morte… per assurdo siamo al termine del discorso e potremmo chiudere…. il fatto penso che di fronte al mistero di ragionamenti impossibili..ci fermiamo… e non possiamo puù pensare ..io penso e credo che dobbiamo iniziare a pensare dove gli altri si fermano. Certo poi… se è questo che veramente vogliamo. Quando riusciremo, se sarà possibile, riunire le pietre sparse forse allora e solo allora potremmo dare un giudizio da consegnare alla storia…filosofia a parte.

  9. Er`Pupo says:

    Ho inserito quel “quantomeno” proprio per intendere che “nella peggiore delle ipotesi” avrebbero un corpo da piangere.
    Mi scuso, forse non sono stato chiaro nello scrivere, cerco di spiegarmi meglio: Il raccontare fatti tramite allusioni, mezze parole, messaggi “cifrati” secondo una filosofia propria (in questo caso quella del Sig.Accetti) OGGI non ha molto senso, potevano averne (molto e in modo più che giustificato) all’epoca dei fatti.
    Il ritorno in auge di tutto il caso è dovuto alla telefonata a “Chi l’ha visto?” di una persona che conosceva benissimo le vicende della Banda della Magliana. Una dichiarazione pubblica e concreta, con riferimenti chiari e diretti da un anonimo: tutto il contrario di ciò che ha fatto il Sig.Accetti.

    Detto questo, spero davvero che la verità venga a galla anche grazie al Sig.Accetti (che denota una grandissima intelligenza), ma ripeto che le dichiarazioni pubbliche (TV e questo blog) del Sig.Accetti, al momento, fanno TUTTO, tranne che indicare una via da percorrere per le indagini.

    • Vento Bianco says:

      Carissimo Er`Pupo lei dice ” Il ritorno in auge di tutto il caso è dovuto alla telefonata a “Chi l’ha visto?” di una persona che conosceva benissimo le vicende della Banda della Magliana. Una dichiarazione pubblica e concreta, con riferimenti chiari e diretti da un anonimo”…. Erano già almeno dieci anni (che era conosciuta la notizia della sepoltura nella basilica (ricordo manifestazioni di polizia davanti quella basilica di protesta per quella sepoltura)…che poi fosse a conoscenze delle vicende della banda..non penso sia provato solo da quelle frasi… poi abbiamo visto a cosa ha portato quello da tanti richiesto… qualcuno potrebbe dire, a nessun risultato e solo alla “profanazione di una tomba”…(cosa sempre deprecabile a prescindere)
      Riferimenti “chiari e diretti” dice… io direi a niente praticamente…però una cosa forse farebbe riflettere ..Perchè il contenuto della telefonata fu trasmessa solo a metà e non nella sua completezza?
      Forse il discorso più interessante fu tagliato dalla trasmissione…..perchè ?
      Pertanto penso “quel ritorno in auge…non portò a nessun dato concreto” se non ascolti oramai in calo e chissà che quello che definisce “tutto il contrario di ciò che ha fatto il Sig.Accetti.” porti a qualcosa di diverso.
      Io penso che noi “spettatori di questi eventi” dobbiamo accettare il linguaggio di Marco Fassoni Accetti… lui a noi non deve niente… non deve farci capire… o forse ci fa capire e noi non comprendiamo… .lui è fatto così..è strano?..forse si… ma forse siamo noi ancora più, che vogliamo ricercare la verità con le nostre emozioni e sempre pronti ad indicare l’untore solo per trasmissioni chiaramente pilotate che incidono su alcune menti…
      Ma penso che quello che più ci fa innervosire è non capire le sue parole…lui è così prendere o lasciare..e poi ricordiamoci che sta parlando come lui dice ..a quelle persone che lui sta invitando a ri-apparire… questo ha sempre detto lui… noi ci siamo trovati in mezzo attraverso i media e a volte perdiamo il lume della ragione..vedi quello che è accaduto in altri gruppi..con parole che rasentano la buona creanza e con parole irripetibili… siamo sempre in un paese in cui si fanno processi sommari solo perchè influenzati da parole o linguaggi subliminali indotti e noi cadiamo nella rete.
      Quello che è importante sono le sue dichiarazioni agli organi competenti… quello che leggiamo sui giornali sono collage di discorsi sentiti dalle sue dichiarazioni..ma con parole diverse..ossia mischiano dichiarazioni ad interpretazioni..quindi è disinformazione….
      Messaggi cifrati… ma vogliamo accettare che tanti nel nostro mondo usano messaggi cifrati… per il loro dialogo… è sempre stato così… non possiamo meravigliarci e non credere che sia uno dei mezzi di comunicazione solo perchè, noi non ne comprendiamo il codice…
      “raccontare fatti tramite allusioni, mezze parole, messaggi “cifrati” secondo una filosofia propria.. OGGI non ha molto senso, potevano averne (molto e in modo più che giustificato) all’epoca dei fatti.”
      Dobbiamo sapere e accettare che queste “forme di linguaggio sono al di la del tempo”…non sono solo filosofie proprie, ma comuni… comuni in certi ambienti …in certi gruppi..in persone normali…a noi appaiono affermazioni astruse..ma hanno logica… forse chi usa questo linguaggio codificato “possono apparirestranezze .. ma ognuno è libero di esprimersi come crede.
      Ma quello che conta che noi anche se oramai immersi in questi eventi … se volessimo addentrarci a comprendere, dovremmo analizzare senza livelli emozionali, per acquisire quell’obbiettività necessaria. Poi osserviamo bene..oramai sono le trasmissioni televisive che guidano i nostri commenti..quando i servizi tacciono…tutto tace… in attesa di prossime puntate…Non è così che si cerca la verità..ma chi vuole veramente la verità… oramai è solo spettacolo… e lo spettacolo..deve andare avanti. Ma rispetto per il dolore di tutti gli interessati… di qualsiasi tipo..sino a prova contraria..e le prove le darà la Magistratura..e forse vedremo che poi magari sarà ..tutta un’altra storia.

      • Er`Pupo says:

        Penso che la telefonata non servì per far scoprire la tomba (quella, come dice lei, era nota), ma per collegare DePedis a Poletti e la scomparsa (non a caso sono passati 7 anni dalla telefonata all’apertura della tomba). Lei è al corrente di un’altra parte di telefonata? E’ stato detto qualcos’altro oltre al fatto della tomba e de “l’altra Emanuela”?

        Anche il Sig.Accetti non sa se sia stata uccisa o no (presume di no, ma non ne è certo), quindi dovrebbe concedermi un lecito dubbio, non mi sembra di aver espresso certezze in merito.

        Poi, gent.le Vento Bianco, le ripeto ancora: lei afferma che questo tipo di linguaggio non ha tempo, e potrei anche concordare, ma la mia opinione è che OGGI e nel modo in cui sta operando il Sig.Accetti non abbiano senso, per una serie di motivi che già ho spiegato. Non ci sarebbe stato bisogno di un gesto plateale come quello del flauto (che poi è servito veramente a poco) insieme al rilascio di varie dichiarazioni ed interviste.

        Le ripeto che i suoi discorsi li capisco benissimo, ma non li ritengo giusti rapportati a questo caso, e per “questo caso” intendo il legame tra il Sig.Accetti e le sparizioni.

