QUIESCENZA

Il sette Settembre scorso inviai un fax alla Procura per segnalare la possibilità che il corpo di una ragazza, vittima di un omicidio il cui responsabile non è mai stato tra l’altro identificato, potesse avere subito una  trafugazione.

Da tale data sono trascorse ben due settimane, e gli inquirenti non hanno intrapreso alcuna iniziativa per accertare quanto avevo loro esposto. Se tale mia previsione dovesse risultare veritiera, le indagini volte al l’eventuale recupero dei resti di Catherine Skerl e all’identificazione dei responsabili del suddetto reato, sarebbero viziate dal tempo trascorso.  Il fornetto tra l’altro, luogo del crimine, è stato lasciato in balìa di chiunque volesse a vario titolo inquinarne la scena.

Nell’identico modo comportamentale, i magistrati non hanno mai accolto nel corso di questi due anni, alcun mio suggerimento riguardo le indagini. Non hanno penetrato gli ambienti relativi all’inchiesta, ne proceduto ad alcun confronto.  Al contrario, hanno opposto una passiva sospetta quiescenza.

La mia opinione già espressa in varie sedi, è che un malinteso senso dell’opportunità politica non prevede debbano menzionarsi giudiziariamente e mediaticamente fatti inerenti lo Stato della Città del Vaticano. Tra l’altro sulla soglia di un prossimo Anno Giubilare.

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