VOLTAGABBANA

Il giornalista F. Peronaci ha pubblicato una intervista “in ginocchio” della Signora Garramon. Dicesi “in ginocchio”, quelle interviste dove non si mette l’intervistato di fronte alle proprie contraddizioni.

L’ineffabile signora in questione ha sempre dichiarato quanto io sia estraneo alla vicenda Orlandi-Gregori, e che le mie dichiarazioni al riguardo fossero solo frutto di immaginazione. Nella suddetta intervista invece, la Garramon si meraviglia che io sia stato accusato di autocalunnia, in quanto i magistrati del caso le dissero nel 2014 di ritenermi coinvolto e responsabile del fatto delle due ragazze. Eppure la signora, anche dopo questa data ha sempre ripetuto che io fossi solo un mitomane. Costei è la persona affidabile e coerente, che in ogni occasione rinnova l’accusa che io sia un perverso ed assassino.

I magistrati le avrebbero anche confidato, di ritenermi colpevole volontario dell’accaduto della pineta. Quest’ultima è una grave mascalzonaggine, in quanto vorrebbe dimostrare ai lettori ciò che i giudici non hanno affatto scritto e sottoscritto. Suggestionare il prossimo che realmente costoro si siano espressi in tal senso. Questa stessa frase, la Garramon l’aveva già pronunciata nella trasmissione di RAI3, laddove non esiste controllo legale sulle dichiarazioni. Mi fa specie ora che il Peronaci pubblichi una siffatta diffamazione, per la quale dovrò querelare anche lui, in quanto ne è il diffusore.

Tra l’ altro è impensabile che un giudice affidi un tale impegnativo pensiero, ad una donna che già dal 2013 frequentava costantemente le trasmissioni televisive, e che tale indiscrezione avrebbe potuto divulgare , come infatti è accaduto. Contattai telefonicamente il Dott. Capaldo, dopo l’esternazione televisiva della Garramon, ed il giudice negò recisamente l’accaduto, facendo presente che in tal caso, sarebbe stata una grave violazione dei loro doveri istituzionali.

E’ la morte del diritto. Poi si pretende  io collabori con tanta genìa.

Riguardo un’altra frase attribuita dalla signora agli stessi giudici, per la quale io in un nuovo processo per il fatto della pineta verrei oggi condannato, rispondo che ora, ancor più che allora ho acquisito molte nuove considerazioni di difesa, che ancor più mi assolverebbero. Qualcuno se lo vuole organizzi un tale processo, sia pur virtualmente, in un teatro o luogo simile. Sono io che avevo chiesto di riaprire il caso, non certo la signora Garramon che per 30 anni non ha mai fatto nulla in questa direzione.

Quali sarebbero stati poi i giudici di un nuovo processo Garramon? La Maisto e Pignatone, che non riescono neanche ad interpretare e concludere quello Orlandi-Gregori.

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