        Le dirò di più. Io credo che molte delle persone inserite nell’ingranaggio di questo “mistero italiano” siano davvero convinte di dire la verità.

        Saluti.

  10. Vento Bianco says:

    Carissimo Er`Pupo… per la telefonata facevo riferimento “anche all’altra Emanuela”…ma questa parte allora fu tagliata da CLV e mandò in onda solo la prima parte… non sappiamo veramente chi fu il telefonista.,,,ma allora fece scalpore una cosa già nota ..da come venne presentata…poi anche le frasi . ” e del favore che Renatino fece all’epoca al cardinale Poletti” potrebbe essere stato anch’esso un messaggio in codice che può essere interpretato in vari modi… mi sono varie volte chiesto..e se la banda dei testaccini non avessero avuto nessun ruolo nella vicenda? Non venne appurata nessuna prova della loro influenza…certa… forse solo depistaggi in codice…non vorrei passare per una persona “fissata”..su codici e metafore…ma purtroppo sono solo mie impressioni… e forse per mia formazione personale…. non condividere lo trovo giusto… questa storia è talmente complessa che può sicuramente dato adito sicuramente a tante considerazioni e comprendere resta un compito molto arduo. Posso anche essere d’accordo che Marco Fassoni Accetti avrebbe potuto scegliere altri modi “Non ci sarebbe stato bisogno di un gesto plateale come quello del flauto … insieme al rilascio di varie dichiarazioni ed interviste. se ragionassimo in tempi odierni…ma altresi penso che il tutto vada visto nell’ottica di quei tempi..poichè da quel tempo proviene Marco Fassoni Accetti e vuoi per formazione culturale e per formazione mentale…hai quella mentalità …mentalità ..antica? Forse … per esempio io appartengo a quella generazione… e magari potrei comprendere meglio rispetto ad una generazione più recente.Poi sappiamo che ognuno tende ad essere se stesso…(quasi mai veramente poichè impossibilitato dalla società esterna) e lui penso sia stato sempre così…lo notiamo anche dai suoi vecchie opere cinematografice…è uno che trasmette messaggi attraverso le immagini e le parole… lascia indizi..di libera interpretazione… non da mai sue vere teorie, come oggi tanti propinano… dare indizi come a spingere le menti a cercare da soli di comprendere per dare interpretazioni…questo è il rispetto del libero arbitrio..poi certo altra cosa è agli inquirenti… ma li penso che se si è decisa la riapertura del caso…penso abbia dato elementi chiari… Io penso che tutti questi eventi vadano valutati obbiettivamente.. penso inoltre che la verità in genere è stata detta …solo che si sono trascurati particolari fondamentali che sono stati considerati ininfluenti… poi altro elemento fondamentale…le lettere anonime…. ma chi le ha scitte e fornito quegli indizi… Marco Fassoni Accetti…tanti diranno…e se così non fosse?…allora forse noteremo che il linguaggio che usa Marco Fassoni Accetti …. è diffuso…allora cosa pensiamo sia giusto o sbagliato. Se lui avesse usato il metodo meno contorto…sarebbe andato dal giudice..e “fare la spia”…ma lui ha sempre asserito non essere un delatore…. vuole invitare… senza coinvolgere direttamente… spera che qualcuno si presenti(almeno dice)…ma è cosciente del rischio che nessuno lo ascolti..e che si trovi solo nuovamente dinanzi a quel tribunale.
    Si concordo pienamente che ” molte delle persone inserite nell’ingranaggio di questo “mistero italiano” siano davvero convinte di dire la verità.” ..come in tutti i misteri..e forse questa è la chiave. Un caro saluto.

  11. Vento Bianco says:

    Si parla di Marco Fassoni Accetti…come di un mitomane… analizziamo quest’aspetto…. mitomane.
    Mitomane e per esempio colui che la tendenza a raccontare avventure immaginarie come se fossero vere, dunque qualcosa di veramente patologico e maniacale . Benissimo pertanto qualcuno pensa questo di Marco Fassoni Accetti… io chiedo alle persone che siano giunte a questa conclusione ..come valutano l’episodio del piccolo Josè.. Da quello che ho avuto modo di leggere e vedere sulla trasmissione CLV….Marco Fassoni Accetti fu assolto dall’accusa aver sequestrato il piccolo poiche non avrebbe potuto trovarsi partendo da casa nei pressi della pineta…ossia vennero fatte simulazioni degli orari di percorso non coincidenti… vengo al sodo…in modo provocatorio ma i pensieri bisogna affrontarli tutti… chi ci dice che Marco nella sua “mitomania” abbia “inventato” questo episodio… un mitomane può…allora io dico a queste persone che lo accusano di mitomania..avete valutato anche questa possibilità. La sua presenza accertata li fu molte ore dopo nei pressi della pineta… che lui era presente prima delle 19.40 lo dice lui… ma se di mitomania si tratta… beh allora valutiamolo in tutto il contesto… a me dispiace che nessuno abbia potuto porre all’attenzione anche questo particolare… se si parla di mitomania… si vado controcorrente ma questa riflessione è doverosa. Attenzione io non considero assolutamente Marco Fassoni Accetti un mitomane..è solo per rispondere e far porre attenzione alle persone che lo accusano di “raccontare avventure immaginarie”

  12. Vento Bianco says:

    Riprendendo la domanda del sig. Antonio Goglia attraverso un Tweet diretto alla sig.ra Garramon “Gentile Signora non ha mai pensato che la morte di Jose sia legata al lavoro di suo marito e alla sua attività?”
    Se è lecito chiedere…è possibile espandere questo concetto… che potrebbe far ipotizzare nuove ipotesi sulla morte del piccolo Josè, affinchè come lei cita nel post inserito su Precisazione n° 2. “Vi assicuro che se sarà discussa questa pista a livelli più alti avremo in poche settimana la verità.”.
    Certo noi potremmo farli solo a livelli più bassi… ma potremmo iniziare ad affrontare…poi ci sarà chi legge… Ripeto, sempre che di questo lei ne possa parlare…noi siamo qui come le dissi a raccogliere il suo invito.

    • Vento Bianco says:

      Gent.mo Antonio Goglia, pensa sia possibile approfondire ulteriormente la sua affermazione….”La richiesta alla Signora Garramon nasce dalla supposizione che il piccolo Jose, come sostenuto, sia rimasto vittima di una minaccia rivolta a suo padre, diplomatico sudamericano”.
      In effetti queto potrebbe dare nuove prospettive all’evento… del tipo.. come possa essere giunto il piccolo nella pineta… quale sia stata la possibile meccanica dell’incidente… ho letto fra i riferimenti da lei citati, ma non ho trovato accenni.
      Certo come lei afferma, sono solo supposizioni, ma penso essere derivanti dalle sue ricerche. Grazie.

  13. andrea vanni says:

    Probabilmente il bimbo, fu rapito, portato via come fecero con Emanuela e la Gregori. La tesi di Goglia la stò studiando, c’è qualcosa che manca, per unire tutto il puzzle. comunque tutta la vicenda, come affermo da tempo, è molto molto oscura. Soprattutto il perchè l’allora Corte D’Assise, non si è chiesta, di chi e come, il bambino, una sera d’inverno, si ritrovò a morire, lontano da casA ? cose veramente incredibili…ma per alcuni “conoscenti” di un noto gruppo, è pura e normalissima cronaca nera….

