Un apologo.

Mi è stato chiesto chi fosse una ragazza comparsa nella foto di un settimanale. Ho risposto che si trattava dell’attrice Ombretta Piccioli, durante la lavorazione nell’autunno 1983 di un film non ultimato, ispirato alla vicenda Orlandi e dal titolo provvisorio “Liberatela”, e che di questo ne feci una battuta con l’avvocato Egidio nel corso delle note telefonate.

Tutto ciò era facilmente verificabile contattando semplicemente l’attrice in questione. Ma alcune persone, per  propri interessi personali hanno preferito ancora una volta falsificare la realtà per sostenere che io stessi mentendo: per loro quella ragazza era Priscilla Morini, una delle sosia della Orlandi che io impiegai nei noti fatti, per cui sarei stato io ad inviare la foto al giornale  per motivi di lucro.

La fotografa Hidalgo asserisce di esser stata sempre presente in quei primi anni ottanta presso la Città del Vaticano,  per cui ricorda che le transenne bianche visibili nella foto in questione, non c’erano assolutamente. Quindi la foto in questione non può essere ambientata nel 1983 come io sostengo.

In verità tali transenne erano presenti e venivano posizionate in certi giorni della settimana, secondo il bisogno. E anche dopo l’utilizzo potevano restare una intera giornata prima di essere smontate. È sufficiente guardare le foto del noto attentato dell’81 ed i filmati della R.A.I. dell’83 per notarle. Del resto è puerile immaginare la vettura del Pontefice che avanza in una piazza senza transenne, con la gente che ne intralcia il passaggio e può arrivare anche a lambire il corpo del Papa.

Un lettore ha postato una foto del 1983 nella quale si vede la suddetta transenna, come commento alla Hidalgo che spiegava che non potevano esserci transenne in quell’anno. Ma la signora non comprendendo l’accostamento critico, ha apposto un “mi piace” alla foto. Tutto ciò è buffo ed allucinato.

transenne                     transenne2

Poi la Hidalgo aggiunge che i fotografi accreditati presso le agenzie stampa dell’epoca non mi conoscevano affatto. La signora dovrebbe ben sapere che io non ero un fotoreporter e non prestavo servizio in alcuna agenzia di stampa ma esercitavo indipendentemente arte fotografica e cinematografica, per cui non avevo alcun rapporto con i professionisti da lei menzionati. Nel mio sito pubblico si vedono chiaramente solo fotografie d’arte e non di foto- reportage.

Inoltre la Hidalgo dichiara che se mai avessero girato un film sulla Orlandi, lei lo avrebbe certamente saputo. Evidentemente non era così inserita negli ambienti a cui si riferisce, in quanto il suddetto film era realmente in lavorazione, e ciò fu riportato da vari giornali.

Ritengo che la Hidalgo nel suo volermi rendere non attendibile ha semplicemente difeso la tesi espressa nel suo libro sul caso Orlandi.

Il giornalista Nicotri afferma perentoriamente che la ragazza della foto sia Priscilla Morini, questo gli sarebbe stato anche confermato da una “fonte”, e come sempre, secondo il suo metodo, si guarda bene dal dire di che fonte si tratti. La Morini oltretutto nel 1983, l’anno in cui fu scattata l’immagine, aveva solo dodici anni.

Il giornalista continua dicendo che le mie informazioni riguardo a tale film sono frutto d’immaginazione, in quanto i giornali dell’epoca non riferirono di tale lavorazione. Il fatto che lui  non abbia riscontrato tali articoli, non significa che questi non siano esistiti.

Un giornalista non dovrebbe affidarsi esclusivamente alla propria impressione e contattare piuttosto la signora Piccioli, onde risalire anche al nome del regista e della produzione del film in oggetto. Ma il Nicotri asserisce che tale operazione sarebbe superflua in quanto io mi potrei essere già accordato con l’attrice. Per cui il giornalista anticipa chiaramente e tatticamente la risposta della donna che non può che essere affermativa. Se attraverso lei poi, il Nicotri dovesse arrivare al regista ed alla produzione del film, ben difficilmente potrebbe sostenere che io mi sia accordato con tutte queste entità.

