Richiesta di archiviazione

Ribadisco la mia incredulità, sul fatto che un cospicuo magistrato come il Dottor Capaldo, la persona che più di ogni altro ha seguito le indagini, sia stato costretto a rimettere il mandato. Non potremo conoscere il suo parere conclusivo riguardo al caso, che si differenziava per quanto riguarda la mia persona, dal giudizio espresso dalla dottoressa Simona Maisto.

Leggo nella richiesta di archiviazione, di cui comincio la disamina, riguardo al fatto che ero a conoscenza  che la Orlandi quel 22 giugno avesse il periodo mestruale, tale paragrafo:  “può essere venuto a conoscenza di questo particolare  nei modi più svariati, non ultimo contatti, sia pure indiretti, con l’ambiente familiare di Emanuela”.

Intanto faccio notare che il “può essere”, non dovrebbe appartenere a quel lessico, che il rigore e la precisione di un tale documento richiederebbe. Nella vita tutto può essere, ma questa considerazione extra legale non significa nulla. Altrimenti, con il “può essere” si può affermare o negare qualunque cosa.

Intanto in questi due anni, amici e familiari della Orlandi, non mi hanno affatto riconosciuto per essere persona a loro contigua. Poi essendo quella delle “mestruazioni”, notizia delicata, generalmente non la si condivide affatto con un semplice conoscente. Inoltre, la procura dovrebbe provare quanto sostiene, e non affidarsi al “potrebbe”.

Tra l’altro, giornalisti come Fabrizio Peronaci, che oltre ad essere addentro alla famiglia Orlandi, ha anche redatto un libro con il fratello Pietro, non conosceva affatto tale informazione che ho prodotto. E certamente si può dire lo stesso dell’Avvocato Imposimato, che della madre della ragazza ne è il legale, ed ha scritto innumerevoli libri sulla vicenda. Chiunque può appurare, che tale particolare non è stato mai riportato in alcun libro ed articolo sulla vicenda.

Ricordo poi, che questo elemento di mia conoscenza, si accompagna ad altri indizi da me presentati in procura, che lo avvalorano.

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