    • Vento Bianco says:

      Ciao Andrea Vanni , penso che la Corte D’Assise se lo sia sicuramente chiesto poichè Marco Fassoni Accetti da quanto ho capito, fu accusato inizialmente del “rapimento” da cui a sentenza fu assolto. Forse poi altri elementi cercati non ftrovarono riscontrii. Stabilire con esatta sicurezza che trattasi di 3 rapimenti, è ancora difficile…certo tre scomparsi, questo si. Scomparse che possano avere un reale collegamento?
      Sicuramente, resta. da stabilire e comprendere perchè il piccolo, fosse ritrovato così lontano da casa. Poi potremmo eventualmente analizzare anche la circostanza… magari semplice coincidenza… del fatto che erano due “bambine” ed un “bambino”..

  14. andrea vanni says:

    Gruppo di Facebook, intendevo. Comunque quando avrà tempo, vorrei sapere cosa ne pensa Accetti della ipotesi di Goglia. Buona serata.

  15. Anna54 says:

    Io ritengo che la persona (o LE persone) che hanno rapito Josè, fossero da lui già conosciute: Infatti, benché fosse inverno e la via da lui percorsa per tornare a casa non fosse (verosimilmente) molto illuminata, trovo strano che NESSUNO ABBIA NOTATO NULLA: non era così tardi (le 19,15 – 19,30, mi pare), forse c’era ancora abbastanza gente in giro, e sarebbe stato rischiosissimo, per un malintenzionato qualunque, sequestrare un ragazzino nel bel mezzo della via, con macchine e passanti che transitavano e la possibilità che qualcuno sentisse le sue grida d’aiuto…. Più probabile che questo “qualcuno”, già conosciuto da Josè, gli si sia avvicinato cordialmente, e gli abbia offerto un passaggio per tornare a casa: oppure, com’è stato detto una volta a Chi l’ha visto, c’era in quel periodo un molestatore che girava per l’EUR, e che, per convincere i minori ‘presi di mira’ a salire a bordo della sua auto, raccontava loro che uno dei suoi genitori si era sentito male, e che doveva farsi accompagnare immediatamente in ospedale…
    Non ricordo bene a che proposito è stato citato questo fatto, mi sembra che ci sia stata almeno una testimonianza, ma dovrei rivedere le puntate.

  16. Vento Bianco says:

    Il corpo del piccolo Josè , dalla testimonianza dell’autista, fu trovato alle 19.40, chiaramente è statp travolto in ora precedente, non definibile, Non è stato definito con certezza l’orario di “scomparsa”.anche se le utime tracce portano come orario attorno alle 18.45(almeno questo risulterebbe dalle testimonianze del barbiere, il proprietario(non aveva fatto lui i capelli al piccolo). Qui mi pongo i primi questi…poichè da li il tragitto necessita , se in macchina, salvo complicazioni di traffico che a quell’ora potevano sicuramente verificarsi, almeno circa 30 minuti… Altra ipotesi che il tragitto fosse fatto im moto e il tempo del tragitto si restringerebbe…Siamo ai limiti del tempo, tenendo presente anche le eventuali reazioni del piccolo che renderebbero meno agibili il percorso… forse in due persone….uno lo teneva…e l’altro guidavaPoi riguardo quelle foto del furgone…mi chiedo è mai possibile che un furgone di quel tipo (fatto veramente di ferro) possa aver creato tutti quei danni alla carrozzeria… ok per il vetro davanti..ma la carrozzeria (scusate la mia ignoranza) può avere quegli effetti su un veicolo che procede a 60 Km/h in un bimpo che traversa la strada, sarebbe ancora più strano come qualcuno ha detto che correva davanti alla macchina (stesso senso di direzione… non so magari sbaglio..ma questo dubbio mi viene. per quanto riguarda il molestatore che girava per l’Eur… esiste solo quella testimonianza..non risultano notizie di un molestatore all’epoca.

  17. Vento Bianco says:

    Quello che mi lascia riflettere….che non si è mai detto o analizzato: Perchè Marco Fassoni Accetti vuole far riaprire il caso…un caso per cui è stato assolto dal rapimento..e condannato per l’investimento. Ha scontato la pena…. Mi chiedo razionalmente ma chi cerca di riaprire il caso ..se non un’innocente? Almeno questo deriva da un discorso razionale. Un mitomane? Ma un mitomine potrebbe solo dire l’ho rapito io (tanto è stato assolto) non può essere condannato di nuovo..e allora quale soluzione rimane,,,, Poi molti lati oscuri rimangono di quella notte…e non so se la cassazione abbia affrontato tali temi…certo quando una persona dice..che era li e poco lontano trovano il suo furgone … lui poi conferma in parte…certo è difficile cercare altri colpevoli. Si è detto di tutto su Mario Fassoni Accetti…ma forse le cose determinanti non sono state affrontate…Certo ora c’è la procura… ma anche noi dato che ne stiamo parlando o “sparlando” possiamo avere dei pareri.
    Perchè un “colpevole” vuole far riaprire il caso?”

    • Anna54 says:

