Puntualizzazioni

Alcune precisazioni riguardo quanto accennato nella puntata della trasmissione di RAI3 del 23-9-2015:

non è affatto vero, come dichiarato dalla presentatrice, che fui io a chiamare la redazione, mi contattarono loro nella stessa serata.

Per quanto riguarda la fotografia della bambina in costume da bagno, dissi agli inquirenti fornendo i nomi dei familiari della stessa, che l’immagine fu eseguita alla loro presenza e che fu poi prodotta presso lo Studio Ofelia, una agenzia di pubblicità, televisione e cinema gestita da Ofelia Garcia, la quale giorni prima mi aveva inviato la figlia tredicenne affinché le facessi un ritratto. Tutto archiviato e documentato, consegnato a suo tempo alla squadra mobile. Per cui la ricostruzione fatta dalla trasmissione, che mostra come io alle domande degli investigatori mi limitai solo a rispondere che avevo eseguito quella foto in quanto ero un fotografo, è falsa.

Riguardo la “fonte qualificata” della Questura, costui ha dichiarato come io avessi violentato ed assassinato con le mie mani il Garramon ed in seguito ne avessi inscenato l’investimento, non tenendo conto che l’autopsia a cui fu sottoposto il corpo ne escluse la violenza carnale e ricondusse la causa della morte al solo investimento.

Tale soggetto ha imbrogliato lo Stato Italiano, che ne aveva probabilmente pagato i servigi, salvo poi non poter usare la sua informativa in quanto chiaramente fasulla.  E certamente è stata considerata altrettanto fasulla anche dalla presentatrice del programma, in quanto per la prima volta non ha interpellato telefonicamente la signora Garramon, sempre contattata ogni qualvolta il  programma  stava trattando il caso di suo figlio. E in questa puntata vi era un motivo in più per chiamarla, vista la novità di questa “fonte” che svelava nuovi retroscena sulla fine del ragazzo. Ma in verità questa volta non potevano affatto ascoltare il parere della signora, in quanto la stessa conosceva molto bene i risultati dell’autopsia, e non li avrebbe potuti sottacere. Ciò che invece ha fatto la presentatrice, la quale ancora una volta ha ingannato l’opinione pubblica e infettato la comune conoscenza sul caso. Dimostrando quanto sia fasullo il suo sentimento riguardo la Garramon ed il figlio Josè.

Tale fonte racconta inoltre che io commercializzavo foto pedopornografiche presso una certa rete. Ma guarda caso non ne fornisce gli estremi per farla identificare.

In ultimo la presentatrice mi suggerisce di chiudere il mio sito di opere, in quanto ritenuto “da molti suoi ascoltatori” come pedopornografico. Evidentemente le persone medie, non hanno cognizione di cosa sia e di come appaia un prodotto a carattere pedofilo. Mesi orsono qualcuno riscontrò una somiglianza tra il volto di una ragazza da me raffigurata nell’ opera ”La beata” ed il volto di una giovane veggente, Conchita Gonzales. Aprendo su Internet le fotografie riguardanti quest’ultima, mi apparvero sorprendentemente alcune immagini pedopornografiche di tale Mariya Babko, una ragazzina di 13 anni, che la ricerca di Google ci dice abbia avuto delle disavventure in Russia, con ambienti relativi al mercato pedofilo.

Osservando tali fotografie e chiunque lo può fare, si coglie immediatamente l’enorme discrimine con le mie opere. Ho raccolto tali immagini in un dischetto, ed attendo la prima occasione di incontrare un magistrato per affidargliele e segnalare la loro posizione in Internet, sempre nel caso non siano state ancora rimosse.

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