Eterno televisore.

Vorrei dire alla bionda presentatrice della nota trasmissione di RAI 3, annunciante come io sia stato ritenuto “un bugiardo” dalla Procura, che tale giudizio è stato formulato solo da alcuni magistrati, e non dal dott. Capaldo, e che tra l’altro non sono stato ancora rinviato a giudizio per tali presunte “bugie dette”, né quindi tanto meno condannato. Mentre ciò non si può dire della signora in questione, già condannata per diffamazione in Cassazione. Per cui ben tre processi hanno stabilito il fatto che la presentatrice sia una bugiarda. Infatti anche in questa ultima trasmissione, mi attribuisce una ridicola frase mai espressa: che le due ragazze scomparse, lasciarono le proprie case, in quanto stanche di vivere nelle proprie famiglie. Tutto ciò raccontato innanzi a Pietro Orlandi, il quale dichiara sempre di recarsi nella suddetta trasmissione alla ricerca della verità, ma che non profferisce parola, ogniqualvolta la verità viene violata. Tra l’altro hanno trattato il mio ruolo giudiziario, in modo brutalmente sommario, non raccontando degli esiti delle perizie, degli indizi che avevo prodotto. Tutto un materiale documentale che avevo fornito a due persone della redazione, inviate dalla signora presso il mio studio, un giorno prima della diretta televisiva. Costoro, muniti di telecamera intendevano sottopormi ad un’intervista. Ma proprio perché non sono, a differenza di quel che si sostiene, una persona smaniosa di apparire, ho rifiutato. Uno dei momenti della trasmissione, che ha rivelato maggiormente la loro dabbenaggine e l’irrispetto verso la possibile intelligenza del pubblico, è stato quando hanno parlato di una mia perpetua ossessione nel voler “fare un film sulla Orlandi”. Al tempo stesso, mandavano in onda spezzoni di vari miei lungometraggi, senza comprendere che se ero riuscito a realizzare questi, nello stesso modo potevo girare il tanto agognato film sulla Orlandi. Che in verità non ho proprio mai inteso affrontare, altrimenti lo avrei fatto. In ultimo, non poteva mancare il pensiero della signora Garramon, letto dalla presentatrice alla nazione tutta, per la quale essendo stato definito bugiardo da una procura, ciò significherebbe quanto io abbia mentito anche nel processo della pineta, per cui non  posso essere che un perverso pedofilo. Il tutto con la tradizionale assenza di un mio legale presente in studio. Questo è il rispetto delle sentenze e della civiltà giuridica, che gli Orlandi ed i Gregori dichiarano di volere. E che, per una legge di contrappasso, rischiano ormai di non poter trovare. In ultimo,quanti hanno stima della mia intelligenza ed avvedutezza, trovano alquanto peregrino l’ipotesi che io possa andare presso una Procura con un flauto falso e azzardando il dire d’essere un telefonista del caso giudiziario, la cui voce poteva essere dissimile.

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