      Più ci penso, più il caso di Josè mi sembra un enigma senza soluzione…. Che fu sequestrato è fuor di dubbio, poco importa, a questo punto, definire l’ora esatta del rapimento: certo è che, fra l’orario di uscita dal barbiere e il suo ritrovamento, qualcuno lo caricò su un mezzo e lo portò nel luogo della sua morte… Le mie domande sono:
      1) chi lo rapì, aveva anche l’espressa volontà di ucciderlo..? O si trattò semplicemente di un imprevisto, di un incidente..?
      2) come mai Josè, dopo essere stato rapito, si trovava in mezzo a una strada, nel bel mezzo di una pineta..? Quel “qualcuno” lo aveva fatto scendere dal mezzo, di proposito, oppure il ragazzino era riuscito a fuggire…?
      3) Josè, al momento dell’impatto col furgone, stava veramente “correndo”, come sostiene la trasmissione Chi l’ha visto, oppure semplicemente camminava, oppure addirittura era fermo in mezzo alla strada..?
      4) in tutti e tre i casi, come mai il piccolo non si è accorto dell’arrivo del furgone, e non ha fatto il possibile per mettersi in salvo..? il mezzo sicuramente aveva i fari accesi, il motore doveva far sicuramente rumore, benché procedesse a soli 70 Km. orari, e dunque..? Un bambino in genere è abbastanza agile da farsi da parte, se si accorge che un mezzo sta sopraggiungendo alle sue spalle…. Unica possibilità: era talmente spaventato da non badare ad altro che a correre, correre dritto davanti a sé, sia pure nel buio, pur di allontanarsi il più velocemente possibile da quel posto, e così non si è curato di farsi da parte quando ha sentito il mezzo sopraggiungere…? Oppure, verosimilmente, ha pensato che il mezzo che stava sopraggiungendo era quello dei suoi sequestratori, e questo lo ha spaventato ancora di più, spingendolo a non fermarsi e a proseguire la sua corsa, sperando di non essere raggiunto…?
      5) lecita domanda, che ahimè, pongo a me stessa e ai lettori del blog: il mezzo che lo ha investito era lo stesso che lo ha sequestrato…? In tale ipotesi, Josè dovrebbe essere riuscito a fuggire dal furgone: ma come…? Mentre il mezzo era in movimento…? Improbabile… Oppure ha approfittato di una sosta del mezzo, ed è riuscito ad aprire il portellone posteriore…? In questo caso, però, logica vuole che il bambino avrebbe imboccato la direzione opposta alla direzione di marcia del furgone: MAI si sarebbe messo a correre ‘davanti’ al mezzo, col rischio di essere visto e riacchiappato… Altra possibilità che sono costretta a considerare: il furgone l’ha visto fuggire, ha fatto una conversione a “U” e l’ha inseguito, non con l’intenzione di ucciderlo, ma semplicemente di riacchiapparlo…. un adulto infatti corre sicuramente più in fretta di un ragazzino, sarebbe bastato fare qualche metro e poi scendere, e inseguirlo a piedi…. Forse, allora, l’autista del furgone ha ingranato la marcia deciso soltanto a raggiungere il ragazzo, a individuarne la posizione, per poi riacchiapparlo senza fargli alcun male…? Ma poi il buio, l’impossibilità di vedere bene la strada, la legittima supposizione che il piccolo avesse imboccato, fuggendo, un viottolo laterale all’interno della pineta, hanno distolto l’attenzione dell’autista dal centro della strada, e provocato l’incidente…?
      6) In ogni modo, non credo proprio che il furgone abbia investito Josè volontariamente: per mettere in scena un simile evento, l’autista-sequestratore avrebbe dovuto invitare Josè a scendere dal mezzo, e dirgli di mettersi a correre lungo la strada: ma come avrebbe potuto avere la certezza che il piccolo sarebbe rimasto “a tiro”, ovvero nella sua direzione di marcia e in mezzo alla carreggiata…? Impossibile… Non solo, ma se lo scopo del sequestro fosse stato l’omicidio, penso che l’assassino avrebbe potuto scegliere fra una moltitudine di metodi diversi e più sicuri, che non l’investimento…
      7) tutte queste domande e ipotesi, si pongono anche nel caso che Josè sia stato rapito da persona diversa dall’autista del furgone: come ha fatto il bambino a fuggire dal suo sequestratore…? E’ stato lasciato libero di proposito, oppure ha agito da solo..? E come mai il suo sequestratore non l’ha inseguito, non l’ha cercato..? Dove si trovava, mentre Josè attraversava la pineta..?
      8) questa domanda porta all’ultima ipotesi: visto che abbiamo escluso la volontà omicida, che ci faceva Josè in quel luogo e a quell’ora..? Dove doveva essere portato…? C’era l’intenzione di sequestrarlo per un periodo lungo di tempo, oppure, magari, doveva semplicemente essere rapito per poche ore, a scopo intimidatorio, e poi rilasciato, perché tornasse a casa coi propri mezzi..? Questo rapimento-lampo doveva soltanto essere un ‘segnale’ per la sua famiglia, per suo padre in particolare..? Per questo fu portato fino a Ostia, e poi, probabilmente, lasciato fuggire..?
      (N.B. ho usato l’espressione “autista del furgone”, e non ho citato il Sig. Accetti, perché lui stesso ci dice che c’era ‘qualcun altro’ a bordo con lui…. pertanto, mi prendo la libertà di lasciare incerta l’identità di colui/colei che quella sera era alla guida del mezzo).

  18. Francesca says:

    Anna54, leggere questo suo intervento è straziante.
    Non so come sia riuscita a formulare le varie ipotesi con tanta lucidità, fa veramente male.
    Su questo blog intervengono fanatici che vogliono a tutti i costi trovare una conferma alle teorie astruse (o forse no…) del Sig. Accetti, appigliandosi a spunti veramente improbabili e fantasiosi.
    La verità è quasi sempre semplice, alla portata di tutti, non si nasconde nelle contorsioni mentali di pseudo-filosofi affascinati da scenari degni di Hollywood.
    Quasi tutte le sue ricostruzioni possono essere confutate per esclusione, perchè veramente incoerenti con la natura umana e troppo influenzate dal fato e da variabili totalmente aleatorie.
    Ne resta in piedi una sola, quella che fa contorcere lo stomaco, quella che ha saputo descrivere con tanta semplicità e senso della realtà.
    Il mio pensiero va alla Signora Garramón; quanto dolore.

    • Vento Bianco says:

      Francesca…dici “Ne resta in piedi una sola, quella che fa contorcere lo stomaco, quella che ha saputo descrivere con tanta semplicità e senso della realtà.”… mi sfugge quale possa essere considerata “verità”…quella che resta in piedi (certo non parlo del finale). Qui cercavamo di ipotizzare per capire i precedenti.Potresti specificare meglio la tua opinione. chiaramente tutti ci associamo al dolore.Grazie

      • Vento Bianco says:

        Francesca dice “La verità è quasi sempre semplice, alla portata di tutti, non si nasconde nelle contorsioni mentali di pseudo-filosofi affascinati da scenari degni di Hollywood.
        Quasi tutte le sue ricostruzioni possono essere confutate per esclusione, perchè veramente incoerenti con la natura umana e troppo influenzate dal fato e da variabili totalmente aleatorie”. Condivido pienamente questo pensiero… solo che arriviamo a conclusioni diverse…Francesca. Poi ripeto… è forse per seguire …”contorsioni mentali di pseudo-filosofi affascinati da scenari degni di Hollywood.” che Marco Fassoni Accetti decide di far riaprire il caso…per cui già è stato processato e scontata la pena?… Ah si hai già risposto…”Su questo blog intervengono fanatici che vogliono a tutti i costi trovare una conferma alle teorie astruse (o forse no…) del Sig. Accetti, appigliandosi a spunti veramente improbabili e fantasiosi.”…mi era sfuggito… ma aggiungi anche … “o forse no…”… bene io direi di meditare su questo.

    • Dany Astro says:

      Sra. Francesca, il suo commento, dal punto di vista antropologico sarebbe molto interessante da sezionare. Le espressioni utilizzate, “straziante” … “tanta lucidità fa male” … “i fanatici” …. “la verità è alla portata di tutti” …. “contorcere lo stomaco” …. , ecco, denotano pienamente, secondo me, un giudizio inficiato dalle emozioni di pancia. Siamo tutti d’accordo nel dolore di una madre che ha perso il figlio. Ma cerchi anche di figurarsi il dolore di un uomo che si trova ad investire e uccidere incidentalmente un ragazzo, e di doversi veder contestare, in aggiunta, l’accusa di mostro. Anche dopo l’assoluzione, anche dopo trent’anni. Forse non la commuove perché lui le sue emozioni le interiorizza e razionalizza. Ha ragione: in t.v. ci vogliono dolore e lacrime. Lei parla di ricostruzioni fantasiose … lo sa che la tesi del “televisore di Stato” è stata scartata dal P.M. (la pubblica accusa) all’epoca in quanto “fantasiosa”?
      Infine lei dice “la verità è quasi sempre semplice, alla portata di tutti” ….ecco, c’è un “quasi”, e questa vicenda giace nelle pieghe di quel “quasi” da trent’anni: evidentemente questo caso non rientra nella casistica del semplice, e non è poi così alla portata di tutti se dopo trent’anni non si arriva a una soluzione e individuazione dei colpevoli.
      Cordiali saluti.

