Il libro del giornalista Nicotri “Triplo inganno”- parte terza.

Leggo a pag.213 che dopo la mia prima udienza in procura, per il fatto che la stessa non ebbe rilievo mediatico, mi rivolsi alla nota trasmissione di RAI 3.
Il giornalista contraddice se medesimo, in quanto aveva già scritto un anno fa, nella sua pagina F.B.,  che questa prima udienza non fu verbalizzata, ed io deluso mi recai alla trasmissione. Questa prima  versione del Nicotri non viene riportata nel suo libro, probabilmente per il fatto che i verbali stanno per essere resi pubblici con la chiusura dell’istruttoria, ed avremo conferma che la prima udienza venne verbalizzata, secondo la legge.
Quando in passato gli contestai tale suo falso, costui rispose puerilmente che ero stato io a comunicarglielo. Non comprendo il motivo da parte mia di dichiarare ciò che non è accaduto e contro i miei stessi interessi.
Il giornalista specificò, che il Dottor Capaldo non verbalizzò in quanto avrebbe voluto fare prima delle verifiche.
Per cui, inverosimilmente, avrebbe indagato a memoria, sul ricordo di quanto gli avevo raccontato.

A pag. 214 scrive che i magistrati sospettano che io sia estraneo al caso ed abbia fatto esclusivamente delle telefonate imitando la voce del cosiddetto ”Americano”, e solo per questo sarei “stato preso sul serio per qualche tempo”. Per il Nicotri tredici lunghi interrogatori ed un avviso di garanzia significano “essere presi sul serio per qualche tempo”.

A pag. 38 si legge che il 22 giugno 1983 verso le ore 16 “il tempo non era dei migliori”. Falso.
Qualunque testimone dell’epoca può attestare che quella giornata fu sempre assolata.
Il giornalista usa tendenziosamente questo falso per sostenere che la ragazza, visto il tempo incerto, non transitò innanzi al Senato, per cui le testimonianze del vigile urbano e del poliziotto che vigilavano là innanzi non sono credibili.

A pag. 229 scrive che io avrei ”evocato la pedofilia” nel riferire di una raccolta di fotografie appartenente ad un porporato. Falso.
Nel mio memoriale si legge chiaramente che il Cardinal Pignedoli possedeva un archivio fotografico lecito e legittimo, contenente innumerevoli immagini di giovani fedeli e simpatizzanti, con un’età tra i 18 e i 30 anni circa. Ritratti in pose ed abiti comuni. Nulla più.

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25 Responses to Il libro del giornalista Nicotri “Triplo inganno”- parte terza.

  1. pino nazio says:

    Ciao Marco, Ho letto post e commenti di Nicotri dopo la sua presentazione, ho provato un senso di pena per colui che somiglia sempre meno a un giornalista e sempre più a un cane -isolato e emarginato- che abbaia alla Luna. Ma siccome la Luna non gli risponde, abbaia più forte. Saluti. P.

    • filippo says:

      egregio signor Nazio, cos’è realmente la sua verso Pino Nicotri? INVIDIA?
      il signor Nicotri potrà anche avere un caratteraccio (e questa cosa è simpaticamente assodata) ma ciò che espone nei suoi libri è di tutto rispetto, e non credo proprio che sia “un cane isolato e emarginato” come lei squallidamente dice, dato che la sala dove ha presentato il libro era PIENA di gente attenta e molto interessata al dibattito che ne è seguito per oltre due ore; e in questo caso il signor Accetti si è perso una grande occasione di fare eloquentemente sfoggio dei suoi fantasiosi FATTI …mannaggia! eh sì che poteva avere l’eventualità di trovare un altro allocco pronto a credergli!
      Di quale specie è lei signor Nazio? è “compare” a quel peracottaro del Fabrizio Peronaci?
      e poi, suvvia fa questo “onore” al signor Accetti di scrivere nel suo blog e invece di dibattere su quello che questo scrive, se ne esce miseramente con un commento del genere? …
      …ah! l’ invidia è una grande brutta bestia se si associa ad una competizione professionale scorretta!
      saluti

      • Pino Nazio says:

        Accidenti come ha colto nel segno: le confesso, provo una grande e straordinaria invidia. E purtroppo lei lo ha scoperto. Se ha bisogno di uno specialista mi chiami, ne conosco uno bravo…

      • filippo says:

        signor Nazio, faccia meno lo spiritoso che lei oltre alla faccia, ci perde anche di dignità!

