Lettera aperta alla Signora Garramòn.

Signora, ho sempre evitato di rivolgermi a Lei per ragioni di pudore ed opportunità. Ma quando Lei dichiara che mia madre “deve piangere ogni giorno perché deve gestire un mostro”, io sono in dovere di risponderLe.

Lei è venuta in Italia per cercare verità, per far giustizia. Ma quasi tutto quel che dichiara è falso, smentito da documenti e carte processuali.

Lei dice:

1-      “Mio figlio dopo l’incidente era distrutto, non aveva faccia, e quindi Fassoni Accetti non poteva vederne i tratti”. Basta visionare le foto eseguite durante l’autopsia per prender conoscenza che il ragazzo aveva il volto intatto.

2-      “Un dottore mi ha detto con sicurezza che il bambino è morto sull’autoambulanza”. Smentita dai verbali che riportano le dichiarazioni del personale paramedico della stessa autoambulanza.

3-      “I compagni di scuola di mio figlio mi scrivono e mi dicono cose che sono state dette ai carabinieri ma non sono agli atti del processo”. Per legge qualunque attività investigativa delle forze dell’ordine deve essere sempre verbalizzata e risulta sempre negli atti della istruttoria processuale. Nell’istruttoria comparivano tutti i documenti redatti dall’Arma dei Carabinieri e per legge usati nello svolgimento del processo.

4-      “Lui non è stato dichiarato innocente. Nella sentenza c’è scritto ‘assolto per mancanza di prove’ “. L’omicidio è stato derubricato in primo grado da volontario a colposo, e questo non equivale ad una assoluzione per insufficienza di prove ma ad una formula piena. Addirittura il Pubblico Ministero, Franco Ionta, che rappresentava l’accusa, aveva chiesto in primo grado l’assoluzione per l’omicidio volontario.

5-      “Mio figlio ha preferito morire scappando”  . Lei allude che è morto scappando dal furgone che lo inseguiva. Se la ricostruzione processuale avesse ravvisato una tale circostanza io sarei stato condannato.

6-      “Siete stati voi di ‘Chi l’ha Visto’ che avete cominciato a parlare di mio figlio”. È stato il sottoscritto a parlarne, nella prima udienza in Procura e ad informare questa trasmissione della Rai. Altrimenti le nuove indagini non sarebbero mai state aperte.

7-      “Come si permette a dire che Martha stia mentendo? Martha è una persona pura che mai mentirebbe”. Martha è la governante di casa Garramòn che dopo trent’anni, vedendo una mia foto mostrata dalla redazione della trasmissione Rai, si ricorderebbe di avermi visto per pochi secondi sull’uscio di casa, ed aggiunge che all’epoca, durante le indagini, i carabinieri le mostrarono una foto in cui io recavo la barba, per cui non l’associò con l’uomo che un mese prima bussò alla sua porta. Questo è falso, perché i carabinieri per le indagini non si servirono di una mia foto con la barba, ma di un’altra, verbalizzata agli atti, in cui non portavo alcuna barba. Inoltre, all’epoca, la governante non fece presente, durante gli interrogatori dei carabinieri ed in seguito con il giudice istruttore, di aver ricevuto alcuna visita sospetta. Per questa ragione è stata da me querelata per diffamazione.

Ed ora affronto alcuni suoi paralogismi e contraddizioni:

1-      “Ma come si permette, dopo trent’anni, di riparlare di queste cose!”.  / “Pensavo che nessuno si sarebbe più ricordato di mio figlio”. “Sono contenta che se ne riparli”.

2-      “Ci si può travestire da pedofili? Ci si traveste da Biancaneve, da Superman …”

Cara signora, noi non ci recavamo ad una festa di carnevale.  Come ho sempre spiegato, e se lei fosse interessata alle nuove indagini dovrebbe esserne al corrente, ho dichiarato alla Procura che: “ci ‘travestivamo’ spacciandoci per pedofili, intendendo che, quando individuavamo all’interno di una realtà ecclesiale una situazione di pedofilia, la penetravamo per ottenere un qualcosa ed esercitare pressioni. Per facilitarci il compito simulavamo comunanza e temperatura pedofila, apparente complicità. Non certo nei confronti dei minori, ma esclusivamente verso l’ecclesiastico in questione”.

