Eterna falsità della televisione di Stato.

Il 27 marzo 2013, nella mia prima udienza, chiesi al Procuratore Giancarlo Capaldo di riaprire le indagini sul fatto dell’investimento del giovane Garramòn, così come recita il verbale di quel giorno. Oggi 03 luglio 2013, dopo tre mesi, apprendo dalla televisione di Stato che le indagini sono state riaperte “di conseguenza alla denuncia che il 25 giugno ha presentato il legale della famiglia Garramòn in Italia, avv. Fabio Maria Galiani, nella quale si fa riferimento anche alle dichiarazioni fatte alla nota trasmissione da Marco Fassoni Accetti”.

La televisione di Stato dichiara essere merito proprio il far riaprire le indagini: “ce l’abbiamo messa tutta e ce l’abbiamo fatta a far riaprire le indagini”, per cui io, Marco Fassoni Accetti non avrei minimamente influito  … Quando poi, nel futuro, le indagini mi scagioneranno nuovamente, questi figuri continueranno a criticare la nuova sentenza e a perseguitare. Questa “televisione” non si avvale in studio di professionisti quali criminologi, psicologi, inquirenti, avvocati sia dell’accusa sia, democratica e civilmente, della difesa, ma usa esclusivamente la madre della vittima, da autentica sciacalla.

L’intera mia produzione cinematografica è stata visionata da tempo dalla Procura di Roma, che ne ha escluso ogni implicazione pedo – pornografica. Altrimenti la polizia postale ne avrebbe già inibito la fruizione. Per quanto concerne valori e significati della stessa, era sufficiente il dotarsi in studio della presenza di un semplice critico d’arte e non la sottocultura di quattro ragazzotti di una trasmissione notoriamente considerata “trash”. Nella scena di “Interregnum”, nella quale appaio in guisa di antico soldato e colpisco con l’elmo i genitali di un giovane soldato, la valenza era semplicemente in chiave anti – imperialista / anti-militarista.

La manipolazione operata su tali opere, mostrandone solo alcuni elementi al di fuori del contesto che ne illumina le reali valenze e significati, è operazione limpidamente neofascista, che rammenta il Ministero della Cultura Popolare del famigerato ventennio, il quale perseguitava molte forme d’arte rappresentandole al pubblico, con tecniche arbitrarie e diffamatorie.

Come ho già sovente fatto presente la maggioranza dei miei attori è anziana. Solo una parte esigua sono adolescenti o bambini.

Ma l’infezione reale e radicale di questo paese piccolo è la tele-crazia-dipendenza, che ha reso un popolo, illustre un tempo, in mentecatti creduloni ignavi biascicanti consumatori di sottoborghese merda.

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6 Responses to Eterna falsità della televisione di Stato.

  1. Vento Bianco says:

    Marco dai non te la prendere…l’obbiettivo lo hai raggiunto… questo è importante…ora vedremo gli eventi…

  2. Mary Q3 says:

    “in chiave anti – imperialista / anti-militarista” si che mi piace!!!

  3. dan says:

    i video postati ieri sera dalla trasmissione chi l ha visto sono raccapriccianti e per nulla artistici, non ci vedo niente di diffamatorio perche’ li hai fatti tu marco accetti quindi come intendi chiarire all’opinione pubblica che in quei filmati c’erano minori che praticavano azioni sessuali con adulti? questo e’ cio’ che si e’ visto dal video in trasmissione, se sei innocente perche’ li hai fatti e pubblicati?
    Non convinci nemmeno un po’ ma naturalmente e’ solo il tribunale a trarre le somme ci mancherebbe.

  4. Marco Fassoni Accetti says:

    Ho inserito questa lettera nel repertorio del mio lungometraggio “Cinegiornale 3” attualmente in lavorazione. Emblematica di ciò che trent’anni di teledipendenza hanno operato sulla trasformazione antropologica del cittadino ormai “italiota”, reso acritico e socialmente pericoloso. Se la “televisione” ha detto che vi erano “minori che praticavano azioni sessuali con adulti” (in verità non l’ha detto ma lo ha fatto intendere) è superfluo visionare il lungometraggio in questione e constatare personalmente che alcun minore praticava tali azioni. Il tribunale, come lo chiama il nostro amico, ha già visionato le intere opere, ma per buona nostra sorte non è la “tua televisione”.

  5. Nikkolo says:

    L’imbecillita’ della gente e’ deprimente. Ma quale pedofilo sarebbe andato in televisione e in procura per fare riaprire un caso, lasciando i suoi film incriminanti sul web? Quella trasmissione televisiva che sta facendo di tutto per manipolare l’informazione, ha un passato glorioso e meriterebbe di essere condotta da altri e non da una provincialotta ignorante e faziosa (la quale non riesce neanche a pronunciare il nome di emanuela orlandi correttamente).

  6. Er`Pupo says:

    Dai, il caso è stato riaperto grazie ANCHE alla denuncia della Signora Garramòn. Per riaprire un caso non basta una denuncia contro ignoti (sapete quante ce ne sono al giorno?) , dunque l’atto del Sig.Accetti di andare in procura è servito (più della denuncia). Speriamo che facciano bene il loro lavoro.
    Che “Chi l’ha Visto?” sia un bel po’ scaduto lo si nota anche dal fatto che i ritrovamenti delle persone per le quali fanno gli appelli vengono annunciati solo sul sito, e durante la trasmissione invece neanche un accenno.
    Aridatece la Raffai.

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