Finzione e realtà.

I puerili redattori di un segmento della Rai TV, foraggiati da tutta una collettività, non riescono a comprendere la sostanziale e lapalissiana differenza tra la figura dell’attore e la reale persona dell’autore. Non sono io “Marco Fassoni Accetti” a compiere quei gesti, ma il personaggio che interpreto nei miei lungometraggi. Io non compio l’apologia della malvagità, io racconto il “bene”, ed il bene lo si può esprimere in due differenti maniere: rappresentando il male nella sua cupezza, depressione e disperazione. Per cui dipingendolo “perdente” e non collocandolo tra i valori, le mete, le appetibilità, suggerisco il percorrere altri sentieri esistenziali. O altrimenti si può rappresentare il bene con il bene. È una questione di congenialità. Nei lungometraggi “In offerta agli Dei” ed “Epos Perenne” molti personaggi, molte figure, hanno gravi problemi con l’entità femminile. Ma non per loro motivi specificatamente individuali. Io illustro e rimando allo spettatore, quello scenario che costantemente mi appare all’interno dei microcosmi familiari, nei palinsesti dell’elettrodomestico “televisione”, nei percorsi di ogni istituzione dogmaticamente fallocratica, laddove sette decimi dei cittadini, uomini e donne di questa “provincia” nutre, nel subconscio, un odio per le donne, come per i poveri ed i diversi. Nella degenerazione familista, nel materialismo pseudo- religioso, nell’abdicazione alla libertà vera della psiche, nella violenza morale e sociale delle regole stabilite e fondate sul possesso e sul denaro.

Contrariamente l’intento della televisione di Stato è suggerire ai suoi pigri spettatori quanto sia io, come autore e persona, a disprezzare le donne. La Rai ha da sempre coltivato la figura della donna – oggetto, ridicola, esteriore, fatua.

Ed è bene che un’opera venga giudicata nella sua interezza ed integrità, e non mostrando ridicolmente ed arbitrariamente frammenti estrapolati secondo una logica contraria a quella originaria dell’autore, censurando tra l’altro frasi che ben spiegherebbero la stessa. Metodo in uso presso ogni totalitarismo.

Tra l’altro giudicano espressioni d’arte, vera o presunta che sia, senza dotarsi della collaborazione e consulenza di uno studioso o critico d’arte. Nell’eterno disprezzo del rispetto della distinzione delle professionalità.

In  ultimo, con i loro servizi la televisione di stato ha violata la licenza d’utilizzo sotto cui sono pubblicate le mie opere.

Advertisements
This entry was posted in Fatti Giudiziari and tagged , , , , , . Bookmark the permalink.

11 Responses to Finzione e realtà.

  1. Francesca says:

    A volte mi sfiora l’idea che sia tutta una trovata pubblicitaria.
    Se come lei dice, dal punto di vista giudiziario non teme nessuna sorpresa, allora perchè scatenare tutto questo senza dare certezza alcuna?
    Forse perchè fino a ieri le ‘Opere’ di Marco Fassoni Accetti erano totalmente sconosciute al mondo?
    Oggi, per mezzo di quella televisione di Stato da lei pubblicamente disprezzata, i pigri spettatori altrettanto più volte da lei pubblicamente disprezzati, conoscono ogni sua foto, ogni suo lungometraggio. E non solo possono dire di aver visionato tale repertorio, ma possono affermare, a volte anche con ottuso orgoglio, di averne scansionato ogni dettaglio alla ricerca di un indizio.
    In questo e solo in questo condivido il suo pensiero che riassumo con un mio ‘piccola Italia fatta di piccoli Italiani’ me in primis.
    Stiamo facendo il suo gioco.
    Ma non ne conosciamo le regole.

  2. andrea vanni says:

    Cara Francesca, potrei condividere in parte quello che scrive, ma vorrei rammentarle che qua non stiamo pubblicizzando una marca di latte. Qua alla base ci sono la sparizione trentennale di due adolescenti, e la morte di un bambino. Che fa quindi Accetti..per poter divenire celebre, attende trenta anni ( dai fatti accaduti) si autoaccusa di essere uno dei telefonisti anonimi della vicenda Orlandi, ritira fuori la tragica fine del bimbo morto ( dove fu poi assolto)..per fare cosa poi, per farsi visionare i suo cortometraggi alla TV di Stato ??? via su…va bene che giustamente come dice lei siamo “piccoli italiani”, ma qua si stà esagerando.