3-      “Lui parla solo perché vuole un quarto d’ora di celebrità”.

Colui che tanto desidera la celebrità non attende il lasso di ben trent’anni. E per un “quarto d’ora di celebrità” non si rischia una Corte d’Assise. E non mi risulta essere il solo ad apparire settimanalmente in televisione.

4-      “Sono felice che si aprano nuove indagini”. Per quale motivo mai lei dovrebbe esserne felice, se è già convinta che io sia il responsabile, e certo non posso essere  nuovamente processato in rispetto al principio giuridico “ne bis in idem”?

5-      “Come si permette di dire che Martha è solo una domestica? Lei ormai faceva parte della nostra famiglia”.  Come potrei e dovrei io essere a conoscenza che una persona da loro stipendiata viene considerata ormai come parte della famiglia (ciò accade quando si vuole demonizzare un qualcuno).

Lei, con tutte queste esternazioni mendaci ha compiuto un depistaggio sulle nuove indagini, ed ha contribuito a creare un’atmosfera che certo non favorisce il presentarsi di possibili testimoni.

La trasmissione trash ha trovato in Lei la “gallina dalle uova d’oro”, a cui far dichiarare ciò che loro non dichiarano per non compromettersi legalmente. Lei può esprimersi liberamente ed arbitrariamente senza contraddittorio e diritto alla difesa altrui. Viene utilizzata come “consulente” a giudicare circostanze che lei ignora e senza averne titolo e professionalità, quali capacità di indagine psicologica, criminologica, ed altro. E sulle Sue esternazioni, con tanto di siparietto musicale para-drammatico, loro mieteranno tanti “denari” con gli sponsor delle merendine, dei cellulari e della macchine. Lei è il “personaggio” appropriato per l’italiano medio, qualunquista e para-fascista. Lei rappresenta il facile sentimento dell’odio, che obnubila, della precarietà di giudizio, della ferinità individuale. Lei non cerca IL responsabile, ma UN responsabile.

Lei per tutto ciò è anti-cristiana, ed conseguentemente il suo incontro con il Pontefice mi risulta grottesco. E il suo dichiarare che “il Santo Padre è un uomo meraviglioso”, una persona che non conosce realmente e profondamente, così come non conosce la mia persona che descrive come “il mostro della pineta”, denota una facilità e puerilità di giudizio, emblematica del suo vedere l’umanità in termini manicheistici, il bene e il male, il nero e il bianco. Lei poi con le sue menzogne rappresenterebbe i “buoni e i giusti”.

Lei offende la Magistratura italiana, non rispettando le sentenze di una Corte D’Assise. Quando sarò ulteriormente scagionato dalle nuove indagini Lei contesterà nuovamente le decisioni giudiziarie, in una spirale eversiva di oltraggio alle istituzioni, alla professionalità di quanti sono demandati dalla collettività a giudicare, e non piuttosto dal suo individualismo asociale o dall’incompetenza patetica di una trasmissione frequentemente additata dalla comunità intellettuale come arbitraria, sciacalla ed incivile.

Sappia che per quanto sopra, collaborerò esclusivamente con gli inquirenti, e non certo con il suo legale, già impegnato a difenderla  dalla querela che intendo indirizzarLe.

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18 Responses to Lettera aperta alla Signora Garramòn.