    • Anna54 says:

      Cara Francesca, a me non sembra che “tutte le mie ricostruzioni possono essere confutate per esclusione”, tranne “una sola”. Infatti, nonostante che una certa logica, un certo “buon senso comune”, e l’alta improbabilità che si verifichi una coincidenza spazio-temporale di tale portata (= l’incontro, nello stesso luogo e nello stesso momento, di due o più persone coinvolte nello stesso ‘giro’ di attività, ma su due fronti opposti): nonostante tutto questo, dicevo, possa indurci a pensare che il sig. Accetti fu anche il sequestratore del piccolo Josè, ci sono alcuni punti che non tornano:
      1) perché proprio Accetti, da alcuni mesi, si è mosso per ottenere la riapertura del caso…? Una volta assolto dall’accusa di sequestro e omicidio volontario, infatti, a che pro rimescolare di nuovo le acque, col rischio di un nuovo coinvolgimento..? Soltanto perché adesso non potrebbe essere condannato…? E che senso ha…?
      2) Nella storia di Accetti, l’adescamento e sequestro di un minore di sesso maschile, a scopo di violenza sessuale, sarebbe stata una novità: la stessa trasmissione CLV ha ampiamente documentato, anche a mezzo di testimonianze dirette, l’attenzione di MFA verso ragazze molto giovani, che venivano da lui avvicinate con la richiesta di svolgere servizi fotografici: un atteggiamento reiterato, e che a molti sembrava bizzarro, ma che, ad onor del vero, ha sempre viaggiato sui binari della legalità (l'”adescamento” era fatto alla luce del sole, e se i soggetti erano minori, occorreva la liberatoria dei genitori);
      3) il possibile coinvolgimento di MFA nel rapimento di Emanuela Orlandi, se confermato, potrebbe avallare l’ipotesi di un collegamento fra il rapimento e morte di Josè e una sorta di “vendetta trasversale”, messa in atto da personaggi coinvolti nelle stesse vicende, ma dal lato opposto della barricata…. Poi, sul come e perché il piccolo si sia trovato praticamente sotto le ruote del furgone di Accetti, questo rimane il mistero principale, a meno di voler imputare a lui una chiara e precisa volontà omicida (insomma, dovrebbe averlo “puntato” con tutta l’intenzione di ucciderlo: ma per quale motivo, alla fin fine..??? Lei che idea si è fatta in proposito…???)

      Due parole a proposito della mia “lucidità” nell’enumerare le varie ipotesi, una cosa che, Lei dice, “fa veramente male”. Premetto che sono madre anche io, e che ho vissuto gli anni dell’infanzia dei miei figli nel terrore che potesse loro accadere qualcosa di male; a parte questo, ho bisogno per mia natura di cercare ogni possibile spiegazione ad eventi apparentemente inspiegabili, e per fare questo comincio ad esaminare le varie possibilità, ad una ad una, andando per esclusione…. Credo che qualsiasi madre cui sia stato ucciso il figlio farebbe la stessa cosa, se le circostanze della sua morte non fossero del tutto chiare…. Non trova..?? Non solo, ma ha pensato al fatto che tutti coloro cui affidiamo, quotidianamente, il compito di indagare sui tanti casi di omicidio o di scomparsa fanno esattamente questa operazione, anche se in modo – ovviamente – assai più ‘scientifico’ e professionale…? E alla fine, non li ringraziamo calorosamente, quando finalmente approdano alla scoperta del colpevole…? E’ vero, può essere un lavoro dannatamente ‘sporco’, ma qualcuno lo deve fare, accidenti… Lei mi dirà, per quale motivo viene a fare la ‘detective’ da strapazzo proprio su questo blog…? Le dirò, a parte che, da quando CLV ha tirato fuori la storia di Josè Garramòn, personalmente non ho più avuto pace, e ci penso di continuo, ma il fatto è che i media si sono limitati a presentare questa orribile storia accrescendone ancor più, se possibile, i toni sinistri e drammatici, ma senza fornire alcuna “verità” vera e comprovata (cosa che non potevano fare, d’altra parte, in assenza di tutti gli elementi testimoniali depositati da MFA in Procura). Allora, preferisco scrivere su questo blog, sia cose “pro” che cose “contro” il Sig. Accetti, certa di poter contare su un confronto ‘civile’ con gli altri utenti del blog, e su eventuali precisazioni o contestazioni da parte del diretto interessato, che non avventurarmi su altri gruppi o altre chat, in cui qualunque opinione si esprima, deve essere per forza allineata con quella della “maggioranza” dei partecipanti, pena il linciaggio morale: non se ne è forse accorta….??
      Un cordiale saluto

  19. Francesca says:

    Verissimo, le mie riflessioni sono sicuramente influenzate da emozioni di pancia e non me ne faccio certamente una colpa. Riuscissimo tutti a provare delle emozioni per il prossimo, riuscissimo a provare pietà per chi ne ha bisogno…
    Non ho mai pensato ai pirati della strada come a persone meritevoli di comprensione e bisognose di sostegno. L’uomo che a seguito di un incidente stradale provoca la morte di un altro uomo, per colpa perchè in stato di alterazione, per distrazione, per fato o per mera sfortuna, si pone ai miei occhi immediatamente in una posizione di disgrazia, mi dispiace per lui, perchè potrebbe capitare a chiunque di noi, ma mi dispiace sempre di più per la vittima e per chi la amava.
    Stesso discorso chiaramente non vale per chi dopo aver commesso il crimine scappa. In questo caso quale sarebbe il dolore da dover consolare? Quello per aver ucciso un essere umano o quello per essersi inguaiati la vita?
    Perchè un uomo si trasforma in vigliacco proprio nel momento in cui la ratio dovrebbe essere in off e il sentimento dovrebbe prendere il sopravvento?
    Dal mio punto di vista, probabilmente limitato e confinato al mio modo di concepire, l’uomo in questione ha poco oltre la ratio. Mente lucida, riflessi pronti, grande egocentrismo e totale incapacità di provare emozioni per il prossimo, anche se trattasi di un bambino.
    Poi vai a capire perchè un uomo arriva a questo, di certo qualcosa che lo ha reso insensibile al prossimo deve esserci stato. La mia pancia dice che questo ‘mostro’ (e la definizione non è mia e non la sento assolutamente mia) ha iniziato a parlare dopo 30 anni non solo per libere la sua coscienza dalle azioni commesse ma anche da quelle ricevute.

    A volte non mi capacito nemmeno io del perchè in fondo questo personaggio riesca a suscitare in me emozioni e riflessioni totalmente contrastanti, mi fa rabbia ma mi fa anche pena, vorrei tirargli fuori la verità a suon di schiaffoni però poi penso a quali potrebbero essere le sue verità e mi vien voglia di accompagnarlo per mano verso la libertà della coscienza.
    Ma le mie sono parole di una persona il cui peso del sentimento è da sempre maggiore di quello della ragione, un difetto sicuramente per molti, ma non per me.