Inoltre noto che attribuisce credibilità a personaggi che millantano un passato in comune con la mia persona e si ritengono depositari di fatti ed altro, ma che si limitano a simulare nelle pagine Fb., coperti da profili finti e guardandosi bene dal recarsi  in procura a testimoniare, in quanto sarebbero smascherati da eventuali indagini.

In ultimo il giornalista asserisce che il fatto che nessuno dei miei sodali dell’epoca si sia presentato rispondendo al mio appello, significherebbe che io abbia mentito riguardo la loro esistenza. Rispondo che per qualunque altro fatto di cronaca nera, ben difficilmente i responsabili si presentano in conseguenza di un semplice appello, ma non per questo dietro questi infiniti fatti non vi sono dei responsabili. Non sequitur.  

Anche in questo caso il giornalista-scrittore difende la sua tesi contenuta in ben tre libri.

Il signor Pietro Orlandi ha dichiarato di non essere mai stato al corrente di un film sulla sorella girato nell’autunno dell’83. Gli Orlandi nel corso di quell’anno erano numerosi e numerose le persone che li frequentavano ed aiutavano, ed è alquanto peregrino che nessuno di loro abbia letto tale notizia che li riguardava e che era apparsa su numerosi organi di stampa.

Ritengo sia un problema di memoria. Lo stesso problema che il signor Orlandi non mi aveva riconosciuto, quando in un confronto pretese io ricordassi dopo trent’anni una frase detta in una telefonata con la sua famiglia, per cui ne deduceva che io non potessi essere uno dei telefonisti.

Ora per nemesi storica, ed usando il suo metodo, dovrei dire che per il fatto che lui non ricordi di questo film, dovrebbe quindi significare che lui non era presente e testimone degli eventi di quei mesi.

Il motivo del signor Orlandi di voler rendermi non credibile, risiede nel fatto che io ho sostenuto che la sorella Emanuela ebbe una minima collaborazione con i suoi “sequestratori”, pur se ingannata.

Riguardo alla mia dichiarazione sull’aver fatto una battuta al telefono con l’avvocato Egidio su tale argomento, alcuni hanno scritto che io coinvolgerei defunti che non possono confermare. Faccio presente che le telefonate erano tutte registrate dagli inquirenti, e alla chiusura dell’istruttoria saranno rese pubbliche con la possibilità di  verificare.

In conclusione, un semplice fatto accertabilissimo ha generato disinformazione e falsità. Lascio immaginare quel che tali persone possono compiere ed hanno compiuto volendo interpretare il caso Gregori-Orlandi, ben più complesso ed indecifrabile.

Quanti hanno una incapacità di giudizio dovrebbero astenersi dall’affrontare tale materia. Se avessero avuto un minimo di acume investigativo avrebbero capito che se tale foto si trova nell’archivio del settimanale “Gente”, significa che all’epoca fu pubblicata dalla stessa rivista a corredo della notizia che informava sul film, come foto di scena.

Quanti sono mossi da malafede invece, non hanno indagato a fondo per mantenere il loro fasullo giudizio di colpevolezza nei miei confronti. È già trascorso più di un mese dall’inizio di questa querelle, e nessuno di costoro ha voluto ancora rintracciare la suddetta attrice per chiarire il fatto.

Tra l’altro se per loro sono un mentitore, le mie stesse menzogne dovrebbero cadere al vaglio della procura e di un eventuale processo. Per quale motivo quindi fabbricare artificiose prove di colpevolezza nei miei confronti?

Se poi, ammesso e non concesso, io fossi un falsificatore, questi accusatori lo sono altrettanto, per cui non hanno alcun titolo per giudicare.

Una riflessione: persone che si professano conoscitrici di quegli anni hanno dimostrato di essere all’oscuro di varie realtà rispetto al sottoscritto, da loro ritenuto un estraneo alla vicenda. Per cui dovrebbero prestare maggior attenzione su quanto mi sono trovato a dichiarare in procura.

