Realtà e irrealtà del profitto

In questi giorni e come sempre, i parametri di riferimento di massa riguardo il bene ed il male, sono Papa Francesco, in quel che dice, e l’Isis in quel che fa. Secondo la volontà del profitto e attraverso l’esercizio dei media, questa l’unica dicotomia manichea che ci è concessa.

In verità il terrorismo appartiene già al nostro interiore. È l’iper-consumismo:  l’ideologia delle ideologie, che assassina ogni giorno la sfera psichica di milioni di persone, convincendole a spendere soldi che non ci sono in oggetti di cui non hanno molto bisogno, per compiacere persone di cui importa relativamente, in un effetto che non può durare e che va costantemente rinnovato. Lo “star bene” consumando, ci porta a non coltivare e quindi escludere tutta la ricchezza reale che ci circonda, gratuita e disponibile. L’incapacità a contemplarla, significa l’aver perso il senso del sacro.

E l’altro Papa Francesco, il Presidente Mattarella, ci racconta che la cultura è il vero antidoto al terrorismo, dimenticando di polemizzare per i tagli alle spese a tale vitale settore adottate dal vigente Governo Italiano, e il fatto che siamo uno degli ultimi paesi in Europa per gli investimenti nella cultura.

Tenendo conto che l’industria dell’intrattenimento mercifica l’altrui tempo libero, credo sia opportuno rifugiarsi nei teatri di posa, negli atelier di pittura e scultura, negli spazi teatrali e ovunque si scriva. Creare e costruire alla ricerca del divertimento e del piacere nell’impegno e nell’intelligenza. Non più la logica e l’esaltazione della merce, nel piacere facile e grossolano. Non con il terrore e non con l’obbligo industriale.

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2 Responses to Realtà e irrealtà del profitto

  1. io che non ho perso il senso del sacro, commento e dico: quelle di Marco Fassoni Accetti sono parole sacre.

  2. Vera says:

    Non c’è più neanche tanta ricchezza reale sai è forse non c’è neanche mai stata……Certo siamo bravi a reinventata la ricchezza ;se basta un pezzo di carta con una testa morta .

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