  3. SANDRA says:

    l’italia è il popolo allegro….che vivacchia la sua vita tutto sommato in percentuale di sorrisi forse più alta che in altri stati….i problemi vengono dimenticati nell’attimo dei mondiali o di una mangiata in allegria….tu vorresti che il popolo interpretasse il tuo dire……ma la gente non ha voglia nemmeno di tentare di psicanalizzare se stessa….figurati gli altri……però in effetti il nome marco fassone accetti sta uscendo dall’anonimato….e dopo trent’anni quel che è compiuto…non macina più……soltanto che ognuno ha il suo metro e misura….c’è chi ama l’onor di cronaca e chi ama l’anonimato…..nel corso della vita ho letto libri che mi son rimasti impressi ed opere letterarie che nulla mi han detto….forse se lo scrittore con talento si fosse fatto un pò di pubblicità…oggi sarebbe un nome e non un nulla……ma nel mio dire non importa…..SAREBBE APPAGATO COMUNQUE IL MIO ORGOGLIO PERCHè IOHO LETTO IL MIO SCRITTO……

  4. andrea vanni says:

    Concordo con quello che scrive Sandra. Emblematico ciò che scrive. Come emblematico è il titolo del post di Marco Fassoni Accetti :”Finzione e realtà”…qua ci stà tutto il significato di tutto…spetta alle poveri menti ipocrite italiote, iniziare a svegliarsi da questo lungo torpore….

  5. Vento Bianco says:

    Chi può dire dove è il sottile confine fra finzione e realtà?… quello che a volte mi meraviglia che nessuno abbia “potuto” o “voluto” vedere altre prospettive… certo siamo stati influenzati… certo abbiamo visto scene.. ma mi chiedo…qualcuno è riuscito a vedere interamente(sino alla fine) le “opere” di Marco Fassoni Accetti (o definitele come volete)?… ha potuto dare giudizio obbiettivo e un pensiero che non sia “emozionale” onde valutare… onde cercare di comprendere il pensiero trasmesso dall’autore…chiediamoci quanto abbia influito sul giudizio sentenziato… tutto quello che è stato indotto o interpretato…con logiche sequenziali fornite dai “guidatori di menti”… certo non per tutti sarà stato in tal modo… Marco Fassoni Accetti ha espresso il suo pensiero sia qui su questo post che su quello inerente “la morte”… certo possiamo non condividerlo …ma non potremo analizzare le sue opere..come quelle di un regista sconosciuto… per tentare di capire? Poi magari il giudizio potrebbe non cambiare…ma almeno possiamo tentare..prima di dare “sentenze” definitive. Penso che siate tutti d’accordo che presentarle come abbiamo visto in trasmissione…sia limitativo e forse deviante… poi nell’ultima… beh…dai… fare il servizio in tal modo… senza ne capo ne coda…beh permettetemi qualcosa …non mi quadra… Forse ha ragione Marco Fassoni Accetti..quando parla di..merendine..qualcuno avrà apprezzato il servizio(ne dubito) …a mio parere non aveva senso..se non quello di riempire un vuoto che sinceramente… mi sarei aspettato venisse dibattuta la lettera aperta alla signora Garamon…forse sarebbe stato un confronto che non è avvenuto.
    Certo è stata una sorpresa (la lettera aperta)… ma molte volte il giornalismo segue ..le sorprese…. Le opere di Marco Fassoni Accetti penso che conveniamo tutti siano molto particolari… ma forse appartiene a quella schiera di registi che raccontano storie di vita (dico forse)… di una vita vista o vissuta e raccontata attraverso la “cinepresa”… certo come si è detto forse è un gioco(finzione)… o forse è realtà… non se ne conoscono le regole…o forse meglio dire i codici…e poi come già espresso da Marco Fassoni Accetti …non se ne comprendono i valori (ammesso ve ne siano) della lettura iconografica e della lettura iconologica. Certo potrebbe essere un mitomane…..una persona che cerca “15 minuti di celebrità”…”un omicida”…un sequestratore” …ma… potrebbe essere anche tutt’altro… la storia potrebbe essere un’altra storia…. non possiamo escludere alcuna possibilità..anche se ricostruendo gli eventi è possibile azzardare ipotesi del tutto personali…
    Certo poi l’inchiesta farà il suo corso, ed è quella che conta… ma quello che sarebbe deprecabile è che avvenga un processo sommario (cosa che noi italiani siamo indotti a fare purtroppo)…sempre spinti dai media…però vedete siamo di fronte ad una persona che se fosse stato spinto a presentarsi dopo 30 anni per quello che si è detto…beh… allora io lo potrei definire una persona contro ogni logica…ma a me questo sembra non apparire…e allora rimane aperta l’ipotesi che la storia potrebbe..dico potrebbe ..essere un’altra…
    A noi poi valutare il confine sopra citato fra finzione e realtà…in una lunga storia che di reale non appare nulla avere. Un saluto a tutti.