Allego la fotografia della Piccioli nell’83 in piazza San Pietro con un’altra della stessa tratta dal suo portfolio, già pubblicata più volte da un utente su FB. È assolutamente evidente che il taglio degli occhi, naso e bocca siano gli stessi.

ombretta 2            ombretta

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14 Responses to Un apologo.

  1. carlo artemi says:

    Caro Fassoni lasciando perdere un tizio con il quale non voglio perdere tempo vengo alla signora Hidalgo . E chiaro che ha l interesse a difendere la sua teoria , e ci mancherebbe , ma il punto forte del suo libro non è tanto che il sequestro sia tutta una finta, cosa che la signora neanche dice esplicitamente, ma che Emanuela Orlandi figlia di Anna Orlandi e forse di Marcinkus sia viva e vegeta . e per dimostrare ciò ha affermato di avere fatto analisi del DNA , tecnica attendibilissima , una intercettazione ambientale ,che è su Youtube e che è stata sentita da 13000 persone, e una serie di foto che tutto sembrano tranne che fotomontaggi anche se ciò dico da semplice fotoamatore non pretendo di avere le competenze di un fotografo professionista Tutto ciò, in particolare la figliolanza da Anna può essere questionato però posso dire che il nocciolo di ciò che sostiene la Hidalgo è compatibile con ciò che tu affermi perché se tu non ha ucciso Emanuela allora , o lo ha fatto qualchedun altro ( e perché avrebbe dovuto ? ), o è morta di morte naturale ( cosi giovane ? ) oppure è viva e aggiungo io ha pure diritto ad un po’ di privacy e a un curatore che difenda i suoi interessi . E visto che per nascondere una mela bisogna metterla tra le altre mele quale luogo migliore per nascondere Emanuela che la città dove è nata e cresciuta ? E se è viva e vegeta perché negarle un minimo di vita sociale ? perché negarle il diritto di andare una sera in un locale dove si fa musica visto che ne era così appassionata ? tra l altro chi va in certi locali sente la musica mica si mette a guardare le signore del pubblico . E poi una signora che somiglia tutta spiccicata ad Eamnuela Orlandi ragazzina vive veramente vicino al Vaticano ma su ciò rimando a ciò che ho scritto sul mio sito internet e , in forma riassunta , ai magistrati con raccomandata con ricevuta di ritorno ovviamente conservo la ricevuta per qualcuno che dovesse darmi del mitomane Non ho la prova probante che questa signora sia Emanuela , l importante però e che ,se Emanuela e Mirella guardano quello che su di loro si scrive in Internet, quando vedono le cazzate possono anche arrabbiarsi ma se vedono cose serie , documentate e rispettose come ciò che noi ed altri scriviamo possono anche apprezzare .

    • Vento Bianco says:

      Egregio Carlo Artemi lei cita…
      “Non ho la prova probante che questa signora sia Emanuela”
      “E poi una signora che somiglia tutta spiccicata ad Emanuela Orlandi ragazzina vive veramente vicino al Vaticano ma su ciò rimando a ciò che ho scritto sul mio sito internet”
      Dal suo sito Internet si rileva….
      “Fermo restando la reale esistenza della signora Patrizia Marinucci (beh almeno qualcosa condivide n.d.s.) come moglie del signor Pietro Orlandi e madre dei suoi figli nel libro elenco tutta una serie di fortissimi e diversificati indizi che mi portano a pensare che la signora in foto ( non fatta da me ma presa dal giornale online leggo.it ) e che si presenta sui social network con il nome di Patrizia Marinucci , sia proprio Emanuela Orlandi” ….”una serie di fortissimi e diversificati indizi”(???) …”sia proprio Emanuela ”
      E aggiunge…” ciò dico da semplice fotoamatore non pretendo di avere le competenze….” Questo lei dice … ma ha provato a fare una comparazione delle foto?
      Ci provi… anche da semplice fotoamatore quale si definisce…magari potrà forse aggiungere qualche postilla…più inerente.
      Lei, dice…”è portato a pensare…ma non ha la prova probante…”
      Come concilia questi due pensieri… Non le appaiono del tutto gratuiti…?
      Poi rimanda al suo libro..cos’è una forma pubblicitaria? Per portare avanti teorie ci vogliono prove probanti…sa poi ci sono dei particolari che anche con il passare dell’età non mutano mai… ma per chi non conosce è difficile valutare… non basta essere un “fotoamatore” la fotografia va interpretata nella sua “forma essenziale”….
      Pertanto non facciamo di certi accadimenti.. leggende metropolitane.