  2. Marco Fassoni Accetti says:

    Io desidererei solo che si parlasse dei fatti e non delle opinioni, come sempre accade. Che le opinioni seguano i fatti, dopo averli realmente, rigorosamente, e non tendenziosamente, esaminati.

  3. Marco Fassoni Accetti says:

    Signor Filippo, Lei scrive solo la sua opinione, ma non parla dei fatti. Le faccio solo due domande: per quale motivo il giornalista Nicotri ha scritto che Mehemet Alì Agca entrò in Italia con i propri documenti autentici? Per quale motivo Nicotri ha scritto che il codice 158, nel momento in cui fu usato dai telefonisti nel mese di luglio ’83, era già stato reso pubblico, mentre invece lo sarà soltanto nell’autunno dello stesso anno, come i documenti ci confermano? E potrei continuare molto a lungo.

  4. filippo says:

    Signor Accetti, io non ho scritto nessuna mia opinione, ho solo replicato, con DATI di FATTO alla mano, al signor Pino Nazio.
    Per quanto riguarda le due domande che mi fa, io le rispondo che aveva l’opportunità di farle al diretto interessato, e cioè al giornalista Pino Nicotri, che ha tenuto la presentazione del libro “Triplo inganno” a due passi da casa sua, proprio per agevolarle la venuta… ma lei non è venuto.
    Se devo essere sincero quelle due domande che si e mi pone, le considero ininfluenti e non mi interessano affatto saperlo, mentre mi incuriosisce molto di più il suo modo di “essere di sinistra”, e vorrei chiederle se mi può spiegare meglio cosa intende lei per COMUNISMO, e in che consiste la sua etica politica?

    Per agevolarla le riporto qui una serie di FATTI:

    – nel 1974 lei frequenta, fa volantinaggio e partecipa con il Fronte della Gioventù all’ assalto del liceo Tasso (chi frequenta il Fronte della Gioventù è chiaramente di estrema DESTRA);
    – nel marzo 1979 lei subisce un attentato con una bomba carta da parte dei compagni che le fanno saltare in aria l’ uscio di casa di piazza Santa Emerenziana (ai tempi i compagni attentavano con le bombe carta, anche se può essere deplorevole il gesto, solo chi era di estrema DESTRA);
    – nell’ aprile 1979 lei partecipa alla Marcia per la Pace e il Disarmo organizzata dal Partito Radicale vestito GOLIARDICAMENTE da prete; tutte le foto che lo ritraggono sono state scattate tutte in quello stesso giorno, e dalle immagini traspare chiaramente il suo beffeggiare vanitoso… (il corteo era aperto a TUTTI, e “coincidenza vuole” partiva da Porta Pia e arrivava ai limiti di piazza San Pietro: che lei stesse già monitorando le zone per il futuro rapimento delle due ragazzine?!?);
    – nel giugno 1979 lei viene fermato in flagrante dalla Polizia mentre sta scazzottando Mario Appignani a causa della “colletta rubata per il somalo bruciato vivo al tempietto della Pace”; viene immediatamente arrestato, e il Partito Radicale immediatamente dirama una nota, sia in Questura sia ai giornali, dove prendono nettamente le DISTANZE da lei, dichiarando che lei NON è un militante radicale e che non ha nulla a che vedere con il Partito Radicale;
    – nel febbraio 1980 viene ucciso Valerio Verbano a causa del suo DOSSIER dove raccoglieva minuziosamente tutti i nominativi degli estremisti di DESTRA: in questo dossier appare anche il suo nome. Conoscendo la pignoleria del Verbano nel non depennarla dal suo elenco, ciò attesta che nel febbraio 1980 lei risultava ancora come ESTREMISTA di DESTRA;
    – suo padre in una dichiarazione a verbale del dicembre 1983 dichiara che lei “era (?!?) di Lotta Continua” … le chiedo: in che periodo è successa questa cosa? quale sezione frequentava di Lotta Continua? ha partecipato ai collettivi o manifestazioni di Lotta Continua? ricorda qualche nome dei compagni da lei frequentati?
    – nel marzo 1982 lei viene arrestato in flagrante dalle forze dell’ordine per porto abusivo di arma, nelle vicinanze di casa sua perché trovato sbruffonatamente con una PISTOLA in tasca (tipico atteggiamento di estremisti di DESTRA)… inoltre durante il suo interrogatorio per NON finire in GALERA per l’ennesima volta, CALUNNIA e DENIGRA terze persone ignare, INNOCENTI e estranei a lei, dichiarando e verbalizzando (carta canta) totalmente il FALSO, mettendo così in atto una sua più bieca e tipica DETRAZIONE del “ventennio fascista” di cui è amara memoria;
    – il 22 giugno 1983 a piazza Navona in vista delle Elezioni Politiche si svolge la manifestazione-concerto di LISTA di LOTTA, lista che raggruppava piccoli gruppi di estrema sinistra che ruotavano intorno a Radio Proletaria; lei dichiara più volte che la manifestazione di piazza Navona di quel 22 giugno 1983 era del Partito Radicale (?!?), …certo che ce ne vuole per confondere quei compagni veraci con i radicali del tempo! Questo mi fa pensare che se lei quel giorno era effettivamente lì nei pressi della manifestazione, ebbene di politica nostrana non ci capiva un ACCA, e mi sorprendono ancor di più le sue dichiarazioni dell’ “essere di sinistra” (?!?) e in più combattente contro l’ “anticomunismo di Wojtyla”…
    – nel dicembre 1983 lei viene fermato come “sospetto brigatista” dai carabinieri perché sorpreso nei paraggi dell’abitazione del magistrato Severino Santiapichi (impegnato all’ epoca nel processo Moro); in caserma viene interrogato inizialmente sul “terrorismo rosso” per ore dal magistrato Domenico Sica (che lei, sotto choc per evidenti “motivi suoi”, non lo riconosce); il dr. Sica lascerà immediatamente il campo ai carabinieri dopo la rivelazione del vero motivo per cui lei era in quel posto quella notte, e cioè l’investimento involontario e pirata del piccolo Garramon…
    (ho seguito su “Blitz Quotidiano” le sue sterili polemiche sulla presenza di Sica quella notte, e le dico semplicemente:
    il magistrato Sica si occupava prevalentemente di “terrorismo sia rosso che nero”, e nell’ ambiente veniva soprannominato “Assopiatutto” e “rubamazzo” proprio per il suo modo di fare, e cioè si precipitava immediatamente sui luoghi quando aveva sentore di “situazioni terroristiche”.
    Ai tempi, anni 1970-80 parliamo degli “anni di piombo”, non sempre venivano stilati verbali ai “sospetti fermati per terrorismo”: verificati entro qualche ora un loro non coinvolgimento nelle indagini, venivano semplicemente rilasciati dopo essere stati identificati senza firmare alcun verbale, ma solo una firma formale del rilascio dei documenti. Se la questura e i carabinieri avessero stilato verbali dettagliati su tutti i migliaia e migliaia di persone fermate ai tempi come “sospetti brigatisti”, starebbero tuttora a scrivere. …e meraviglia il fatto che lei che si decanta “tanto esperto della politica del tempo” non sappia questa cosa);

    -nel 2014 in un suo incontro con il Fabrizio Peronaci, lei si fa trovare, con tipica vanteria delle persone di DESTRA, in compagnia del fascista Gabriele Adinolfi camerata di Terza Posizione (“Il Ganglio” pag.140) … e io sono senza parole…;

    devo dire che alla base di tutti questi fatti, si resta alquanto perplessi, e il suo tanto decantare “essere di sinistra” diventa quantomeno una BARZELETTA …
    …e potrei continuare molto a lungo.

    • Marco Fassoni Accetti says:

      Caro Nicotri, hai più nomi di quanti ne usavo io all’epoca dei fatti. Cerca di non farti prendere per il culo dalla tua unica e sola informatrice. Tra l’altro difettosa, in quanto in questo commento vi sono scritte infinite inesattezze e falsità, come del resto nel tuo ultimo libro. Lo stile non è acqua (non è una mia frase).
      P.s: Con la polvere di mina non si fanno le bombe carta.