  1. Francesca says:

    Marco Fassoni Accetti, per anni ha ritenuto opportuno non rivolgersi alla Signora Garramon per pudore, avrebbe dovuto perseguire nel suo intento, sarebbe stato probabilmente l’atto più nobile della sua vita.
    Non dimentichi MAI che agli occhi e al cuore di questa donna, lei è e rimarrà sempre quel mostro della pineta che le ha portato via il suo amato bambino, che lo ha fatto morire in un modo atroce, lento e doloroso e che forse avrebbe potuto salvarlo, se solo non avesse deciso di abbandonarlo scelleratamente sull’asfalto.
    Come la può solo sfiorare l’idea che questa donna possa non demonizzarla?
    Come può pensare che su di lei la Signora Garramon non riversi tutto il suo odio?
    Lei parla di legge, la Signora Garramon parla di amore, lei parla di assoluzione, questa mamma parla di fine pena mai. Se ne rende conto?
    La capisce della gravità di quello che ha fatto?
    Agli occhi di questa mamma lei non è solo quell’uomo che le ha ucciso il figlio, lei è anche quel mostro che non ha avuto alcuna pietà di lui, che non ha chiamato i soccorsi, che non gli ha tenuto la mano, che non lo ha abbracciato nel momento dell’addio.
    Ci pensa mai a quante volte questa mamma avrà desiderato di poter tornare indietro nel tempo per cambiare le cose? Se non fino alla richiesta di andare dal barbiere, almeno fino al momento in cui Josè è stato investito. Se solo lei avesse chiamato i soccorsi forse questa mamma avrebbe potuto abbracciare il figlio nel suo ultimo respiro, forse avrebbe potuto accompagnarlo per mano come faceva quando era più piccolo, verso la meta più importante e purtoppo più dolorosa per tutti, verso l’addio.
    Lei ha negato questo diritto ad una mamma e parla di denuncia, di avvocati?
    Ma un cuore ce l’ha? Riesce a mettersi mai nei panni del prossimo?
    Riesce a sentire quanto dolore? Sente solo il suo di dolore? Oppure è stato costretto a non provare più neanche quello?
    Rinnovo il mio pensiero, provo una gran pena per tutte le persone che hanno sofferto e continuano a soffrire a causa sua ma provo pena anche per lei, per il suo mondo immaginario fatto di spie e di spioni, di tattiche e nomi illustri di segreti e di menzogne.
    Vuole sapere cosa penso dei suoi “colleghi”? Che sono poveri ex bambini come lei, che con lei hanno subito e che con lei hanno deciso di vendicarsi.
    Ha visto il film Sleepers? Lo trovo giusto.
    Le sue scelte al contrario le trovo sbagliate. Hanno coinvolto altri innocenti e proprio lei non avrebbe dovuto farlo.

    • Vento Bianco says:

      x Francesca
      Lei dice “la Signora Garramon parla di amore”…
      Marco Fassoni Accetti, in precedenza cita…
      Quando Lei dichiara che mia madre “deve piangere ogni giorno perché deve gestire un mostro”..
      Con tutto il rispetto per la madre del piccolo…Non sembrano apparire parole…d’amore.
      Una madre che usa parole così dure che potrebbero sembrare accuse… potrebbe sembrare accuse alla madre “di aver generato un mostro”..e non credo che alla madre questa parola d’invito a piangere tutti i giorni sia una parola d’amore (poi non sappiamo se la conosce e se mi permetto sappia che sia in vita(scusa Marco)…poichè sarebbe ancora più deprecabile parlare di una persona che non conosce…
      Va bene il dolore ma se ce l’hai con il figlio… sembra che te la prendi con la madre…sarebbe assurdo…e poi detto dopo 30 anni…non mi sembra che Marco abbia mai accennato a sua madre….
      E se poi fosse come Marco Fassoni Accetti asserisce citando i verbali ?
      Beh..su questa lettera aperta.. la trasmissione non ha minimamente accennato… erano impreparati perchè improvvisa… perchè fare quel servizio incomprensibile… lascia qualche perplessità… Ma perchè queste cose non vengono notate?