    In ogni caso è molto interessante notare come nonostante io non mi fossi espressa in merito al risultato delle mie riflessioni, due sostenitori della buona fede del Sig. Accetti abbiano ritenuto ovvie le mie conclusioni… Magari un pochino avete avuto anche voi la sensazione che alcuni scenari sono assolutamente inverosimili? Magari, forse, anche voi siete arrivati alla mia stessa conclusione? Ne rimane in piedi una sola e ripeto, la più dolorosa. Per tutti quelli che hanno la fortuna di riuscire a provare amore.

  20. Francesca says:

    Immagino che la figura della persona di Marco Fassoni Accetti abbia dal primo momento incuriosito in modo positivo gran parte degli italiani. Finalmente qualcuno che oltre a parlare di questo mistero in vita da 30 anni, portava prove tangibili, il flauto.
    Il Sig. Accetti si è presentato subito agli occhi dell’opinione pubblica con una grande credibilità ed il fatto che si fosse auto-accusato della partecipazione al rapimento delle due adolescenti è passato in secondo piano rispetto all’importanza del gesto di coraggio e umanità con il quale si è fatto avanti.
    Le cose improvvisamente cambiano e la sua immagine ne risente pesantemente, quando si inizia a parlare del piccolo Josè.
    Credo che sia nella natura umana portare acqua al proprio mulino emotivo, vien da se quindi che ogni spunto di riflessione, ogni dichiarazione e soprattutto ogni mezza-dichiarazione fornita dal protagonista di questa vicenda venga fatta veicolare verso la strada colpevolista piuttosto che quella innocentista.
    Non ho mai capito perchè i grandi criminali di ogni tempo riescano a conquistare i cuori di centinaia di donne pronte a perdonare ogni nefandezza in virtù dell’amore nato dall’idealizzazione del personaggio criminale. Ricevono lettere d’amore, regali, richieste di matrimonio da celebrare in carcere ecc… Come se le donne cercassero in ogni caso del buono in un’anima palesemente crudele ed alla fine riescono a trovarlo.
    Anche io sono una mamma intimorita dal prossimo e questa storia mi ha sicuramente colpito nel fondo delle mie debolezze e non nego che i miei continui attacchi al Sig. Accetti sono dovuti all’antipatia verso il crimine odioso di cui lui stesso, probabilmente con coraggio, si è accusato.
    La lucidità dimostrata nel valutare le diverse ipotesi la ritengo un dono, non certo una cosa da disprezzare, io ho una soglia di dolore molto bassa quando si parla di bambini, non riesco mai ad arrivare con la fantasia fino a toccare il fondo delle emozioni, qualcosa mi blocca provocandomi una specie di spegnimento della testa a tutela del cuore, quindi leggere quanto sopra mi ha portato oltre quella soglia, di quì il ‘dolore’ e il ‘fa male’; nulla mi ha obbligato ad andare fino in fondo nella lettura se non il fatto che era scritto talmente bene ed in modo talmente coinvolgente da non riuscire a fermarmi e conoscendo i miei limiti probabilmente avrei dovuto farlo.

    L’INCIDENTE
    Rispetto ovviamente il segreto istruttorio ma con tutta la fantasia di cui sono capace non riesco proprio ad immaginare uno scenario in cui tutte le variabili riescano a danzare insieme fino a raggiungere il risultato ottenuto.
    Se non ho capito male, visto che Josè era al centro della strada in piedi, sulle sue gambe, quindi non già sdraiato o legato o in qualche modo immobilizzato, e visto che non dava le spalle al furgone ma stava in qualche modo attraversando la strada stessa, forse ci si vuol far credere che il bambino abbia subito una sorta di istigazione al suicidio.
    Bene, io questa scena non riesco proprio ad immaginarla, una cosa tipo: ‘Josè, fermo quà, non muoverti finchè non te lo diciamo noi, poi quando ti diciamo VIA tu inizia a correre, attraversa la strada e non curarti del furgone che passa!’.
    Magari quando verrà sciolto il segreto istruttorio cambierò idea, io e le tante persone che leggono questo blog. Si commette un errore se si pensa che vista la mancanza di commenti pesanti in queste pagine, allora l’opinione pubblica sia positiva rispetto alla figura di Marco Fassoni Accetti, anzi, molti ritengono questo blog un’altra messa in scena, sapientemente pilotata dal grande regista. Per cui inutile ai fini di una corretta e trasparente informazione.

    • Vento Bianco says:

      Francesca, ho apprezzato molto la tua spiegazione del tuo stato d’animo nei confronti di questa vicenda è più che comprensibile e giustificabile. Io penso che superare i propri limiti sia doveroso per migliorarci. Per quanto mi risulta da quello che si è detto o meglio hanno detto il piccolo Josè dava il fiaco al furgone attraversando in modo angolare ma non perpendicolare alla strada. Poi penso che nessuno abbia mai detto che ci sia stata una sorta di istigazione al suicidio diciamo che questo andrebbe al di la di ogni limite della fantasia. Questo è difficile immaginarlo come tu dici. Ma mi ha colpito particolarmente la frase da te citata ‘Josè, fermo quà, non muoverti finchè non te lo diciamo noi, poi quando ti diciamo VIA tu inizia a correre, attraversa la strada e non curarti del furgone che passa!’. Dicevo difficile da immaginare… certo questo potrebbe solo significare che si possa essere trattato di una sorta di gioco. Certo tutto è possibile è una cosa ai limiti della realtà visibile… ma ripeto mi colpisce nei contenuti poichè potrebbe far parte di realtà invisibili (ossia non conosciute dalla maggior parte delle persone). per il resto sai io personalmente nutro molti dubbi sulla meccanica dell’investimento… mi chiedo sempre come sarebbe andata la storia se Marco Fassoni Accetti…non fosse tornato a prendere “la cesta” contenente l’attrezzatura fotografica (almeno come riportano le cronache e testimonianze). Quello che non mi quadra sono i tempi…poi perchè quel giorno il piccolo Josè non voleva andare a scuola?
      La trasmissione CLV, come fa evincere da quei flash dei verbali, attribuisce attraverso le dichiarazioni..che “come che avesse avuto il presentimento di qualcosa che stava per accadere…”.ma dato che è accaduto la sera cosa c’entrava non andare a scuola?… è un mio interrogativo. Poi ho citato “la cesta” poichè ho anche notato che nella ricostruzione fatta dalla trasmissione CLV inerente l’interrogatorio in questura di Marco Fassoni Accetti…sopra un armadio della questura c’era proprio una cesta…singolare no? Una sorta di messaggio subliminale? Insomma vorrei dire cosa c’è di verosimile in questa storia… questo appare un altro mistero e non darei niente di scontato.
      Marco fassoni Accetti…. dopo “l’incidente”…sposta l’auto…nasconde l’attrezzatura… torna verso casa… e la ragazza che era in sua compagnia? Poi decide di tornare… riesce a trovare l’attrezzatura..ma non l’auto…rimane fermo con la macchina dell’amica…e viene individuato e trattenuto… appare un comportamento verosimile. A me qualche dubbio sorge.. Certo Marco Fassoni Accetti allora si auto accusò dell’investimento… ma se dovessi ragionare per ipotesi….qualcosa non quadra. Ecco Francesco quando dicevo di ragionare senza emozioni.

  21. Francesca says:

    Quindi potrebbe essere che non era lui al volante?

