Giornalista Massimo Lugli

Il giornalista del quotidiano La Repubblica  non mi ha mai incontrato eppure parla di me. Non conosce la materia e ne discorre. Inanella un’imprecisione dopo l’altra, del tipo: “esiste un identikit fisico del noto telefonista”, mentre ciò non corrisponde al  vero. Dichiara che il “telefonista fosse uso a disquisire in latino” dimenticando che la nota informativa del Sisde si riferiva ad una ipotetica mente dietro i comunicati, e non specificatamente ai telefonisti. In ultimo si adopera in considerazioni risibili quali: “C’era una procedura standard per i sequestri”, “i rapitori andavano col passamontagna”, ed è dimentico del fatto che tutti i sequestratori “tradizionali” di ogni tempo sono sempre stati identificati e perseguiti dalla legge. Per cui se ne deduce che il cosiddetto sequestro Orlandi è consistito in un qualcosa di atipicamente nuovo, che non prevedeva l’uso di alcun passamontagna e revolver alla mano.

Egli non sa eppure appare a dirci quel che non sa. Ritengo sia questa la autentica mania di protagonismo. Resta misterica la sua scelta da parte degli autori, a discapito di tanti esponenti della stampa che sono maggiormente documentati. Ciò è paradigma di mediocrità continua e generale. Da un’ora e trenta d’intervista presso il mio studio, sono state espunte al montaggio le parti più salienti e chiarificatrici, privilegiando alcuni contorni insignificanti che altro non fanno che addizionare inverosimiglianza  e conferire ulteriore ambiguità alla mia persona. Questo in quanto, per ogni autore televisivo, il pubblico sperimenterebbe tedio nell’apprendere meccanismi sofisticati e va piuttosto intrattenuto con meri elementi di colore.

Tutto ciò perpetua la componente di mistero volutamente resa  artificiosa.

Non ho mai avuto la possibilità di confrontarmi realmente con alcuno senza l’intervento manipolatorio ed arbitrario di terzi. Per cui ho intenzione di affrontare quanti in questi mesi pregressi hanno operato una disinformazione depistante, presso lo studio di Radio Radicale, in un confronto diretto, senza che questi siano “protetti”,  e dimostrerei quanto costoro non conoscano quasi nulla  delle prove più significative da me prodotte. Auspico che chiunque sia realmente interessato a questo caso abbandoni le realtà televisive, riduttive, negligenti e fuorvianti, per uno spazio radiofonico di civiltà, che pone gli interlocutori sullo stesso piano e nello stesso tempo, senza l’ arbitrio delle  volontà editoriali e delle esigenze di ogni sponsor.

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7 Responses to Giornalista Massimo Lugli

  1. Giovanni Pacitti says:

    Buonasera Marco Fassoni Accetti, ultimamente vedo molti copia/incolla più o meno limati da certi “giornalisti” che seguono il caso di Emanuela Orlandi. Lo metto tra virgolette perché non tutti dispongono certe info da fonti attendibili/ufficiali. Auspico l’intervento proposto anche tra i non addetti ai lavori, ma altresì conoscitori del caso, perché stanchi di essere male informati.

  2. Vento Bianco says:

    “Si fece credere alla ragazza, che il padre fosse in pericolo…sotto ricatto. C’erano delle pressioni che lui subiva. Per cui la ragazza fu ingannata.”

  3. Vento Bianco says:

    Io penso che in questa frase, venga racchiusa una delle chiavi fornite da Marco Fassoni Accetti…. necessita analizzarle nel profondo.
    A volte si tende subito a scartare certe ipotesi… ma possiamo veramente dire di averne afferrato il “contenuto” ?

  4. lila says:

    quella frase mi sembra la più credibile di tutte le ipotesi fino ad ora avanzate…per il resto si …meglio stare lontani dalla t.v.

  5. Vento Bianco says:

    L’appello finale della trasmissione(mandata in oda oggi e anche questo non commentato)
    “Soprattutto alle ragazze, io ecco mi rivolgo all’aspetto femminile della storia
    Lo so avete molti figli… avete una famiglia… un marito…
    E’ difficile raccontare a un marito… ai figli…
    Io non vi chiamerò mai in correità e..
    Mah…
    Se volete aiutare, non tanto me, ma queste famiglie…chiudiamola li…
    Anche perché…non prendiatela come una minaccia,
    se si dovesse presentare qualcun altro al di la di me, che dovesse fare i vostri nomi…
    ci fate una cattiva figura.
    Spero che ciò comunque non accada.
    Tutto qui.”
    (P.S. i puntini rappresentano le pause del discorso)

  6. lila says:

    purtroppo lavorando non sono arrivata fino alla fine e non ho sentito questo……ciò fà onore

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