Considerazioni

Il servizio di Stato ha compiuto una perizia fonica che ha accertato come la voce femminile che dichiarava in un nastro di essere Emanuela Orlandi, fosse la stessa voce presente nel nastro riportante le presunte torture. Infatti, l’ascolto dell’accostamento delle due voci , eseguito dalla nota trasmissione sugli scomparsi, ha confermato già “ad orecchio” tale risultato. Sul retro della stessa cassetta, sempre “ad orecchio” è facile riconoscere la mia stessa voce, che legge un comunicato.

Eppure in questo caso giudiziario, gli indizi e le prove non sono mai una realtà, quasi ci si aspettasse solo l’indirizzo del colpevole o della vittima. E per questo si ricorre alla falsificazione e alla tendenziosità: un giornalista “addetto al caso” ha letteralmente scritto che i servizi nulla hanno riferito all’autorità giudiziaria riguardo al nastro delle presunte torture, in quanto nulla di utile è stato accertato.

Il recente film su caso invece, si serve commercialmente dei massimi sistemi di visibilità, infatti già nel titolo scrittura addirittura il Pontefice, riportando una sua frase. Poi sfrutta i personaggi della mala romana, già impiegati, sempre per “cassetta” in precedenti edizioni. Nessuna sincera e reale ricerca.

In uno degli inserti promozionali del suddetto film, si intervista il giudice Capaldo, e attraverso un montaggio di immagine e voce si imbroglia lo spettatore facendogli credere che il magistrato mi ritenga un mitomane. Sarebbe bastato chiedere il parere di Capaldo sulla mia persona, ma ci si è ben guardati dal farlo, in quanto la risposta del giudice non avrebbe permesso loro di perseguire tale falsificatorio intento. Confermo che il parere del magistrato deponeva a favore della mia partecipazione, ed è intenzione della mia difesa chiederne la testimonianza presso la prossima causa giudiziaria. Nei social, uno dei tanti malintezionati, ha riportato la falsa notizia che è stato lo stesso Capaldo a chiedere di inserire la mia immagine. Un alto magistrato che sarebbe intervenuto nella lavorazione di uno spot commerciale.

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