  22. Vento Bianco says:

    Ciao francesca…sai…il mio dubbio è che nel momento dell’investimento (che poi nessuno ha visto chiaramente) il sig. Marco Fassoni Accetti nonfosse addirittura presente… certo questo appare un’assurdità…lui ha confessato… non ritornano i tempi della sua presenza li partendo dalla sua abitazione dopo le 18.30, e non sappiamo quanto dopo poichè rivolgendosi ad un’amico cercava dei contenitori per l’attrezzatura fotografica…e da quel momento avrebbe avuto necessità di almeno un’ora per arrivare alla pineta… e potremmo presumere che sia giunto alle 19.40… ossia quando viene scoperti il povero corpo (trascurando che era rimasto troppo in vista sul ciglio della strada)… ma l’ora esatta dell’investimento quale potrebbe essere con precisione? Io penso che non si sia approfondito per la sua ammissione di colpa… e poi cosa fai torni a prendere l’attrezzatura dopo circa 6 ore…in inquell’orario è certa la presenza con l’amica.Vedi io (si fa per dire certo) per assurdo quando sarei tornato a Roma sarei andato a denunciare il furto dell’automezzo e forse la storia sarebbe andata diversamente… poi sai abbandono il furgone…. con le chiavi inserite… certo potrebbe essere… ma poi non ricordo dove l’ho parcheggiata? E la cesta era talmente grande da non portarla sull’autobus..se era così importante? Forse i miei possono essere considerati vaneggiamenti” mi rendo conto..ma derivano da ragionamenti. Insomma voglio dire quali prove si hanno che sia stato lui ad investirlo veramente. Poi si dirà ma perchè lo ha fatto…ha risposto ampiamente…per proteggere la sua missione… Poi sai mi rimane il dubbio dei danni ricevuti dal furgone ad un impatto decisamente e tragicamente “morbido” il peso di un povero bambino in movimento obliquo a quella velocità o 60 o 70 km/orari sulla parte anteriore laterale… su un mezzo che era di “ferro” rimane abbastanza singolare. Io penso che la trasmissione CLV abbia influito in modo determinante sul racconto frammentario che ha coinvolto in modo direi confuso…. faccio un esempio aveva asserito che Marco Fassoni Accetti avesse occupato facendo il cambio di domicilio vicino la casa del piccolo pochi giorni prima della sua morte (lasciando trasparire che fosse stato fatto per un motivo particolare , Mentre si evince..sai da quei cartelli delle sentenze ed interrogatori che fanno scorrere in modo veloce, che il motivo era semplice… erano abitazioni in coperativa in cui si impegnavano ad occupare entro un anno dalla fine dei lavori che erano considerati terminati nel dicembre 1982…quindi prima del dicembre 83 dovevano necessariamente fare quel cambio di domicilio (solo che solo se fermi i fotogrammi riesci a leggere)…quindi molto si è detto…ma analizzato con la necessaria obbiettività, almeno questi i miei presupposti…ripeto ora abbiamo molti elementi e possiamo rivedere questo film a puntate che ci hanno propinato. Riepilogando e per rispondere alla tua domanda…per me è da provare la presenza di Marco Fassoni Accetti per quell’ora in quel viale in quel momento… poichè non mi quadrano le presenze e l’ora dell’incidente che risulta dalle testimonianze non chiara…alcuni la portano alle ore 19.00 ancora più ingarbugliata. Tengo sempre a precisare che sono solo miei pensieri derivanti dalle risultanze dei media pertanto degni di essere smentite, che però potrebbero assurdamente spiegare come un “colpevole ” condannato e scontata la pena…chiederebbe la riapertura del caso. Certo ora lui attende che altri personaggi si facciano avanti…ma per come si è posta tutta questa situazione c’è da dubitare che questo avvenga…ma per dovere di onestà intellettuale mi associo alla richiesta di Marco Fassoni Accetti..sempre ammesso che ve ne siano e che questo possa avere una logica.Una bella serata Francesca

  23. Anna54 says:

    Caro Vento Bianco…e cara Francesca…. Non posso non intervenire di nuovo, per aggiungere delle considerazioni e delle osservazioni a quanto già detto da voi….
    – Riguardo al fatto che Josè non voleva andare a scuola: se ben ricordo quanto detto a CLV, in realtà erano molti giorni di seguito che il bambino mostrava un rifiuto verso la scuola, non solo, ma la mamma ha riferito che il piccolo spesso si metteva a piangere, in silenzio, in braccio a lei: questo mi ha enormemente impressionato, perché a quanto sembra il motivo di quel pianto non fu mai approfondito….Non so, io forse sono particolare, ma al posto della mamma mi sarei insospettita TANTISSIMO, avrei fatto di tutto per mettermi vicino a lui, con calma, e farlo aprire, farlo parlare…. Le lacrime, il fatto di non voler più andare a scuola, improvvisamente, sono tutti segnali che debbono allarmare immediatamente un genitore e spingerlo ad indagare… poi, ovviamente, ci sono famiglie più “solari” e ottimiste, in cui si tende a pensare che i figli possono avere manifestazioni “strane” tipiche dell’età, e di fronte alle quali non sia il caso di allarmarsi…. La cosa, evidentemente, è soggettiva…. E’ inutile ragionare col senno di poi (anzi, fa malissimo), ma non posso non pensare che, se Josè fosse stato incoraggiato a parlare, oggi forse sarebbe ancora vivo..
    – Altra riflessione riguarda le MODALITA’ e soprattutto i MOTIVI del sequestro, perché le due cose sono strettamente collegate…. Partiamo dal presupposto che l’uscita di Josè, quella sera, era del tutto fortuita, per cui due sono le possibilità: 1) è uscito per caso, e per caso ha incrociato un malintenzionato di passaggio, che non lo aveva mai visto prima: mi sembra improbabile, sia perché sarebbe stata una coincidenza singolare, sia perché le attenzioni dei pedofili, “in genere”, si volgono a bambini più piccoli e indifesi, avvicinati e molestati approfittando di momenti di distrazione dei genitori; da questo punto di vista, Josè era già abbastanza grande, e se molestato, avrebbe potuto gridare, scappare, insomma, creare molti problemi ad un eventuale sequestratore improvvisato; Ipotesi 2): Josè è uscito per caso, ma chi lo ha sequestrato NON ERA LI’ PER CASO, il che significa che lo stava aspettando, spiando, già da diverso tempo… Questa ipotesi mi sembra più convincente, e aggiungo anche, come ho già scritto in precedenza, che forse anche Josè già conosceva quella/e persone, tanto che inizialmente si è fidato, ed è salito a bordo del mezzo (ciò si ricollegherebbe anche allo strano turbamento di Josè, nei giorni precedenti il rapimento). Ora, il fatto di perdere giorni e giorni in un lavoro di “appostamento”, per spiare i movimenti del ragazzo fino a sorprenderlo da solo, mi portano ad escludere la finalità della violenza sessuale (non so, forse sbaglio), e mi spingono a pensare a un qualcosa di più importante, più in “alto” e più organizzato, qualcosa che poteva coinvolgere anche più persone su diversi fronti: magari qualcuno spiava, qualcun altro aspettava il segnale, qualcun altro guidava il mezzo, qualcun altro (una donna..?) serviva per adescare e tranquillizzare il ragazzo durante il “trasporto”, e via dicendo…..
    – Altra riflessione che s’impone a questo punto: Accetti forse doveva avere un ruolo nel sequestro, un ruolo del tutto marginale, come lo ebbe nel caso di Emanuela Orlandi..? Magari doveva servire a rassicurare Josè sulle finalità di quel “viaggio”, accampando la scusa di un servizio fotografico last-minute…? Ma poi le cose andarono storte, e, come ho già descritto nel post precedente, la cosa si trasformò in tragedia..?

