Giornalista Nuzzi.

Leggo che il giornalista Nuzzi ha dichiarato che il maggior telefonista del caso Orlandi, il cosiddetto Americano, era chiaramente estraneo alla vicenda. Faccio presente che tale telefonista aveva nella sua disponibilità una registrazione con la voce della Emanuela, nonché le fotocopie di un documento della stessa. Una prova che in un qualunque contesto giudiziario risulterebbe determinante. Tale giornalista aveva impostato la sua carriera con apparenti ambizioni di ricerca e profondità, poi con la cospicua offerta di una milionaria emittente si è fatto “sgabello” per le minime esigenze pseudo culturali del profitto. E costui vuol pontificare nei confronti di una delle materie più controverse ed elaborate della storia giudiziaria, senza chiedere, leggere, sudare, distratto da altri cento e più casi di femminicidi ed altro, in ognuno dei quali si presenterà certo come un conoscitore profondo. Se fosse posto in obbligo di rispondere sulle sue conoscenze reali riguardo il suddetto caso dimostrerebbe di non sapere pressoché nulla, come molti giornalisti spacciantisi per cosiddetti esperti. Costoro funzionano solo con interlocutori non specializzati, quali appunto le ignare masse, che con basso istinto e alcuna voglia di approfondire si affidano e si fidano della “firma”, la presunta autorità. Uno dei grandi mali dell’esistenza, credere di conoscere e giudicare un qualcuno o qualcosa attraverso il resoconto parziale, qualunquistico e non realmente professionale di questi “riempi pagine”, i quali piuttosto che osservare la fondamentale regola dell’umiltà si ergono esclusivamente nel mattatoriale protagonismo per le loro rampanti carriere patinate. Nella sicurezza criminale che una verità o una falsità sia, per la “gente”, la medesima cosa, in quanto sia la verità che la falsità intrattengono e divertono ugualmente, con l’unica differenza che per promuovere la prima si deve investire e soffrire, mentre la falsità, per le regole del profitto, è immediata e a buon mercato.

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3 Responses to Giornalista Nuzzi.

  1. Antonio Goglia says:

    Condivido pienamente…

  2. Mauro1 says:

    Chiunque avrebbe potuto registrare la voce di Emanuela e fotocopiare i suoi documenti tramite qualche complice pur essendo estraneo alla sua sparizione.

  3. Dany Astro says:

    Mi piace il “chiunque”. Lei la fa molto facile, così come è facile ripetere acriticamente le strampalataggini che dicono certi giornalisti. In tanto chissà perché qualcuno dovrebbe registrare la voce di una ragazza, mentre di questa registrazione non ne sanno niente compagni di scuola, amiche e sorelle. E poi, guarda caso, questa ragazza di cui si è registrata la voce, scompare. Voglio ricordare a tutti poi, che quando ci rilasciano un tesserino in un qualunque ufficio, si limitano a scrivere i nostri dati in un registro, non è che scrivono i nostri dati in un tesserino uguale a quello che ci hanno rilasciato. Fate pure la prova. La fotocopia che i sequestratori hanno fatto trovare era relativa al tesserino personale di Emanuela, scomparso con lei, non certo del registro della scuola.

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