    • Vento Bianco says:

      Poi quello che non comprendo “Fermo restando la reale esistenza della signora Patrizia Marinucci come moglie del signor Pietro Orlandi e madre dei suoi figli”… ma scusi non era Emanuela? Anche il loro matrimonio è in dubbio? Insomma chi legge lei sembra capire che Pietro Orlandi abbia avuto i suoi figli dalla sorella? Ah dimenticavo che secondo la sua teoria non sarebbe “la sorella” almeno in tal modo pare di comprendere… certo una storia che và al di là di ogni fantasia…Ma si lei ha una serie di fortissimi e diversificati indizi…peccato che però non vengano illustrati a fondo e non presentate attraverso fotografie valide… beh si… certo… è solo fotoamatoriale…però approfondire meglio..non guasterebbe. E’ il caso di dire..per qualche foto in più… Per esempio quella che qualcuno definisce la vera immagine di Patrizia M.!

  2. filippo says:

    suppongo, Marco Accetti, che quel “personaggio che millanta un passato in comune” di cui parli in questo post, sia riferito a me.
    Ebbene, Marco Accetti, raccontala giusta altrimenti posso pensare che la mistificazione che hai nel sangue, cominci ormai ad annebbiarti anche il cervello.
    Innanzitutto NON ho MAI millantato né detto che io ho un “passato in comune con la tua persona” -ma quando mai?!- in quanto io sono fiero di NON avere NULLA ma NULLA in comune con un FASCIO come te!
    Siamo agli antipodi, caro Marco Accetti, niente ci accomuna, né idee politiche, né etica comportamentale, tanto meno un passato che non sia unicamente quello epocale.
    E a parte quell’unico aspro scontro politico che avemmo personalmente negli anni ’70, io NON ti ho MAI frequentato (e ci mancherebbe altro!) …tutte le cose che so su di te, le sanno altrettante centinaia e centinaia di persone abitanti -e non- nei quartieri Africano, Montesacro, Nuovo Salario, e zona Villa Ada, dove tu eri molto ma molto NOTO e conosciuto principalmente come un FASCISTONE, e in seguito negli anni come un IMBROGLIONE che raggirava chiunque gli capitasse a tiro.
    ti sei mai chiesto, in tutti quegli e questi anni, quante persone hanno subìto torti e angherie da te?
    hai mai contato quante diffide, querele, denunce hai collezionato nella tua vita?
    Del resto lo racconti fiero anche tu nel tuo memoriale (il Ganglio), che eri dedito a far ricatti e minacce, e che la tua arma preferita era la CALUNNIA.
    Le uniche variazione della realtà che hai apportato in queste tue memorie romanzate, è l’uso del pluralis maiestatis (alla Mago Otelma, per capirci) al posto della prima persona singolare, e che le persone ricattate e calunniate di cui racconti, non erano assolutamente i prelati anticomunisti (?) della curia, ma erano bensì i cittadini del tuo quartiere, anche limitrofi e non. (o forse vuoi far credere che stavi facendo praticantato su di loro per esercitarti come agente operativo per azioni criminali da svolgere nella fantomatica fazione del Ganglio???)
    Quindi se ancora non ne sei a conoscenza, e non ne hai coscienza, SAPPILO: per via delle tue -diciamo- assidue e continue scorrettezze, non hai mai avuto una bella e buona reputazione! …e le voci di popolo correvano e corrono!
    e tu continui a pensare che la Procura non sappia delle tue malefatte? e di tutto questo?
    …o forse davvero pensi che la Procura ti debba mettere puntualmente al corrente di tutte le indagini, di tutte le persone ascoltate, e di tutte le verifiche effettuate sulla tua persona?
    povero illuso!
    …per concludere a commento di questo tuo “Un apologo”, ti dico che con ciò che scrivi non fai altro che confermare il tuo FETICISMO per il caso Orlandi.