    Ora qualche altra considerazione, che si ricollega più in particolare alle osservazioni di Vento Bianco (e chiedo già scusa a Francesca per alcune ‘ricostruzioni’):
    – Se Josè fu investito di fianco, ciò non significa necessariamente che stesse ‘attraversando la strada’: infatti, a meno che l’impatto non fosse avvenuto al di là di una curva, in un rettilineo il ragazzo avrebbe avuto tutto il tempo di calcolare la velocità (nemmeno eccessiva) del mezzo che sopraggiungeva, e di schivarlo; io propendo per la prima versione (stava fuggendo da quel mezzo), ma ad un tratto, sentendo il rumore del motore che si avvicinava alle sue spalle, si girò a guardare, e, spaventato, cambiò direzione, tentando di raggiungere il bordo della pineta per togliersi dalla strada: in tal modo avrebbe offerto il fianco al furgone, che non si era accorto della sua presenza….
    Sui comportamenti di MFA dopo l’incidente:
    – C’è da dire che, uno dei motivi per cui Accetti ha voluto riaprire il caso, è stata la ‘rivelazione’ che quella notte lui in realtà scese dal mezzo e andò a controllare cos’era successo, e se aveva investito qualcuno: scoperto di aver investito Josè, gli si avvicinò e ne constatò la morte con assoluta certezza, cosa che lo spinse a non tentare nemmeno di chiamare i soccorsi e a dileguarsi, per non mettere nei guai la persona che era con lui; viceversa, la sentenza che lo condannò aveva stabilito il reato di omissione di soccorso;
    – Perché Accetti abbandonò nei paraggi sia il furgone che l’attrezzatura fotografica, separatamente..? Il furgone perché, dopo l’urto, non funzionava più; l’attrezzatura fotografica, quasi certamente, un pò perché troppo ingombrante, un pò forse per non dare nell’occhio (qualcuno avrebbe potuto notarlo, e chiedersi cosa ci faceva un uomo con macchine fotografiche e obiettivi professionali, in giro sui mezzi pubblici, a quell’ora di sera….) Quanto alla scelta di porre l’attrezzatura fotografica in un luogo protetto, si può spiegare col fatto che il furgone non era più chiuso ermeticamente, dopo l’urto, per cui sarebbe stato imprudente lasciare il tutto al suo interno: non solo, ma quella roba avrebbe potuto facilmente rivelare l’identità della persona che era alla guida del furgone, nel caso quest’ultimo fosse stato ritrovato dalla polizia…
    – Comunque, tutto ciò depone a mio avviso per l’innocenza di Accetti: nel caso avesse sequestrato e premeditato di uccidere il piccolo in questo modo orribile (cioè investendolo), avrebbe fatto di tutto per non trovarsi in una situazione del genere, insomma, ci avrebbe pensato “prima”…
    – Debbo aggiungere, a parziale contestazione dell’ipotesi di Vento Bianco, che la presenza ‘in loco’ dell’attrezzatura fotografica dimostra che Accetti c’era, quando Josè fu investito…
    Inoltre, Vento Bianco, tu dicevi che Accetti quando tornò sul posto non riusciva a ritrovare il furgone: ma a me pare che abbiano detto, in trasmissione, che lui fu fermato dalla polizia proprio nel momento in cui stava per risalire a bordo del furgone….o no…? Altrimenti, come sarebbero riusciti a risalire a lui…?

    • Vento Bianco says:

      Cara Anna54 pe questu’ultima domanda che poni a me sulla base delle ricostruzioni e testimonianze non risulta che “fu fermato dalla polizia proprio nel momento in cui stava per risalire a bordo del furgone…” risulta altresì che fu intercettato dalle forze dell’ordine (di cui però mi sfuggono le competenze) in posizione stazionaria sulla macchina la 127 insieme all’amica che lo aveva accompagnato in quei luoghi e dapprima interrogato non forni particolari del furgone (anche perchè come da lui asserito non riuscirono a trovarlo) erano fermi attardandosi “sul da farsi”, nel veicolo ma trattandosi di zona limitrofa (ma non vicina) furono fermati. In un secondo momento le forze dell’ordine trovarono a distanza dal luogo del fermo il furgone. Almeno questo si evince dai filmati e ripeto dalle testimonianze. Poi in quanto fermati in un secondo momento racconta dell’investimento.
      Per quanto riguarda la prima parte della tua analisi, concordo le stranezze riferite e penso anch’io che andavano approfondite..ma sai a volte risultano vari questi tentativi…la madre ha provato… certo era un campanello d’allarme forse e andava approfondito.
      Per quanto ha inerenza del fatto “Se Josè fu investito di fianco, ciò non significa necessariamente che stesse ‘attraversando la strada’: infatti, a meno che l’impatto non fosse avvenuto al di là di una curva, in un rettilineo il ragazzo avrebbe avuto tutto il tempo di calcolare la velocità (nemmeno eccessiva) del mezzo che sopraggiungeva, e di schivarlo” Risulta sempre dai verbali mostrati da CLV che il piccolo stesse attraversando la strada e su un rettilineo e preso quasi al centro della carreggiata… evidentemente non ha potuto calcolare ed evitare l’impatto (che ripeto se le velocità sono quelle sembrerebbero eccessivei i danni riportati dal furgone). Poi altra incongruenza che ho riscontrato…è l’analisi delle parole della sig. Garramon…”mio figlio era irriconoscibile in volto” e possiamo pensare ragionevolmente che lo fosse stato… ma allora perche Marco Fassoni Accetti asserisce che ” accostatosi vide nel ragazzo “una bellezza gitana” come a testimoniare il contrario… e poi perchè dire questa frase? Cosa cambiava…. Tant’è che questa frase poi ha allargato la trasmissione ad un altro caso… Poi la frase di Marco Fassoni Accetti..”noi simulavamo incidenti che altra parte li attuava”.
      Poi l’attrezzatura fotografica dove fu trovata…sulla 127?
      Questa attrezzatura fotografica dimostra che era in loco? Fu trovata veramente?
      Si forse era presente ma a che ora con certezza? Poi non dimentichiamo che come dichiarato, fu proprio quella la notte in cui Marco Fassoni Accetti vide…l’ultima volta…Emanuela.
      Poi si zone limitrofe..certo ma non dimentichiamo che stiamo parlando di qualche Km.
      A me non . appare verosimile questa storia così con tanti errori di premeditazione…o di attuazione, poi siamo sempre li..a che ora purtroppo avvenne il decesso del povero Josè…chi ha riconosciuto il corpo..(dato che la madre non potè farlo per ovvi motivi da lei illustrati). Dove è sepolto?
      Quando abbiamo la presenza certa di Marco Fassoni Accetti nella zona? Sono interrogativi che mi pongo ragionevolmente come persona poco informata sui fatti che derivano solo da filmati ed interviste, ma che pongono quesiti non marginali

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