    • Marco Fassoni Accetti says:

      P.s. 2: I veri fascisti non creano per tanti anni lungometraggi e fotografie a carattere antifascista, esprimendo estensivamente tutta la cultura della cosiddetta “sinistra”. “Diventa quanto meno una barzelletta…e potrei continuare molto a lungo”

  5. filippo says:

    Signor Accetti, suppongo che quel “caro Nicotri” sia rivolto a me… e mi dispiace deluderla: non sono Pino Nicotri.
    Se lei fosse venuto quella sera alla presentazione del libro “Triplo inganno”, mi avrebbe conosciuto (o forse RIconosciuto, chissà?!) dato che ero andato lì proprio per vederla, e domandarle di persona ciò che più mi incuriosisce di lei, e cioè: “mi spiega esattamente qual è il suo concetto di SINISTRA? Cosa vuol dire per lei COMUNISMO?”; e devo dire di essere rimasto molto deluso nel constatare invece la sua assenza…
    Non credo proprio che nel mio precedente commento nell’ elencarle alcuni FATTI OGGETTIVI che l’hanno vista fascistamente protagonista negli anni, ci siano “scritte infinite inesattezze e falsità” come lei dice nel suo commento; tra l’altro alcuni di questi fatti mi sono tornati alla mente proprio leggendo il suo “memoriale” romanzato “alla grande” dal caciottaro Fabrizio Peronaci nel libro “Il Ganglio”.
    Le elenco di nuovo qui quei FATTI OGGETTIVI -che sono tutti pubblici e documentabili- in maniera più schematica e chiara, e gradirei una risposta:
    1- nel 1974 frequentò il Fronte della Gioventù, si o no?
    2- nel marzo 1979 subì un attentato da parte dei Compagni che le fecero saltare in aria l’uscio di casa, sì o no?
    3- nell’ aprile 1979 partecipò alla marcia per la Pace e il Disarmo organizzata dal Partito Radicale (ma aperta a chiunque) vestito GOLIARDICAMENTE da prete, sì o no?
    4- nel giugno 1979 fu arrestato per pestaggio al Mario Appignani, con conseguente nota ufficiale da parte del Partito Radicale il quale prendeva nettamente le distanze da lei, sì o no?
    5- nel febbraio 1980 nel Dossier di Valerio Verbano, il suo nome risulta scritto come estremista di Destra, sì o no?
    6- potrebbe ragguagliarci meglio sulla sua pseuda -e falsa- frequentazione a Lotta Continua, sì o no?
    7- nel marzo 1982 viene arrestato mentre sta facendo lo sbruffone con una PISTOLA in mano, e una volta in questura CALUNNIA ignare persone estranee ai fatti pur di non finire in galera, sì o no?
    8- ha più volte dichiarato (toppando miseramente!) che la manifestazione che si svolgeva a Piazza Navona quel pomeriggio del 22 giugno 1983 fosse del Partito Radicale, sì o no?
    9- la notte del 20 dicembre 1983 fu fermato da una pattuglia dei Carabinieri e portato in caserma come “sospetto terrorista”, sì o no?
    10- nel 2014 durante un incontro con il Fabrizio Peronaci, si fa trovare in compagnia del FASCISTA Gabriele Adinolfi, sì o no?

    Alle mie due precedenti domande e cioè: “mi spiega esattamente qual è il suo concetto di SINISTRA? e cosa vuol dire per lei COMUNISMO?”, ne aggiungo ora -nel leggere il suo “P.s.2”- una terza:
    – dove lo vede nelle sue ‘opere’ il “carattere antifascista, esprimendo estensivamente tutta la cultura della cosiddetta ‘sinistra’ ”? …può spiegarmelo?
    Grazie.

    • Vento Bianco says:

      Per dovere di cronaca sig. Filippo… risulta dagli atti che “la notte del 21 dicembre 1983 fu fermato da una pattuglia dei Carabinieri” e non del 20 dicembre. Sa mi permetto… per la precisione di chi legge in questo blog.
      Poi se gentilmente potesse illustrarci elementi identificativi la “manifestazione” del 22 giugno 1983 che lei cita, perchè a quanto traspare…. dalla domanda 9 non dovrebbe avere corrispondenza. Grazie.

