Giornalista Massimo Lugli – 2

Presentato come un cosiddetto “esperto” del caso Orlandi, costui dichiara: “La BMW verde fu rintracciata in seguito nel parcheggio di Villa Borghese”. Ciò non è vero, ma se lo fosse stato, attraverso i dati della vettura sapremmo chi approcciò la Orlandi quel 22 giugno.

Il giornalista continua dicendo che il cosiddetto “Americano” telefonava sempre dal quartiere Pinciano. Invece è storicamente acquisito che chiamava da cabine sparse in tutta Roma.

Continua dichiarando che la nota informativa del Sisde riteneva che il suddetto telefonista potesse essere Monsignor Marcinkus. In verità l’informativa non ha mai nominato né alluso al monsignore, ritenendo esclusivamente che dietro la mente che ispirò i comunicati potesse esserci un ecclesiastico di cultura elevata.

Mi attribuisce l’affermazione che Emanuela sarebbe viva, mentre ho sempre dichiarato di non sapere assolutamente della sua sorte dopo il dicembre 1983, facendo soltanto presente che non vi erano motivi per sopprimerla.

Ci racconta che Pietro Orlandi non ritiene io abbia veramente partecipato al caso in questione, mentre risulta pubblicamente il contrario.

Non crede io mi sia presentato per un fatto morale, senza avermi mai incontrato ne tantomeno essersi confrontato. E tanti altri errori ed incongruenze.

Costui è il prototipo del giornalismo negligente, che non ricerca, non studia, sciatto e presuntuoso. Non sa nulla di quanto ho dichiarato in Procura, né tantomeno ha letto gli indizi e le prove che ho già pubblicato in questo blog. Non ho mai preteso di essere ritenuto fededegno. Chiedo che mi si giudichi, solo dopo aver approfondito i documenti da me prodotti. Non ci stiamo intrattenendo sulla vita di personaggi del jet-set; qui si tratta della scomparsa e del possibile omicidio di due adolescenti, e questo comporta un cospicuo rigore, una prudenza di giudizio e molta dedizione, che personaggi del genere evidentemente non conoscono.

Tutto ciò è disinformazione e conseguente depistaggio da ogni ricerca della verità, mancanza di rispetto verso il pubblico e verso lo sforzo di molti soggetti che realmente desiderano dipanare la controversa vicenda. Come già detto precedentemente, questa non è materia per giornalisti della cronaca nera, ma per studiosi e ricercatori. Sono le persone come il signor Lugli ad aver contribuito al formarsi di questo sedimento confuso, accumulatosi per ben trent’anni.

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3 Responses to Giornalista Massimo Lugli – 2

  1. Vento Bianco says:

    Un estratto dell’intervista al giornalista Massimo Lugli…
    “L’ultima telefonata dell’Amerikano….la squadra mobile partì con una macchina… e quando arrivarono (nei pressi della cabina localizzata per la telefonata n.d.r.) videro uscire ed era lui ….
    Un personaggio, alto magro dinoccolato, CON UN BERRETTO DA BASEBALL IN TESTA.
    Ricordiamo che allora non erano molto frequenti i berretti da baseball …non erano di moda come diventarono negli anni ‘90”
    “CON UN BERRETTO DA BASEBALL IN TESTA”
    Qualcuno ricorda questa particolarità riportata nelle cronache o se risultasse in qualche atto?
    Grazie.

  2. Mauro says:

    “Non ci stiamo intrattenendo sulla vita di personaggi del jet-set; qui si tratta della scomparsa e del possibile omicidio di due adolescenti, e questo comporta un cospicuo rigore..”
    E’ per questo sig.Accetti che dovrebbe fare i nomi di coloro che hanno partecipato a quest’operazione da Lei denunciata se è vero quanto Lei dichiara,perché non fa i nomi?
    Riguardo la BMW verde ritrovata a Villa borghese,ricordo si disse che passò di proprietà varie volte durante gli anni,ma che all’origine pare fosse di proprietà di Flavio Carboni,losco ed ambiguo faccendiere da sempre accusato di intrattenere rapporti controversi con la P2,con la massoneria,con servizi segreti deviati e quant’altro,risulta quest’associazione tra BMW e F.Carboni?Saluti.

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