Antinomia.

Il teorema che mi ha visto per il noto fatto della pineta necessariamente pedofilo e assassino, ora vacilla se non addirittura crolla, per volontà del suo stesso principale assertore, la signora Garramòn, che nella settimanale puntata del televisore ha dichiarato di sentirsi sicura che io fossi quella notte in compagnia di una ragazza macchiata dello stesso sangue penetrato attraverso il parabrezza in frantumi per l’urto con il corpo dell’investito. Nella vasta casistica letteraria riportante la descrizione dei vari approcci possibili tra un molestatore e la sua giovane vittima, sarebbe alquanto peregrino riscontrare, durante tale rapporto sessuale, la presenza di una astante – testimone quale una giovane ragazza, presente tra l’altro anche nel susseguente omicidio. Nel mio particolare caso inoltre va evidenziata la presenza in situ della villa del giudice Santiapichi, che sapevamo essere “in pectore” per presiedere la prossima Corte d’Assise giudicante la delegazione bulgara, accusata per il fatto del cosiddetto attentato al Papa. Altresì, il giorno seguente si sarebbe verificata l’uscita dal carcere di Rebibbia di Sergej Antonov, un cittadino bulgaro calunniato dal signor Agca di aver ordito il suddetto evento criminoso.

Per cui, dopo il lasso di tempo di ben sei mesi di codesta continua gravissima diffamazione nei miei confronti, tra l’altro avversando una sentenza di assoluzione dall’omicidio volontario, auspico che ogni persona di sano raziocinio cominci a formulare una personale e lucida considerazione su tali depistanti ed intorbidanti costruzioni televisive.

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One Response to Antinomia.

  1. Anna54 says:

    Le costruzioni televisive saranno senz’altro depistanti e intorbidanti, Sig. Accetti: ma ciò che ha affermato a più riprese la Sig.ra Garramòn, a mio avviso, si presta anche a diverse interpretazioni. Quando l’abbiamo sentita affermare “…credo, sono convinta che c’entri la pedofilia”, o qualcosa di simile, non necessariamente sta accusando Lei direttamente di essere pedofilo, o di star praticando o di aver praticato o di avere intenzione di praticare attività pedofile nei confronti di Josè. La frase “che c’entri la pedofilia” potrebbe significare, semplicemente, che la Garramòn La sospetta di aver ricoperto il ruolo del ‘corriere’, del ‘procacciatore di minori di bell’aspetto’ o quant’altro, a favore di qualche Eminenza Grigia che ‘pedofila’ lo era per davvero…. In ogni caso, penso che la mamma di Josè si sia trovata catapultata quasi suo malgrado nel clamore mediatico che ha circondato la riapertura del caso, e mi sembra come stordita, frastornata, quasi costretta a formulare ipotesi di ogni tipo, poveretta, dopo che per 30 anni era riuscita, forse, a mettere a tacere il suo dolore e a non porsi più nessuna domanda: tanto, suo figlio non glielo restituirà indietro nessuno.

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