      • filippo says:

        Per dovere di cronaca sig. Vento, a me risulta che il signor Accetti fu fermato alle ore 4.00 della notte fra il 20 e il 21 dicembre 1983; se vogliamo essere veramente fiscali dovremmo allora dire all’ ALBA del 21 dicembre 1983, e non certo “la notte del 21 dicembre”: la notte del giorno arriva a fine giornata …
        Per quanto riguarda le notizie della “manifestazione del 22 giugno 1983”, può leggerle sui quotidiani dell’epoca; ma per sua comodità allego questo link di una foto presa da una pagina facebook, dove si parla dell’argomento:

      • Vento Bianco says:

        Vede sig. Filippo è questione di prospettiva.
        Per dovere di cronaca…sin dalla creazione del mondo le tenebre precedettero la Luce. Tutto iniziò nella “notte”… e anche i nostri giorni subiscono una numerazione partendo dalla notte. E’ un pò come… il bicchiere “mezzo pieno” o “mezzo vuoto”.
        Per lei la notte viene a fine giornata, ma… per la maggior parte degli umani (almeno appare) è la notte che precede il giorno… e comunque alle 04.00 di quel 21 dicembre 1983, era sempre notte… il sole, quel giorno sorgeva (quindi quella che lei chiama “alba”) alle ore 07:34…
        … se vogliamo essere veramente fiscali.
        Si… per quanto riguarda “le notizie della “manifestazione del 22 giugno 1983”… ora mi sembra di ricordare…qualcosa. Complimenti per averlo trovato.

  6. filippo says:

    [Per chiarezza di chi legge e per linearità del discorso, copio e incollo qui il commento che erroneamente ho postato sotto il post “Il libro del giornalista Nicotri ‘Triplo inganno’ – parte sesta”; mi scuso ancora per l’aver confuso i post…]

    Mi accorgo solo ora di aver riportato erroneamente l’anno in cui lei, da bravo camerata, assaltò e distrusse il liceo Tasso, occupato al tempo da studenti di sinistra: non era difatti il 1974, come io ho riportato, ma bensì il 1972.
    Era questo che intendeva con il suo “in questo commento vi sono scritte infinite inesattezze e falsità”? …le garantisco che lo scrivere “1974” invece di “1972” è stato semplicemente un mio refuso: la SOSTANZA del fatto non cambia. Le ricordo che in quella occasione lei fu arrestato per la violenza con cui si accanì sui Compagni del liceo Tasso, e che questa azione la fece prodemente affiancando il suo amico camerata Sergio Mariani, missino e notissimo picchiatore dell’estrema destra.
    Continuando l’analisi del suo alquanto strano modo di “essere di sinistra” le chiedo incuriosito:
    ma come conciliò (lei che dichiara “mi sento e sono sempre stato di sinistra” e di avere una “profonda cultura di sinistra”) il fatto di collaborare nel 1983 (a suo dire come scrive nel suo memoriale) con esponenti della Banda della Magliana, di cui è notorio il fatto che questi erano strettamente legati all’ estrema destra eversiva?
    …e questi si fidarono ciecamente di lei accettando di collaborare con la sua “fazione antivaticana di sinistra” denominata ora (con sublime ispirazione mistica del Fabrizio Peronaci) “il Ganglio”?
    …insomma, per combattere la politica del Vaticano, metteste in atto all’ epoca una specie di “compromesso storico de’ noantri”? …mi faccia capire…
    …e sempre più perplesso continuo a chiederle:
    mi spiega esattamente qual è il suo concetto di SINISTRA?
    cosa vuol dire per lei COMUNISMO?
    e soprattutto cosa intende lei per ANTIFASCISMO?

    Signor Accetti, gradirei una risposta, grazie.