    • Vento Bianco says:

      Inviterei a porre maggiore analisi, sulle parole “affermate” da Marco Fassoni Accetti…
      “Mi è stato chiesto chi fosse una ragazza comparsa nella foto di un settimanale. Ho risposto che si trattava dell’attrice Ombretta Piccioli, durante la lavorazione nell’autunno 1983 di un film non ultimato, ispirato alla vicenda Orlandi e dal titolo provvisorio “Liberatela”, e che di questo ne feci una battuta con l’avvocato Egidio nel corso delle note telefonate”….

      • Vento Bianco says:

        Per chi fosse interessato… vedo che l’analisi più approfondita è stata sottoposta dallo stesso Marco Fassoni Accetti. Sapete a volte le strane assonanze “delle parole” …ne deformano i “contenuti” e vengono non “realmente attribuite”. Il potere delle immagini che creano le forme e ..le storie… divengono leggende… anche di fronte all’evidenza! https://www.facebook.com/groups/220336048150720/permalink/365245770326413/

      • filippo says:

        Ammesso e non concesso che sia vero il fatto che addirittura una produzione cinematografica a tre mesi dalla scomparsa di Emanuela Orlandi, fosse già in produzione con un film intitolato “Liberatela”, ciò sta solo a dimostrare come questa scomparsa abbia già da subito fermentato e incrementato sia lo sciacallaggio sia la strumentalizzazione del caso; e comunque Marco Accetti dimentica che l’istruttoria dei casi Orlandi-Gregori fu chiusa già una volta nel 1997 dal magistrato Adele Rando con la conseguenza RESA PUBBLICA (già dal 1997) delle telefonate fra l’avv.Egidio e l’Amerikano.
        Se effettivamente l’avv. Egidio -come Marco Accetti asserisce- commenta al telefono con l’ Amerikano questo film interpretato da Ombretta Piccioli, questo NON dimostra assolutamente che la scomparsa di Emanuela Orlandi sia di matrice POLITICA; NON dimostra assolutamente che l’Amerikano fosse il reale responsabile della scomparsa; NON dimostra assolutamente l’esistenza del Ganglio; e NON dimostra assolutamente che Marco Accetti sia o no l’ “Amerikano”.
        Il sapere di questo particolare da parte di Marco Accetti, di certo invece dimostra una sua profonda e maggiore attenzione allo specifico con uno studio minuzioso e maniacale anche del minimo particolare del caso Orlandi; quindi si evince da tutto ciò che, rispetto a tutti gli altri appassionati fan e studiosi del caso, Marco Accetti si può onorificare del titolo di “AUTENTICO FETICISTA del caso Orlandi”.

    • Vento Bianco says:

      Egregio Filippo…lei riporta su altri suoi interventi in altre “sedi”
      “Uno dei fogli de “Il Messaggero” che avvolgeva il flauto fatto ritrovare a CLHV era dell’agosto 1996, e riportava in bella mostra (fatto vedere in TV da CLHV) un articolo con tanto di foto in primo piano del nazista Erich Priebke, e dato che Marco Accetti nelle sue ricostruzioni cura tanto i particolari e dà importanza ai codici, quel giornale con l’articolo su Priebke sicuramente non era messo lì a caso, e allora mi domando: era forse per un OMAGGIO al suo animo profondamente NAZISTA?”
      Potrebbe spiegare come è arrivato a fornire tali elementi, con tanta precisione e a quali fonti ha attinto?….
      cito le sue parole “riportava in bella mostra (fatto vedere in TV da CLHV) un articolo con tanto di foto in primo piano del nazista Erich Priebke” lei dice…ma sa sembrerebbe non risultare che la trasmissione…
      Grazie.

