Il libro del giornalista Nicotri, “Triplo inganno”.

Il giornalista Nicotri ha scritto un libro, “Triplo inganno”, nel quale esprime la convinzione che la mia persona sia estranea al caso Orlandi-Gregori. Mi ritiene un semplice millantatore.

Per cui rientra nel mio diritto-dovere verificare se tale assunto sia stato originato da una ricerca precisa e rigorosa.

Leggo a pag.18 che ”Agca era arrivato a Roma con documenti autentici.”

 Il processo per l’attentato al papa del 1981 aveva stabilito incontrovertibilmente che il signor Agca in Roma faceva uso di un documento falso intestato a tale Farouk Ozgun, e ciò è stato sempre riportato da tutti i giornalisti e scrittori che si sono occupati del caso.

Eppure il signor Nicotri che si autodefinisce “pignolo e molto informato dei fatti” riesce a scrivere l’impossibile.

E poi sarebbe stato verosimile che un detenuto evaso e condannato per omicidio e che da poco aveva minacciato pubblicamente di assassinare il Pontefice viaggiasse con “documenti autentici”?

Personalmente non penso si tratti di un errore dilettantesco ma di un falso volontario.

Infatti la frase in oggetto si trova all’interno di un ragionamento che vorrebbe dimostrare come l’attentato al Papa non fosse ben organizzato, in quanto non di matrice politica. Si sarebbe trattato solo dell’avventurismo personale del signor Agca.

 Il giornalista infatti scrive sempre a pag.18: “Il dilettantesco attentato era stato trasformato in un complotto politico… e due anni dopo si è tentato di far passare la scomparsa della Orlandi per un rapimento finalizzato allo scambio con Agca”. Ecco quindi spiegato l’uso tendenzioso della falsità sopra descritta, sempre profittando del fatto che la maggioranza dei lettori non sanno o non ricordano.

A pag. 9  il Nicotri scrive che le famose urla contenute in un nastro inviato dai presunti rapitori sono in realtà ”il sonoro di un orgasmo femminile tratto da un film porno”.  Se il giornalista dimostra di essere tanto informato dovrebbe anche indicare il nome di tale film porno e dirci delle comparazioni tra gli urli del nastro e quelli del film.

 Non facendolo dimostra di non saperlo. Quella che è una semplice ipotesi investigativa viene presentata dal giornalista come una verità acclarata. 

Del resto non avrebbe potuto indicare il titolo di un film porno qualunque, in quanto i i lettori avrebbero potuto procurarsene una copia e sbugiardarlo. Quindi è stato per lui conveniente mantenersi sul vago: un qualunque film porno.  

 A pag.95 continua scrivendo “La squadra mobile accerta che i gemiti e le grida incisi nel nastro non sono di dolore ma di piacere, infatti si tratta dell’acustica di un film porno. (…) Un particolare, anche questo del film porno, mai fatto trapelare”. Quindi Il giornalista dimostra di conoscere inoltre i documenti della squadra mobile ma ancora una volta non riporta il titolo del film. Eppure la pubblicazione di tale titolo dimostrerebbe con certezza che i presunti rapitori mentivano.

 In verità non esiste alcun documento della squadra mobile che abbia accertato si trattasse di un porno.

 Tra breve l’istruttoria  riguardante questo caso sarà chiusa e tutti i documenti resi pubblici, per cui riprenderò  puntualmente questa e le altre infinite contraffazioni ad opera dei tanti  giornalisti per compararle con le risultanze della procura.  

Aver fatto credere che esiste un tale rapporto di polizia è un fatto gravissimo, una falsificazione della realtà e dell’informazione.

Mi permetto quindi di scrivere a ragion veduta che il signor Nicotri non ha alcun titolo per giudicare le mie responsabilità in ordine al caso Orlandi, in quanto ho dimostrato che ha mentito.

 Ne tantomeno può ritenermi un millantatore, il cui significato faccio presente, indica colui che dichiara senza alcun fondamento.

Affronterò in seguito le molte altre manipolazioni presenti in questo libro.

Con un mio legale sono intento ad incorporare queste ultime falsità a quelle prodotte nel passato dai vari rappresentanti della stampa e considererò la possibilità di informarne compiutamente l’Ordine dei giornalisti.  Attendo solo il termine dell’istruttoria per avvalermi di quei documenti che patentemente confermeranno quanto ho sopra esposto.  

(termine parte prima)

 

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