  2. Marco Fassoni Accetti says:

    Il vero amore è un sentimento pulito, onesto, lucido. Non prevede il raccontare falsità e l’odio continuo dopo trent’anni e per 6 puntate. Altrimenti è visceralità, come la lettera a cui rispondo, redatta da una persona che si fa educare da una trasmissione pseudo-morale che non prevede il diritto immenso, democratico, civile, internazionale, della difesa, del contraddittorio. Ed è da questa realtà che nasce il mito del bambino abbandonato a morire, mentre dalle risultanze dell’autopsia emerge che il bambino è morto, in seguito alla lacerazione della aorta e alla sezione completa in più punti del midollo spinale, lesioni che depongono verso la tesi del decesso pressoché istantaneo. Inoltre la morte si sarebbe verificata verso le ore 19, orario contestuale all’incidente, ed il rapporto dei soccorritori delle 19:50 ca. dimostra intanto che il bambino non è morto sull’ambulanza come dichiarato dalla madre. In ultimo le ricordo che sono io, presentandomi, ad aver fatto riaprire le indagini.

  3. Vento Bianco says:

    Il mio pensiero… ritorna a quella sera del 20 dicembre… mi permetterei di fare una domanda al sig. Marco Fassoni Accetti, all’epoca… vista l’ora (attorno alle 19.00) e le condizioni di traffico, per percorrere in auto, la strada che intercorre dall’incrocio della Cristoforo Colombo altezza laghetto dell’Eur e il luogo dell’investimento, quale poteva essere il tempo medio o minimo di percorrenza?

  4. Vento Bianco says:

    Precisazione doverosa sulla base dell’articolo di cui sopra, in vengono riportate le parole “ma bisogna dire che le sue affermazioni (M.F.A:)sono confuse, caotiche, e attraverso un blog da cui le diffonde cerca anche di coinvolgere tanta gente”. Potrebbero essere, come lei dice (e non entro in merito in questo), ipoteticamente, queste, le intenzioni di Marco Fassoni Accetti… ma qui gli intervenuti stanno solo ascoltando una voce e parlando a titolo personale niente potrà mai coinvolgere… le nostre personalità… la parola da lei inserita (coinvolgere), potrebbe dar adito a possibili errate interpretazioni… “coinvolgere”…”complicità”… chi interviene in questo blog, non merità queste sue tristi e dolenti affermazioni. Ribadisco, siamo qui per ascoltare…non per essere coinvolti. Per cercare di comprendere… eventualmente.
    Colgo l’occasione per esprimeLe il mio sentimento di vicinanza alla Sua famiglia nel dolore dell’evento. Auspico di vero cuore che sia fatta luce e verità su questa dolorosa vicenda. Giunga a Lei un caro saluto.

  5. Claudia M. says:

    Ed ecco spuntare un’altra novità: eravamo rimasti al ricordo della domestica che dopo 30 anni rivelava di aver ricevuto la visita del Sig. Fassoni Accetti un mese prima dell’incidente dovuta ad alcune foto che lo stesso avrebbe dovuto consegnare ed ora, in questo articolo, apprendiamo dalla mamma del bambino quanto segue: “Ricordo che Fassoni Accetti – afferma – venne a bussare alla porta di casa nostra vestito da prete. Disse che era di una vicina parrocchia e che stava facendo un giro di visite nelle case del quartiere. Lo feci accomodare e parlammo un po’. Poi ando’ via e non l’ho mai piu’ visto”.
    Mah……….

  6. Claudia M. says:

    Pronta a ritirare il mio scetticismo qualora tale dichiarazione fosse contenuta nel verbale di 30 anni fa (ma qualcosa mi induce a dubitare di ciò) o la fonte da cui la stessa si evince (e da me finora sconosciuta), è da considerarsi inattendibile.

    • Vento Bianco says:

      Condivido questo tuo pensiero Claudia M…. la fonte…si sconosciuta anche a me. Il contenuto dell’articolo è stato comunque ripreso anche da un’altra testata (o viceversa). Ho riportato per dovere di cronaca..

      • Claudia M. says:

        Certo, a mio avviso ha fatto la cosa giusta Vento Bianco. Le posso chiedere cortesemente, se ne ha la pissibilità, di copiarci anche il link dell’altra testata alla quale ha fatto riferimento? Grazie anticipate.