      • Vento Bianco says:

        Poi… sig. Filippo …una cosa appare molto singolare lei cita la TV…. CLHV. Strano…
        Sà che sono in “pochi” che attribuiscono questo acronimo alla trasmissione? Solitamente viene usato… CLV. Certo un piccolo particolare… forse agli occhi di tanti… insignificante…. ma lascerebbe intendere…che… lascio a lei questa riflessione!

      • filippo says:

        Egregio Vento Bianco, i fogli di giornali che avvolgevano il flauto, furono fatti vedere durante una puntata di CLHV (aprile/maggio 2013) e commentati in studio da Fiore De Rienzo (si riguardi le puntate sul sito della trasmissione o se le cerchi su youtube); per quanto riguarda l’attenzione al nazista Erick Priebke, ci sono andato per deduzione aiutato dalla mia memoria storica essendo io profondamente un ANTIFASCISTA.
        E poi, mi scusi, ma proprio non riesco a capire cosa ci sia di tanto strano e singolare nell’acronimo CLHV, e la necessità poi di chiedermelo a commento di questo post, con addirittura un “lascio a lei questa riflessione!”.
        L’acronimo giusto della frase “Chi L’Ha Visto?” è in realtà = CLHV? …io risparmio il punto interrogativo e scrivo = CLHV …altri risparmiano ulteriormente e scrivono = CLV …
        dopo questa mia spiegazione, riuscirà a dormire tranquillo e sereno questa notte?
        (ma lei Vento Bianco, non si era -o non l’hanno- cancellato da FB? … lascio a lei questa riflessione!)

  3. Mauro1 says:

    Ah…però…interessante quanto scritto da Filippo,aspetto una replica del sig.MFA..
    Riguardo il sig.C.Artemi..lasciamo perdere..ovviamente le obiezioni di Vento bianco son giuste e pertinenti e smascherano tutto il confuso delirio illustrato..

  4. Mauro1 says:

    Vento bianco,Lei è una persona intelligente ed arguta,ma leggendo le sue risposte a Filippo mi fa solo pensare che Lei faccia finta di non capire,risponda al nocciolo della questone senza tergiversare :Filippo più che giustamente dice:
    “Del resto continuate, lei e altri utenti nei gruppi FB, a NON voler capire la SOSTANZA dei miei ragionamenti, e l’importanza fondamentale del fatto oggettivo che Marco Accetti era negli anni ’70-’80 (gli anni che ci interessano per il caso Orlandi) un militante di estrema DESTRA, e questo va razionalmente a cozzare con tutta la dinamica che il Marco Accetti inventa su il fantomatico Ganglio”
    Cioè,se MFA era inequivocabilmente un(come minimo)simpatizzante di DESTRA,perché mai si sarebbe dovuto infilare in un rapimento o sparizione di 2 ragazzine per aiutare una fazione Vaticana che era CONTRO gli anticomunisti?Sarebbe dovuto essere dall’altra parte,in quell’altra di fazione!!!E’ questa la contraddizione fondamentale che non spiega!E che Lei incautamente,in modo quasi irritante,minimizza!

  5. Mauro1 says:

    Lei Vento Bianco invece continua a rispondere che se mente sul piano politico non significa che menta anche sul resto della vicenda di Emanuela e Mirella.
    Ma come no?E’ come se io per una vita mi professassi,che so,faccio un es.,antiamericano,e poi faccia parte dell’organizzazione di un rapimento il cui scopo è favorire la causa degli americani,ma Le pare logico?

    • Vento Bianco says:

      Sig. Mauro 1…. “che se mente sul piano politico non significa che menta anche sul resto della vicenda di Emanuela e Mirella”…. questo che lei cita non significa che io affermi che lui dica la verità…. Questa è la logica… delle parole.

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