    • Mary Q3 says:

      Caro Vento, ammetto di non avere visto le opere cinematografiche. Da profana mi sembra che i film d’autore siano molto complessi e che il cinema di Marco Fassoni Accetti sia d’autore, non certo di genere. Non so fino a che punto possa essere autoreferenziale. Piacerà, non piacerà, è Arte. È chiaro, non si diventa artisti dalla sera alla mattina, ma dopo anni di studio, impegno e sacrifici. Il “profondo giudizio estetico” sulle opere che abbiamo sentito in trasmissione, invece, non è molto diverso da quello di Fantozzi riguardo a La corazzata Potëmkin. Una bella serata.

  6. andrea vanni says:

    Caro Vento Bianco, è sempre un piacere leggerti. Come dico da molto tempo, qua se si cerca di vedere le cose col razionale, la risposta girerà sempre intorno al punto di partenza. Forse la maggior parte delle persone, sono da decenni abituate a scorgere i particolari solo da una parte, dimenticando la grande varietà di strade. Molte strade invece, sono al confine con quello che molti pensano appartenere alla fantasia più semplice. Aggiungo pure un vecchio ma sempre attuale detto : molte volte il diavolo è dove non lo scorgiamo. Un caloroso saluto.

    • Vento Bianco says:

      Ciao Andrea è un piacere rileggerti… si condivido il tuo pensiero…purtroppo avviene questo… molte volte sono i particolari determinanti…ma vengono ignorati…si la varietà di strade..io le definisco le diverse prospettive. Un abbraccio e un caro saluto..

  7. Nikkolo says:

    Sinceramente autodenunciarsi in Procura per promuovere i propri film mi pare una trovata pubblicitaria eccessiva considerando che Accetti puo essere ancora condannato. Mi sembra che molti nei vari siti parlino del fatto di andare dai procuratori come se fosse un viaggio a Disneyland o una passeggiata sul lungomare. Francamente io ci penserei mille volte prima di intraprendere una via del genere per fini personali e rischiare qualche anno di galera. Poi e’ chiaro che esistono persone meno codarde di me e con sprezzo della liberta’. Tuttavia, se anche ci fosse stata tale intenzione da parte di Accetti, questi dovrebbe davvero avere una intelligenza fuori dal comune per poter reggere 10 o 12 interrogatori dei procuratori senza cadere in contraddizione o essere smascherato come mitomane. Non credo che studiando tutto il materiale pubblicato in 30 anni, ma proprio tutto, si possa pensare di presentarsi ai Procuratori, essere interrogati innumerevoli volte ed essere considerati credibili. Penso che i nostri Procuratori sappiano fare il loro mestiere. Mi pare che a questo punto bisogna ammettere che Accetti effettivamente sa delle cose riguardanti la sparizione delle ragazze e che vi ha partecipato davvero in qualche misura. Non si puo escludere che su alcune cose non dica la verita’, non si puo’ escludere che abbia altri motivi per presentarsi ora, ma credo che si possa e si debba escludere che nella vicenda non ci sia mai entrato.

    • Verita' e Giustizia says:

      Ciao Nikkolo!
      Il tuo ragionamento non fa una piega !
      Ma io cercherei di non pensare troppo a cosa abbia spinto Accetti a venire fuori mettendo alla luce tanti fatti sui quali tanto si e’ indagato e poco si e’ scoperto.
      Se penso al mio stile di vita e poi lo confronto con quello suo, capisco che il genere umano e’ spaventosamente simile nelle sue fattezze quanto spaventosamente diverso e variegato nel modo di percepire la realta’, ragionare e mettersi in moto di conseguenza.
      Voglio dire: secondo me qualcosa ha spinto Accetti a esporsi ma prima di capire esattamente cosa lo abbia spinto occorre capire per bene cosa spinga certe persone a entrare a far parte di ragnatele spionistiche , ricatti e stili di vita tutti all’ombra dei servizi segreti.
      Cosa porta Fassoni Accetti a collaborare ad un rapimento volontario o no che sia, di una ragazzina di 15 anni che e’ appena entrata nel pieno della vita, della sua femminilita’ e della gioia di vivere liberamente quelli che saranno i giorni piu’ belli della sua vita? : quelli della sua GIOVINEZZA.
      Lo sapeva Fassoni Accetti che se questo rapimento sia di Emanuela Orlandi che di Mirella Gregori non avesse contribuito a raggiungere il proprio scopo poi il dolore dei familiari sarebbe stato incolmabile.?
      Pensiamo ai fratelli di Emanuela e alla sorella di Mirella.
      Dopo aver preso coscienza che la loro povera sorella non c’e’ piu’ a casa e ogni sera che potrebbe fare ritorno , NON RITORNA, come possono aver vissuto i migliori anni della loro vita. ( i fratelli ).
      Andare al cinema con gli amici, pranzare in famiglia, uscire col proprio fidanzato e avere una SORELLA CHE NON E’ PIU’ TORNATA A CASA.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s