  7. Vento Bianco says:

    Ecco Claudia M. il link dell’altra testata
    http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/jose-garramon-madre-papa-francesco-vuole-verita-1725566/ .
    Auguro una buona serata e invio un caro saluto.

  8. Anna54 says:

    Questa cosa, se non sbaglio, non è mai stata detta. Neppure in trasmissione. Il che mi pare molto strano.

  9. Vento Bianco says:

    Viaggiando sulla rete è localizzabile un profilo “Giustizia Per Jose Garramon”…. quello che dispiace è notare un continuo cancellare di commenti, post che appaiono e scompaiono… che possano portare elementi a supporto degli scopi prefissati… non appare chiaro se questo sia un “vero” o un “falso profilo”… ne se ne comprendono i fini…comunque a mio parere…non credo che con tali atteggiamenti si possa arrivare a rendere giustizia al piccolo Josè… Auspico che si rendano chiarimenti atti per comprendere le reali intenzioni…. l’ipotesi è che sia un profilo che tenda ad allontanare eventuali esposizioni che possano aiutare ad…avere giustizia per il piccolo Josè. Oggi… tanti profili appaiono e nascono come fantasmi e potrebbero solo indirizzare…verso inutili percorsi. Metto qui queste rilevazioni per la sig. Garramon…. che potrebbe essere all’oscuro di questa iniziativa e potrebbe precisare anche perchè il profilo sembra apparire pubblico. Non vorrei fosse un profilo Fake fatto per motivi incomprensibili. Grazie
    https://www.facebook.com/giustiziaperjosegarramon?fref=ts

    • Vento Bianco says:

      Correva l’anno 2013…il tempo passato…. Che ritorna nel presente…
      Giustizia ..Verità…
      queste parole riecheggiarono nella mente delle persone… ma invitavano ad alcune riflessioni…
      Giustizia per Josè Garramon…
      E venne un testimone di nome Marco Fassoni Accetti… chiedeva giustizia per quell’evento…
      un evento, in cui appariva essere stato coinvolto… aveva “pagato” per quell’evento, secondo la giustizia umana… eppure tornava a parlare.. a rinnovare… Era passato tanto tempo!
      Molti si chiesero..Perchè?
      Ormai era tutto era dimenticato…
      Certo tanti pensarono che ci fossero delle “anomalie”…l’avevano ben presto “giudicato”…
      altri pensarono …ma forse è innocente…
      opinione questa che venne scartata dai più… ma lasciava dei deboli ma reali interrogativi.
      Nacquero le prime riflessioni… poi altri si mossero sollecitati da quell’invito… ritornarono antichi dolori… antiche sofferenze… il popolo venne preso da quegli eventi… si fecero gruppi…
      E attraverso quello che qualcuno chiamò “televisore”… iniziarono le divisioni… ma iniziarono anche delle dovute riflessioni!
      Quello che appariva contrastante negli accadimenti era…
      che entrambe le parti avevano lo stesso obbiettivo… Giustizia!
      Ma erano in contrasto!
      Qualcuno si fece domande…Perché?
      La logica, lasciava dedurre che in comuni intenti… tutti dovevano convergere verso quegli obbiettivi prefissati… ma sembrava apparire tutto in un assurda logica…
      Le parti si “combattevano”!
      Cosa intervenne non fu dato sapere…
      Un pensiero… uno strano racconto…
      “Una persona mentre affogava chiedeva aiuto… passò di li uno che tese la mano…
      Una frase riecheggiò nell’aria… Non mi toccare!”
      Non sappiamo come finì questo racconto… spero finisca … in un’incontro di mani…
      E intanto il “Televisore” emetteva la sua voce…ma tutto rimaneva incomprensibile…
      Si… perché la logica… induceva a pensare… se v’erano stessi intenti…un obbiettivo comune…
      Giustizia… era tutto “illogico”.
      Chi scrive… non capirà, forse mai… certe logiche umane… perché nascono…
      Forse furono i processi mediatici?…che allontanarono dalla realtà?….dalla Verità?…
      Le emozioni! A volte deformano gli eventi… lasciano sfuggire i particolari…
      quei particolari che avvicinano…che uniscono… che inducono a considerazioni…
      Dispiace.. si… dispiace molto.
      Ma io voglio ancora credere nella Giustizia degli eventi… che porterà alla comprensione… attraverso quell’unione di “mani”.
      Si…ci spero!

