Spasmodica ricerca

Leggo nella richiesta di archiviazione del caso Orlandi-Gregori, che avrei avuto “una smania di apparire con una spasmodica ricerca di accesso ai media e della loro costante attenzione”. Falso.

Escludendo la mia prima ricerca di contatto con la nota trasmissione di RAI3, dove dovendo fare un appello pubblico a quanti volessero presentarsi con me presso la Procura, necessitavo quindi di un’esposizione mediatica, in seguito non ho mai assolutamente cercato o sollecitato alcuna intervista. Erano sempre e solo i cronisti a chiedermelo, e costoro  possono confermarlo.

Io comunque non mi sottrassi, dovevo indubitabilmente dichiarare la mia versione, in quanto per mesi la suddetta trasmissione della RAI, stava distorcendo i fatti diffamandomi attraverso un numero infinito di puntate. E molte testate giornalistiche, riprendevano pedissequamente e  acriticamente quel che tale trasmissione esponeva.

Per cui avevo il diritto-dovere di difendermi, cercando di ristabilire per quanto possibile certe verità.

Tutto ciò lo riferii e motivai ai giudici del processo istruttorio, chiedendo ausilio affinché si esprimessero pubblicamente in rapporto a tale argomento, cercando di tutelare un testimone. Cosa che non fecero.

Innumerevoli volte poi mi sentivo in obbligo a collaborare con i cronisti, in quanto consapevole che comunque avrebbero redatto il loro “pezzo”, anche senza la mia partecipazione, e con i consueti errori ed imprecisioni che mi avrebbero messo ancor più in pessima luce. Ergo, cercavo per quanto possibile di arginare i danni.

Tra l’altro, se fossi veramente pervaso da una “smania di apparire” non avrei rifiutato l’offerta di scrivere congiuntamente un libro da parte dei giornalisti Dino Marafioti, Fiore De Rienzo, Fabrizio Peronaci, Pino Nazio. Chieder loro per aver conferma.

Inoltre, coloro che urgono di avere una “spasmodica ricerca di accesso ai media”, non attendono 30 anni, e sono gli stessi documenti giudiziari a collocare la mia presenza ed attività all’interno del caso già nell’83.

Dopo due anni, non ho ancora avuto notizia di eventuali progressi delle varie mie denuncie rivolte contro la predetta trasmissione Rai. Questa è la magistratura italiana. La stessa che ora imputandomi dell’aver cercato contatti con la stampa, mi negò doverosa protezione.

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