Un anno fa.

I paragrafi seguenti sono stati da me pubblicati il 12 maggio 2014:

“Se la Procura dovesse ritenere tutti gli indizi da me prodotti non altro che frutto di mere coincidenze, dovrebbe intanto quantificarle e constatare che si tratta di un numero veramente elevato, e le troppe coincidenze sono indizi. Se mi si ritiene un abile sceneggiatore, altrettanto mi si deve riconoscere la ripetuta e ripetuta fortuna, che in quei anni ottanta si siano verificate una serie impressionante di concatenazioni casuali che sembrano andare tutte univocamente in una direzione. Ed erano fatti  storici, espressi da persone non da me direttamente frequentate, per cui tutto ciò esulava dalla mia volontà e dal mio controllo.

Ritengo l’istruttoria, che volge ormai al termine, assolutamente carente. A mio avviso non si è sufficientemente indagato in molteplici direzioni, non sono stati disposti confronti, né cercato particolari  possibili testimoni, e probabilmente si cercherà, come ho detto, di ricondurre le responsabilità del fatto su di un numero esiguo di persone, il cui compito all’epoca era tra l’altro proprio quello di depistare conducendo su piste confondenti, e che ora, per una sorta di contrappasso, verranno forse usate per deviare ulteriormente e definitivamente dalla reale ed unica verità storica”.

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