    • Marco Fassoni Accetti says:

      Tu sei Nicotri o per assurdo la donna che ti fornisce le informazioni, in quanto hai scritto un dato mai pubblicato e che conosce solo la donna in questione, la quale potrebbe averlo detto a Nicotri. Il tuo assunto non trova alcun riscontro nella pur vasta casistica: che un’autentico fascista simuli di essere un compagno. Cui prodest? Essere di destra, tra l’altro non è illegale ed in questo paese raccoglie ben più consensi. Non puoi giudicare nulla perchè sei avventatamente ingenuo o non intelligente: come può una bomba carta far saltare la porta di una abitazione? E’ solo polvere pirica avvolta da cartone che produce una deflagrazione con getto di fiamma. Non vi è sufficiente onda di urto, come la polvere di mina contenuta in un recipiente metallico che mi fù indirizzato. .
      Inoltre avresti dovuto leggere nel mio blog, come da tempo ho già risposto e spiegato a quel che mi poni. Volevi incontrarmi a villa Leopardi? Allora vieni a trovarmi e potrai dimostrarmi che ti chiami Filippo.
      ps
      mai stato goliardico: in quella marcia della pace stavo recitando un monologo satirico sulla guerra da me composto

      • filippo says:

        Signor Marco Accetti, il fatto che io non sappia esattamente di che tipo fosse la bomba che le mandò in aria l’uscio di casa nel 1979, dimostra unicamente che NON fui io il bombarolo…
        Ora lei mi dice che era “polvere di mina contenuta in un recipiente metallico”, e questo io non lo sapevo, ricordavo solo che lei all’ epoca fu uno -fra i tanti fascisti del tempo- ad essere stato attentato dai Compagni, e nell’ ambiente dell’estrema sinistra questo era di dominio pubblico; e il fatto poi che lei ora sostiene che nessuno era -o è- a conoscenza di quell’ accaduto, mi sembra incredibilmente assurdo; e sinceramente ora è lei con la sua affermazione che mi sta dimostrando la SUA ingenuità o la SUA non intelligenza.

    • Vento Bianco says:

      Scusate se mi intrometto nel vostro dialogo. Marco Fassoni Accetti dice “in quanto hai scritto un dato mai pubblicato e che conosce solo la donna in questione”…
      Mi chiedevo: ma come fa il sig. Filippo a dedurre da quelle frasi che quello “mai pubblicato” sia l’episodio della “bomba che le mandò in aria l’uscio di casa nel 1979”….
      che lo porta poi a dire “lei ora sostiene che nessuno era -o è- a conoscenza di quell’ accaduto”.
      Ma non l’ha detto! Marco Fassoni Accetti non ha fatto quella affermazione.
      Mi è sfuggito qualcosa?
      Strano ehh… a volte i particolari… sempre ritornano.

      • Marco Fassoni Accetti says:

        Bravo vento…è caduto nella trappola tesa. Questo è uno dei metodi che usavamo all’epoca dei fatti.Tra l’altro è sempre più avventato da non ricordare che fu lui a definire “una bomba carta” quel che mi fu posto innanzi alla porta.

  7. filippo says:

    Devo sinceramente dire che rimango sorprendentemente allibito, signor Vento e signor Accetti, nel leggere i vostri commenti… e vi chiedo: ma voi li avete vissuti con consapevolezza quegli anni, o no? e poi lo avete letto il libro del caciottaro Peronaci? quel fantasioso “Il Ganglio” scritto sulla base del “memoriale” di Marco Fassoni Accetti?
    Ebbene io ho vissuto quegli anni e ho letto quel libro; e l’ho letto ben sapendo chi in passato politicamente fosse il camerata Marco Accetti.
    Nei miei due commenti precedenti ho elencato 10 FATTI OGGETTIVI e PUBBLICI;
    da questi dieci fatti escludendo il punto 8), dove parlo della manifestazione di Lista di Lotta, restano 9 fatti OGGETTIVI strettamente PERSONALI del signor Accetti;
    di questi nove fatti personali oggettivi, otto vengono riportati e trascritti fantasiosamente ne “Il Ganglio” (potrei anche citarvi le pagg.) … mentre il punto 2) del mio elenco, e cioè la notizia dell’attentato, NON E’ assolutamente CITATO ne “Il Ganglio”.
    Per il signor Accetti, l’attentato che subì nel 1979 è “un dato mai pubblicato” perché NON COMPARE nel suo memoriale…
    E io che invece sono bene a conoscenza di quel accaduto (come altre MIGLIAIA e MIGLIAIA di persone che vissero quei tempi burrascosi, sia di sinistra che di destra, nonché la DIGOS, nonché quelli della palazzina sua, nonché il suo quartiere, nonché quelli che lo lessero sul giornale, e chissà quante altre persone dell’ambiente politico dell’epoca), mi sono chiesto: come mai non riutilizza quel fatto a suo favore come ha mistificato gli altri?
    È ovvio quindi aver dedotto da subito a quale fatto il signor Accetti si riferisse.
    Quindi sig. Accetti, è lei che “è caduto nella trappola tesa”… e tra l’altro ora vengo a sapere proprio da lei, che l’attentato che subì da parte dei Compagni, non fu un semplice “avvertimento” con una bomba carta, ma addirittura un’ esplosione causata da “recipiente metallico con polvere di mina”: capisce cosa significa questo? che con quell’ attentato c’era la volontà di vederla MORTO… significa che lei era considerato un fascista più pericoloso di quanto io non ricordassi.
    Per concludere signor Accetti, le ripeto -e mi dispiace tanto deluderla- che non sono Nicotri, tanto meno “una donna informatrice”. Sono un uomo con qualche anno più di lei che ha vissuto intensamente la politica in quegli anni; sono soprattutto un COMPAGNO vero e autentico che fu all’ epoca più volte pestato dai camerati del suo stampo; la conoscevo poiché lei era noto nell’ ambiente, e ci fu addirittura una volta che ci rivoltammo alcune frasi; e infine fui anch’io ai tempi più volte fermato con altri compagni e portato in Questura, interrogato tra l’altro anche dal magistrato Sica, e poi rilasciato dopo ore e ore senza aver firmato alcun verbale.

    • Marco Fassoni Accetti says:

      Tu come i giornalisti vuoi dimostrare di conoscere e giudicare, ma non hai letto quanto scritto in passato nel mio blog.C’è stato un’uso del fatto che si pensasse fossi fascista. L’attentato al papa con gli idealisti di estrazione di destra, il caso Orlandi con la criminalità romana contigua alla formazioni neofasciste, per arrivare alla mia persona altrettanto in odore della medesima natura. Dovevamo apparire di destra per sviare le indagini dalla reale natura di quegli intenti. Non ero lineare come tu dimostri di essere, ma tortuoso. L’importante era il fine.Non sono mai stato fascista, esserlo è una delle realtà più idiote che si possa concepire, e pensarlo offende la mia intelligenza. Ora che tutto si è concluso ho potuto raccontarlo,riscontrando l’incredulità di chi non ha sufficiente fantasia. Del resto ho simulato anche di essere il sosia di Benigni.Ma tutto si spiega e confluisce in una sola direzione. L’interrogatorio di Sica? Bastava chiederlo a Sica, all’allora comandante
      della stazione dei CC o a qualunque carabiniere prestasse servizio in quei giorni, ma qualcuno si è guardato bene dal rintracciarli per non essere smentito. Accadrà quando la mia denuncia per diffamazione sarà dibattuta. Intanto questo “importante” episodio” non ha trovato accoglimento, guarda caso, nel suo libro.

      • filippo says:

        signor Accetti ma è indirizzato a me questo suo ultimo commento?!?
        Le ripeto per l’ennesima volta che NON SONO NICOTRI e neanche giornalista …cosa ancora le fa credere questo? …nella mia vita io faccio tutt’altro …
        ma sa ora cosa le dico?! ma sì, in fondo la pensi come le pare, ma cosa vuole che me ne importi a me e a questo punto della sua vita e del suo pensiero!
        Avendola “conosciuta” in passato e avendo notato le sue tante INCONGRUENZE scritte su “Il Ganglio”, avevo solo grande curiosità da soddisfare con alcune domande … e per via traversale mi ha soddisfatto: mi ha confermato quello che da sempre pensavo di lei, e cioè un fascista spaccone e sbruffone… e ora anche -scusi se mi permetto- fuori di testa!
        A questo punto non ho più nient’altro da chiederle. La saluto.