      • Vento Bianco says:

        Torniamo su “quella persona che…. mentre affogava chiedeva aiuto… ricordiamo che passò di li uno che tese la mano…e quella frase che riecheggiò nell’aria…
        Non mi toccare!”….
        Questo… in effetti accadde….
        quel “non mi toccare”…. si tramutò in un “Blocco”… sapete di quelli che fanno in FB sui profili.
        L’uomo…aveva teso la mano….(aveva chiesto amicizia alla persona che “stava per affogare”….l’aveva negata…ma non solo! L’aveva BLOCCATO…
        Senza alcun ragionevole… apparente motivo….. ah si ti chiami con un nome strano…behhh…. sei “indesiderabile”…. non puoi dialogare… circola una “leggenda”
        Era un nome un semplice nome…e tutti lo “conoscevano”…ma io direi nessuno lo conosceva!!!
        Fu allora comunque che… quello che passava…. ritirando la mano…si voltò….chinò leggermente il capo osservando per un attimo indietro…..poi…
        prosegui il suo cammino…
        Fu allora però che la gente .. osservando quella scena… comprese!…
        Certo rimase il dubbio… nel confronti..di quelle identità…forse era solo un gioco di ragazzi… perchè quello che accadde, andava contro ogni logica razionale.
        La domanda sorse spontanea…Quale verità?…Quale Giustizia?… qualcuno si chiese
        Questo accadde il primo giorno dell’anno …Correva l’anno 2014!

  10. Vento Bianco says:

    Questa il messaggio che preannunciava la mia richiesta di amicizia…..
    Gentile “Giustizia Per Jose Garramon”, innanzitutto vengo a porgere la mia solidarietà per la scomparsa del piccolo Josè e mi unisco di vero cuore al dolore della famiglia… il mio nome è stato largamente dibattuto attribuendomi vari nominativi ed identità fantasiose… son solo un cittadino che vuole cercare di aiutare a comprendere gli eventi dolorosi delle persone… certo sono stato molto criticato e la gente non ha avuto fiducia in me… credono che faccia parte di fazioni…ma quello che spinge i miei ideali è solo l’amore per il prossimo, l’amore per gli innocenti…per lo spiritò di verità e giustizia. Certo non ho intenzione di far mutare il giudizio nei miei confronti da parte delle persone… è giusto che ciascuno abbia le sue idee. Presumo che non venga accettata una eventuale mia richiesta di amicizia… ma ringrazio ugualmente. Questo mio desiderava esprimere una vicinanza del cuore e un augurio che possa portare alle vostre desiderate. Auguro a Voi tutti un sereno e felice S.Natale. Grazie di aver ascoltato la mia voce.”
    Ma la mia voce non fu ascoltata…Qualcuno ha creduto …non ascoltare… ragion voleva non accettare (eventualmente)…. ma perchè BLOCCARE???
    Ma quel “qualcuno” si era “chiesto”…se fossi già presente fra quelle amicizie?
    Perchè si “pensa”…avessi fatta quella richiesta?
    Così al buio? Faccio tutte le cose alla LUCE del Sole…
    O perchè avevo probabilmente “letto”… e continuo a leggere?
    Forse cercavo di essere utile….
    Chi ha effettuato quel blocco “Rifiutando la mia amicizia”… l’aveva forse già?
    Lasciamoci con questa riflessione… “signora Garramon”.
    Auguro di vivo cuore che Lei, abbia quella Giustizia desiderata.
    Felice anno a Voi e a Tutti quelli che leggono!

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