Considerazioni

Qualche considerazione sulle falsità, errori e diffamazioni, che mi hanno riportato essere scritte sulle varie pagine Facebook.

Il signor Nicotri dichiara che racconterei, a quanti me lo chiedono, come in questi mesi sarei impegnato a girare un lungometraggio sulla scomparsa della Orlandi e della Gregori. E non si comprende per quale motivo mai dovrei dirlo, in quanto il lavoro che vado realizzando racconta di altre vicende, in altro contesto storico. Tra l’altro il quotidiano on-line “Blitz”, sul quale è stata pubblicata tale falsità, non ha riportato la mia rettifica ed in ciò è recidivo. Probabilmente il suo restare una piccola realtà editoriale non è un caso.
Lo stesso giornalista, inoltre, considera il mio lavoro di carattere “amatoriale” forse alludendo al fatto che sono composizioni esterne ai circuiti commerciali ma proprio in ragione di questo, si possono considerare di profondità formale, strutturale ed ideale, per cui semplicemente “arte”. E ciò è altrettanto distante dalla temperatura culturale dei cosiddetti “amatori”, generalmente velleitari e spontaneisti.

Il signor Pietro Orlandi scrive che mai avrei raccontato di una trappola tesa alla di lui sorella Emanuela. In verità ho sempre dichiarato che la ragazza fu tratta in inganno raccontandole che il padre era sotto ricatto, e dunque necessitava della sua partecipazione a tale finto sequestro. Per cui non significa affatto che la ragazza fosse “consenziente” ma che la sua minima partecipazione fu “estorta” e forzata. Quindi non era consenziente “in toto” e al tempo stesso non prelevata secondo i metodi convenzionali. La realtà è nelle sfumature, nei grigi.
Infine, replico al signor Orlandi il quale ritiene i cosiddetti codici non veritieri per il loro essere esagerato ed improbabile, ricordando che proprio nel mio blog personale ho già esaurientemente spiegato come detti codici dovevano apparire proprio inverosimili per depistare indagini degli inquirenti o giornalistiche, facendoci apparire come estranei alla scomparsa delle due ragazze. Quel che a noi premeva era la reale trattativa con alcuni maggiorenti della Città del Vaticano che escludeva qualunque rappresentante dello Stato italiano.

Sfatiamo inoltre la leggenda costruita dalla signora Garramòn e spesso ripresa da acritici lettori secondo cui il viso del giovane ragazzo era devastato in seguito all’incidente. Le fotografie dell’autopsia confliggono con tale invenzione mostrando un viso assolutamente intatto.

Infine una democratica signora si meraviglia che nelle pagine possano trovare accoglienza persone che tutelino i miei personali diritti. Faccio presente che ciò non costituisce apologia di alcun reato trascorso, ma nello spirito della Costituzione italiana, si esercita solo il diritto alla difesa che la signora in questione vorrebbe forse vedere abrogato, educata certamente dalla nota trasmissione di Rai 3 che è usa ad ospitare, in studio, solo testimoni dell’accusa come anche fanno le civili e cristiane pagine inerenti al caso di cui trattiamo. Tutto ciò rappresenta il giustizialismo forcaiolo, la cui sterilità contraddice quanti dicono di ricercare una possibile verità.

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3 Responses to Considerazioni

  1. carlo artemi says:

    E c’è gente che da ancora retta a Nicotri !Questo signore non solo mi ha insultato su blitizquotidiano dandomi praticamente del pazzo e attribuendomi una cosa mai sostenuta ma non è in grado di riportare correttamente i risutlati di una moltiplicazione ! Se si fa un controllo indici ISTAT alla mano si vede che 375000 lire del 1983 equivalgono a poco meno di 900000 lire del 2002 ma nel suo libro del 2002 Nicotri afferma che la cifra di 375000 lire offerta alla Orlandi per distribuire i prodotti della Avon era alquanto esagerata perchè corrisponde a due milioni e mezzo di lire del 2002 !

  2. Mauro1 says:

    Non si comprende ancora perché il Sig.Fassoni Accetti per zittire gli scettici riguardo il suo racconto non faccia i nomi degli altri protagonisti che con lui hanno organizzato il rapimento.
    E non regge assolutamente la giustificazione per cui Egli non voglia chiamare in correità queste persone,è un’affermazione insensata,siamo di fronte a famiglie che soffrono per una tragdia gravissima e non esiste complice che meriti silenzi per nessun motivo.

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