      • Vento Bianco says:

        Un saluto al sig. Filippo e un ringraziamento per i suoi interventi.

    • Vento Bianco says:

      Egregio sig. Filippo, anche io rimango sorprendentemente allibito e stupito…dovrei ripetermi ma mi astengo dal farlo…poiché la domanda sarebbe la stessa. Quello che traspare in questa “diatriba politica”, in cui non entro e non voglio assolutamente entrare, penso che la domanda doverosa da porsi in questo blog e su questi post sia… se lei abbia con consapevolezza vissuto questi ultimi 31/35 anni che riguardano la vicenda che stiamo cercando di analizzare che possiamo definire la “storia di Emanuela…e altro” e tutto quello che forse ne derivò o ne diede origine.
      Lei pensa, da come lascia trasparire nei suoi scritti, quanto sia determinante stabilire a quale “fazione” politica fosse appartenuto o appartenga Marco Fassoni Accetti.
      Ma qui sorge la domanda: perché se fosse appartenuto all’opposta ideologia politica dichiarata, sarebbe mutato qualcosa nella vicenda di Emanuela?
      Qui appare solo un accanimento (forse anche motivato non so e non entro in merito) atto a dimostrare la sua ideologia di appartenenza politica. Ma questo cosa cambierebbe?
      Lo spieghi chiaramente… dove vuole arrivare con i suoi pensieri…cosa vorrebbe arrivare a dimostrare?…cosa avrebbe a che fare con la vicenda analizzata (Emanuela)?
      Queste sue divagazioni…ripeto… io non riesco a coglierne l’attinenza in questo blog.
      Poi vorrei rivolgendomi a Marco Fassoni Accetti far notare, che la frase a risposta data a Filippo “L’interrogatorio di Sica? Bastava chiederlo a Sica, all’allora comandante della stazione dei CC o a qualunque carabiniere prestasse servizio in quei giorni, ma qualcuno si è guardato bene dal rintracciarli per non essere smentito”.
      Ma questo il sig. Filippo non lo cita! (suo personale lapsus sig. Marco?)
      Il sig. Filippo, fa riferimento ad altra sua personale esperienza :
      “e infine fui anch’io ai tempi più volte fermato con altri compagni e portato in Questura, interrogato tra l’altro anche dal magistrato Sica, e poi rilasciato dopo ore e ore senza aver firmato alcun verbale”.
      Mi viene da chiedere (certo in maniera ironica) esisterà qualche verbale…. firmato, degli interrogatori effettuati dal magistrato Sica.(ormai deceduto purtroppo).
      In questo avete qualcosa in comune… che ricorda qualcosa…
      Anche questa volta sono costretto a terminare dicendo… sono i particolari che fanno la differenza.
      Strano ehh… a volte i particolari… ritornano!

      • Marco Fassoni Accetti says:

        Vedi Vento, quando si pensa o si scrive si dovrebbe, come io cerco di fare, avere una visione larga e completa della materia che si sta affrontando: il fatto che io sia stato interrogato da Sica il nostro interlocutore lo sosteneva nei suoi primi interventi. Quanto a te Filippo, la differenza che intercorre tra noi è nel fatto che io mi firmo per intero e sono rintracciabile. Dimostrami chi sei venendo a al teatro Ouverture di V.Tripoli 22, dove dalle 16 alle18 vi è una segretaria alla quale puoi chiedermi di telefonarmi e di passarti la linea, e così dimostrerai chi sei e non piuttosto un’ombra dietro alla quale può celarsi chiunque, volendo anche un provocatore. Il fatto poi di “esser fuori di testa” ti appartiene, in quanto sostieni la follia che un’autentico fascista possa simulare senza motivo di essere di sinistra.Critichi Peronaci. certo criticabilissimo, e non ti accorgi delle infinite falsità di Nicotri che ho elencato nei miei interventi. Comunque possiamo incontrarci e rivedere insieme questi ultimi 40 anni della nostra storia comune e non comune…

  8. filippo says:

    signor Accetti, è possibile sapere per quale motivo alcuni miei interventi non sono pubblicati e risultano ancora in “Your comment is awaiting moderation” ?

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